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H a n n o   d e t t o   d i   n o i . . .
 

(Si ringraziano RETE 55, LA 6, Radio Aurora e Radio Missione Francescana per la costante attenzione rivolta alla nostra Associazione)

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( 16 gennaio 2007)

 

Corso "La Risposta ad una richiesta di aiuto": intervista nel notiziario di Radio Missione Francescana.

Clicca qui per scaricare il notiziario (1,80 MB). Intervento di SOS al minuto 6,30

 

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(14 gennaio  2007)

 

Gli “angeli” del telefono
Sos Malnate esce sul territorio in modo ancora più marcato per formare operatori specializzati nella gestione delle chiamate del soccorso: i centralinisti

Un efficace soccorso parte da una corretta interpretazione della richiesta anche se, logicamente, chi chiama, fatica, per l’emergenza in cui è coinvolto, a dare indicazioni lineari a chi, dal telefono dell’associazione di soccorso, deve fargli ricevere l’aiuto richiesto. In questa linea si colloca il corso di formazione dell’Sos Malnate dal titolo “La risposta ad una richiesta di aiuto”. Dal mese di gennaio, infatti, Sos Malnate promuove un ciclo di incontri con il responsabile del Telesoccorso Luca Croci e con la psicologa Alessandra Bosaia, per studiare la delicata relazione che unisce chi offre e chi chiede aiuto e comprendere il ruolo del centralinista di Sos. «La figura del centralinista nell’ambito del soccorso – spiega Marco Sarti, direttore dei servizi di Sos Malnate – è fondamentale. Lo sanno bene i 40 utenti che con noi sono collegati attraverso il sistema “salvavita”, ma anche quanti a noi si rivolgono per interventi di soccorso per varie emergenze». La corretta e rapida comunicazione nell’attivazione dei soccorsi, permette un’azione sollecita che riduce i tempi d’intervento. «Sapendo che, normalmente, il modo più utilizzato per chiedere soccorso è quello telefonico – prosegue Sarti -, se una persona chiama poiché in difficoltà e necessita di aiuto, dobbiamo avere qualcuno abilitato a risponderle azionando correttamente il personale preposto all’intervento. Infatti Sos Malnate non è unicamente soccorso in ambulanza. Quotidianamente, oltre agli equipaggi di soccorso, in sede, ruotano 24 ore su 24, per 365 giorni l’anno,  diversi centralinisti che sono i volontari che si occupano di ricevere le telefonate, smistarle organizzando i servizi  appropriatamente e inviando il mezzo più consono a soddisfare la richiesta ricevuta. Per far tutto con l’abituale professionalità, Sos necessita di nuove forze su cui contare. Per questo motivo,  nel mese di gennaio avrà inizio la quarta edizione del corso dedicato a tutte quelle persone, studenti, casalinghe, lavoratori, pensionati che desiderano entrare a far parte della realtà associativa come operatori telefonici volontari». Gli incontri  si articoleranno in due parti: una teorica ed una pratica con le quali si cercherà di fornire tutte le nozioni necessarie per poter rispondere ad una richiesta d’aiuto. Altra realtà importante è quella del Telesoccorso e della teleassistenza. Infatti presso la sede di Sos è installata una centrale operativa di telesoccorso in funzione tutti i giorni dell’anno. «A questa centrale – sottolinea Sarti - giungono tutte le richieste di aiuto da parte degli utenti iscritti al servizio: normalmente persone anziane o disabili che possono richiedere non solo soccorso, ma anche assistenza per cose che possono anche sembrare banali, ma che possono rendere complicata la vita quotidiana di chi ha qualche problema di mobilità. Settimanalmente, poi, un gruppo di operatori scelti e sostenuti da una psicologa, Alessandra Bosaia, effettua delle chiamate di tele-compagnia agli assistiti, mirate a svelare eventuali pericoli latenti oppure stati di malessere. Questo aspetto verrà approfondito con particolare attenzione durante il corso che inizierà mercoledì 17 con una serata di presentazione specifica su questo servizio e che è aperto a tutta la cittadinanza». Poi Sarti rimarca come, per agevolare la partecipazione, Sos abbia deciso di «iniziare il corso con due serate nei comuni di Cantello, Castiglione Olona e Vedano Olona, avvicinando così le esigenze del mondo del volontariato come associazione a quelle delle persone che possono diventare importanti colonne del mondo del volontariato».


Moreno Gussoni

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(10 gennaio 2007)

 

Malnate - Alla sede dell’associazione è inoltre installata una centrale operativa di telesoccorso in funzione tutti i giorni dell’anno
Come chiedere aiuto al 118? L’Sos lo spiega in un corso

Dal mese di gennaio un ciclo di incontri per studiare la delicata relazione che unisce chi offre e chi chiede aiuto e comprendere il ruolo del centralinista nelle associazioni di primo soccorso, come Sos . “La corretta e rapida comunicazione nell’attivazione dei soccorsi – fanno sapere dall’Sos di Malnate - permette un’azione sollecita che riduce i tempi d’intervento. Dovendo considerare che normalmente, il modo più utilizzato per chiedere soccorso è quello telefonico, se una persona chiama poiché in difficoltà e necessita di aiuto, dobbiamo avere qualcuno  abilitato a risponderle azionando correttamente il personale preposto all’intervento”.
Infatti SOS non è unicamente soccorso in ambulanza. Quotidianamente, oltre agli equipaggi di soccorso, in sede, ruotano 24 ore su 24, per 365 giorni l’anno, diversi centralinisti che sono i volontari che si occupano di ricevere le telefonate, smistarle organizzando i servizi  appropriatamente ed inviando il mezzo più consono a soddisfare la richiesta ricevuta. Per far tutto con l’abituale professionalità, SOS necessita di nuove pedine su cui contare. Per questo motivo,  nel mese di gennaio avrà inizio la quarta edizione del corso dedicato a tutte quelle persone, studenti, casalinghe, lavoratori, pensionati che desiderano entrare a far parte della realtà associativa come operatori telefonici volontari.

Gli incontri si articoleranno in due parti: una teorica ed una pratica con le quali si cercherà di fornire tutte le nozioni necessarie per poter rispondere ad una richiesta d’aiuto. Altra realtà importante è quella del telesoccorso e della teleassistenza. Infatti presso la sede di SOS è installata una centrale operativa di telesoccorso in funzione tutti i giorni dell’anno. A questa centrale giungono tutte le richieste di aiuto da parte degli utenti iscritti al servizio: normalmente persone anziane o disabili che possono richiedere non solo soccorso, ma anche assistenza. Settimanalmente, infatti, un gruppo di operatori scelti e sostenuti da una psicologa, la dottoressa Alessandra Bosaia, effettuano delle chiamate di tele-compagnia agli assistiti, mirate a svelare eventuali pericoli latenti oppure stati di malessere.

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      (dic 06 - gen 07)

 

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(13 dicembre 2006)

 

Vedano Olona - Sos Malnate organizza un corso di comunicazione per gli operatori deputati a raccogliere le chiamate di soccorso

Come rispondere a chi chiede aiuto

Partirà da Vedano Olona un'interessante proposta formativa organizzata da Sos Malnate, rivolta a tutte le persone che operano nei centralini dove giungono richieste di aiuto e di soccorso.

Dal mese di gennaio un ciclo di incontri con il responsabile di Telesoccorso Luca Croci e con la psicologa  Alessandra Bosaia, aiuterà a comprendere  la delicata relazione che unisce chi offre e chi chiede aiuto e comprendere il ruolo del centralinista di Sos. «La corretta e rapida comunicazione nell’attivazione dei soccorsi, permette un’azione sollecita che riduce i tempi d’intervento - spiegano gli organizzatori - Dovendo considerare che normalmente, il modo più utilizzato per chiedere soccorso  è quello telefonico, se una persona chiama poiché in difficoltà e necessita di aiuto, dobbiamo avere qualcuno  abilitato a risponderle azionando correttamente il personale preposto all’intervento».

Il centralinista di Sos, infatti, non riceve unicamente richieste di soccorso in ambulanza: «Quotidianamente, oltre agli equipaggi di soccorso, in sede, ruotano 24 ore su 24, per 365 giorni l’anno,  diversi centralinisti che sono i volontari che si occupano di ricevere le telefonate, smistarle organizzando i servizi  appropriatamente ed inviando il mezzo più consono a soddisfare la richiesta ricevuta - spiegano dalla sede di Sos Malnate - Per far tutto con l’abituale professionalità, servono sempre nuove pedine su cui contare. Per questo motivo,  nel mese di gennaio avrà inizio il corso, che è dedicato a tutte quelle persone, studenti, casalinghe, lavoratori, pensionati che desiderano entrare a far parte della realtà associativa come operatori telefonici volontari».

Altra realtà importante è quella del telesoccorso e della teleassistenza. Infatti presso la sede di Sos Malnate è installata una centrale operativa di telesoccorso in funzione tutti i giorni dell’anno. A questa centrale giungono tutte le richieste di aiuto da parte degli utenti iscritti al servizio: normalmente persone anziane o disabili che possono richiedere non solo soccorso, ma anche assistenza. Settimanalmente, infatti, un gruppo di operatori scelti e sostenuti da una psicologa, la dottoressa Alessandra Bosaia, effettuano delle chiamate di tele-compagnia agli assistiti, mirate a svelare eventuali pericoli latenti oppure stati di malessere. Questo aspetto verrà approfondito con particolare attenzione durante il corso che inizierà il prossimo anno con una serata di presentazione specifica su questo servizio.

Gli incontri si articoleranno in due parti - una teorica ed una pratica con le quali si cercherà di fornire tutte le nozioni necessarie per poter rispondere ad una richiesta d’aiuto - e sono aperti a tutta la cittadinanza. Per favorire la partecipazione ai cittadini dei comuni limitrofi, quest’anno le prime due lezioni del corso saranno organizzate nei comuni di Vedano Olona (17 e 24 gennaio), Castiglione Olona  (18 e 25 gennaio) e Cantello (19 e 26 gennaio), mentre le lezioni conclusive si terranno nella sede di Sos Malnate  il 30 gennaio e 6 febbraio.

Le iscrizioni si effettuano contattando direttamente la sede al n. 0332 428 555  chiedendo di Marco Sarti o Luca Croci oppure inviando una mail a info@sosmalnate.it o un fax al numero 0332-861105 entro il 16 gennaio 2007.

ma.ge.

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  (novembre 2006)

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(5 novembre 2006)

 

Così i soccorritori superano i traumi

Prestare soccorso, spesso, è difficile anche per volontari formatisi con corsi specifici. «Per questo motivo – spiega Massimiliano Pavanello, presidente dell’Sos Malnate onlus – abbiamo chiesto alla provincia di Varese di finanziarci un progetto concreto di formazione psicologica e sostegno ai volontari». Da qualche mese, infatti, l’Sos Malnate si avvale della presenza di una psicologa cui i volontari, quando si trovano in situazione di disagio o di stress, possono liberamente rivolgersi per ottenere aiuto. «La psicologa in servizio da noi – spiega Pavanello – ha anche svolto una serie di esperienze sul territorio affiancando i volontari e noi ci siamo resi conto dell’importanza di poter attivare un progetto formativo sul fronte della psicologia dell’emergenza aiutando i nostri volontari». Il progetto coinvolgerà circa 90 volontari, tutti con esperienza sulle ambulanze dell’associazione malnatese e dunque già in servizio all’Sos Malnate. «Intendiamo costruire un percorso graduale di inserimento della figura dello psicologo – precisa il presidente -. Il nostro scopo è quello di valorizzare, in prima battuta, il ruolo del volontario come figura di ausilio al malato trasportato ma anche ai colleghi meno preparati a gestire interventi più “delicati” in ragione della patologia o della particolare situazione in cui si trova la persona che sono chiamati ad aiutare. In seconda battuta puntiamo a rendere i volontari più preparati dal punto di vista psicologico come punti di riferimento per i loro compagni di missione, rendendo meno difficili, stressanti e traumatici alcuni interventi oggettivamente non facili». La motivazione che sta alla base del corso progettato dall’Sos Malnate è assicurare un supporto psicologico ai propri soccorritori. «Il miglioramento del benessere del volontario – spiega Pavanello – si traduce in un migliore intervento sul territorio e consente di contenere i traumi e gli stress che potrebbero insorgere a seguito di una serie di interventi difficili che vedono protagonisti i volontari. Crediamo che i nostri volontari siano preparati ad affrontare situazioni anche difficili, ma siamo anche convinti che un servizio di sostegno psicologico possa prevenire il manifestarsi di situazioni di disagio a seguito di missioni di soccorso che possono creare stress o problemi di varia natura al volontario. La preparazione maggiore dal punto di vista psicologico può aiutare ad evitare questi problemi». MORENO GUSSONI

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(ottobre 2006)

 

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(1 ottobre 2006)

 

Per non stare più a guardare
Vi è mai capitato di assistere ad un incidente e di non avere saputo cosa fare? Se volete rendervi utili, potete seguire i corsi delle associazioni di soccorso In queste settimane iniziano le lezioni in vari centri della provincia. Un servizio volontario che già oggi coinvolge nel Varesotto circa duemila persone

C'è chi, forse con un po’ di retorica, li chiama gli angeli del soccorso, chi crede di vedere in essi una propaggine del servizio sanitario tenuta ad intervenire, quando si chiama il 118, quasi alla stregua dei gendarmi che compaiono componendo il 113: sono invece i volontari del soccorso, uomini e donne che hanno scelto di passare parte del loro tempo libero a bordo di un’ambulanza. Un esercito che, nel Varesotto, ammonta a circa 2mila persone. Ma per poter salire sui mezzi a sirene spiegate è necessaria una preparazione che metta in grado i volontari soccorritori di essere veramente utili a salvare vite, utilizzando strumentazioni via via più sofisticate. Ecco allora che periodicamente, sul territorio, le varie realtà presenti, che facciano parte della galassia della Cri (Croce rossa italiana) o di Anpas (Associazione nazionale pubbliche assistenze) offrono la possibilità di frequentare corsi di formazione, un’occasione che può diventare serbatoio di nuovi volontari. I percorsi che si avviano in questo periodo dell’anno proseguiranno comunque poi fino alla prossima primavera e per i volontari, vista la delicatezza della loro funzione, saranno anche previsti tirocini pratici. Da una rapida,anche se non esaustiva panoramica, risulta che nel Varesotto le occasioni per formarsi non mancano. E’ questo il caso del corso messo in campo da Sos Malnate con lo slogan “perché stare a guardare?” (inizio 9 ottobre presso la sede di via Primo Maggio), che ha strutturato le lezioni in due blocchi, uno di 40 ore, destinato alla popolazione in generale a cui fa seguito un altro pacchetto di 80 ore destinato invece alla formazione di chi poi salirà sui mezzi di soccorso. Ai nastri di partenza anche il corso di primo soccorso del Cva di Angera (5 ottobre presso il Palazzo Comunale di Sesto Calende) dove le lezioni saranno tenute da medici specialisti, istruttori Anpas e del 118. Partirà invece presumibilmente a gennaio il corso soccorritori di Sos dei Laghi di Travedona anch’esso suddiviso in due differenti moduli. «Nell’ultimo corso – dicono i responsabili – abbiamo avuto una ventina di persone decise a frequentare fino in fondo e che poi sono diventate nostri volontari. Si tratta di un buon numero, ma non sempre è così». Anche per la Cri e per i suoi comitati locali è tempo di formazione: in questo caso i corsi sono organizzati per i soci, ossia chi desidera frequentare il percorso deve sottoscrivere la quota associativa annuale e non si tratta di una iniziativa aperta alla cittadinanza in generale. Ai nastri di partenza vi sono iniziative ad esempio, solo per citare alcuni casi, sia a Varese (dove le iscrizioni sono già chiuse), che a Tradate (avvio il 17 ottobre), mentre in Valceresio si è già in aula. «In Italia – dice Lidia Colombo, responsabile della formazione per il comitato locale di Varese della Cri - non esiste la qualifica professionale del soccorritore. I volontari sono una risorsa preziosa e che hanno sempre svolto un ruolo importantissimo. Attraverso la formazione sono preparati a intervenire in modo efficace».  [Paola Provenzano]

«Un servizio quasi tutto volontario»
Tanti volontari e pochi dipendenti per garantire un servizio 24 ore su 24 che, anche se non tutti lo sanno, funziona attraverso un centro operativo unico – il 118 appunto - dislocato presso l’Ospedale che smista le chiamate di soccorso ai diversi soggetti, Croce rossa o Associazioni di pubblica assistenza, presenti a livello territoriale in modo piuttosto capillare ai quali è “appaltato” in concreto il servizio di soccorso. E’ così che alla chiamata di soccorso viene data una risposta che, nei casi di “codice rosso” prevede la presenza nell’intervento anche di personale medico. Conosce bene la realtà del soccorso Maurizio Ampollini, presidente provinciale di Anpas, l’associazione che raggruppa a sua volta un certo numero di associazioni del soccorso. Ad uscire con i mezzi, dunque, ci sono dei volontari? «Certo, si tratta, nella gran parte dei casi, di volontari anche se, al fine di garantire la continuità di servizio sull’arco di tutti giorni dell’anno, le associazioni del soccorso hanno anche dei dipendenti al loro servizio. I volontari tuttavia prendono servizio dopo aver frequentato un corso e dopo aver fatto un tirocinio pratico di affiancamento, vista la delicatezza degli interventi posti in essere». Nei corsi di formazione Anpas lo schema è quello di accostare due moduli, uno più breve e uno più lungo, aprendo la possibilità di frequenza a tutta la popolazione: perché questa scelta? «Con le 40 ore si è comunque abilitati a svolgere servizi secondari, ma comunque utili, che esulano dal soccorso vero e proprio: si pensi ad esempio ai servizi di accompagnamento di persone anziane o a mansioni simili. E poi nel corso degli anni molte persone hanno usufruito di questa proposta per potersi rendere più utili in caso di malesseri di familiari e colleghi, acquisendo anche una maggiore consapevolezza su come e quando si deve utilizzare il numero del soccorso». I corsi di formazione sono un bacino utile a reperire nuovi volontari? «Certamente lo sono, ma per le associazioni che operano in questo contesto, trovare i volontari soccorritori non è l’unico problema. Ci sono una serie di altre mansioni che possono essere svolte, dai servizi ausiliari al centralino, per le quali non occorre essere pronti a salire in ambulanza. Ma per la vita stessa dell’associazione si tratta comunque di mansioni molto utili e che sono funzionali al buon funzionamento di tutta la procedura». [p.pr.]


La legge -  Almeno 120 ore per diventare un soccorritore
 
I corsi per volontario soccorritore, secondo le disposizioni dettate in materia da una normativa regionale, devono durare non meno di 120 ore e possono essere tenuti solo da soggetti abilitati, ossia Croce rossa e Associazioni di pubblica assistenza. La legge regionale non fissa invece i contenuti del corsi, né esercita un controllo su di essi: alla fine del corso gli organizzatori prevedono solitamente una verifica ad hoc tramite un esame e prevedono inoltre un periodo di tirocinio pratico. Le materie di “studio” vertono ovviamente sulle nozioni di soccorso e su quelli che sono i protocolli operativi adottati da ogni centrale operativa del soccorso e che riguardano l’utilizzo di materiali specifici e di strumentazioni ad hoc. Per chi lo desidera vi è anche la possibilità, dopo il corso, di avere una certificazione regionale che si ottiene mediante il superamento di un esame. Rispetto a quello che accade in altri Paesi, in Italia non esiste la figura professionale del “soccorritore”: inoltre si deve tenere conto che per i volontari esiste l’esigenza di una formazione continua dal momento che a cambiare possono essere sia le procedure in essere che le dotazioni tecniche e le strumentazioni. In tutta la provincia sono già circa duemila le pesone, uomini e donne di tutte le età, che hanno seguito uno degli itinerari di formazione previsti. [p.pr.]

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(18 settembre 2006)


Malnate - L'associazione "Sos Malnate" propone, a partire da Ottobre, un corso di primo soccorso aperto a tutti
Volontari del 118, un corso ad hoc

"Sos Malnate", associazione Onlus, propone come ogni anno il corso di primo soccorso per volontari.
L’iniziativa si pone l’obbiettivo di formare delle persone capaci di intervenire in casi di emergenza e abilitate alla funzione di addetto al trasporto sanitario. Il corso, si divide il due parti. Il primo modulo è di 40 ore e richiede un impegno di due sere la settimana, il lunedì e il mercoledì,dalle ore 21 alle 23, dall'8 Ottobre fino al mese di Dicembre. Al termine del percorso il volontario otterrà l’abilitazione alla funzione di addetto al trasporto sanitario per i servizio di non emergenza.
Nel gennaio 2007 inizierà invece il secondo modulo. Questo prevede 80 ore e si pone l’obbiettivo di dare al volontario le basi per diventare soccorritore ed esecutore in caso di emergenza. Il corso si terrà presso la sede dell’ Sos di Via Primo Maggio a Malnate. Per maggiori informazioni è possibile contattare gli organizzatori al numero 0332.42855 o visitare il sito www.sosmalnate.it.

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(23 luglio 2006)


Chi tiene aperta la città in agosto

Mentre il termometro continua a salire e molti preparano le valigie per andare in villeggiatura, sul territorio le attività di volontariato non si fermano Restano in prima linea i gruppi del soccorso, quelli dell’assistenza ai malati e agli anziani. Ma c’è anche chi segue i varesini al mare o in montagna

Associazioni di volontariato aperte per ferie: mentre il termometro continua a salire e molti preparano le valigie per partire, sul territorio le attività di volontariato non si fermano. Certo, in alcuni casi, il ritmo si allenta e le truppe a disposizione sono meno numerose, ma ci sono una serie di situazioni nelle quali il servizio va avanti senza scossoni ed in alcuni casi sono i giovani a portare aiuto a chi ha più bisogno. A richiedere attenzione non è solo la componente anziana della popolazione che resta in città, ma anche ammalati, persone povere e situazioni di emergenze. E, anche se può apparire strano, luglio e agosto non sono comunque mesi di superlavoro per i soccorritori del Varesotto. A confermarlo è Marco Sarti, direttore di Sos Malnate – associazione di volontariato del soccorso – che spiega: «Se da un lato aumentano le richieste di servizi legati ai malori da caldo, dall’altro ci sono meno persone in città e diminuiscono tutta una serie di altre richieste». E così, in altre parole, la media delle uscite delle ambulanza resta costante rispetto agli altri mesi e addirittura, attraverso un sistema messo a punto da Anpas (Associazione nazionale pubbliche assistenze), dal Varesotto si esportano volontari verso mete di villeggiatura dove, al contrario, l’aumento esponenziale dei residenti a causa dei vacanzieri, impone di rafforzare gli organici. «Ci sono nostri volontari – spiega Sarti – che vanno a Porto Rotondo o in altre località di villeggiatura dove ottengono ospitalità in cambio della loro disponibilità a un turno di 8 ore nelle attività di soccorso». Poi ci sono le associazioni che si occupano specificamente di anziani come Auser filo d’argento che, insieme alla Asl ha costruito – con altre realtà del terzo settore – una rete di solidarietà. Si tratta della raccolta e della diffusione di numeri utili per le emergenze e il reperimento di informazioni utili. “Ci capita di ricevere telefonate ogni giorno – spiega Barbara, una delle volontarie -. E le informazioni che vengono chieste sono le più diverse: una signora anziana, ad esempio, ha chiamato per sapere se poteva prendere una medicina nonostante il caldo. Il nostro compito in questi casi è solo di smistare le richieste a chi è competente». Un compito che solo in apparenza può sembrare banale, perché in realtà spesso le persone anziane e sole sono assalite da mille dubbi. “Estate gentile” è invece un’iniziativa di aiuto estivo alla terza età che  l’Amministrazione comunale di Legnano realizza per il terzo anno , nel periodo dal 17 luglio al 1° settembre, in collaborazione con il volontariato cittadino e si rivolge in modo particolare, ma non esclusivamente, agli anziani residenti che hanno compiuto i 70 anni. Nella sede logistica, collocata nella R.S.A, Ex-Casa di riposo comunale “Accorsi”, dal 17 luglio al 1° settembre si alternano gruppi di almeno 3 volontari a disposizione per rispondere, per quanto possibile, alle necessità. Alla Caritas varesina, pur non essendoci iniziative particolari, si continua nella gestione degli eventuali casi in carico presso le unità parrocchiali, mentre a livello centrale un rinforzo per i mesi estivi è stato organizzato in aiuto alla mensa dei frati della Brunella dove sono serviti una quarantina di pasti al giorno. «Abbiamo alcuni giovani – spiega il responsabile Mario Salis – che si stanno adoperando per aiutare nella distribuzione dei pasti, apparecchiare e sparecchiare: semplici mansioni che però necessitano di disponibilità quotidiana anche nel periodo estivo». E se povertà e indigenza non vanno in vacanza, ad essere bisognosi di aiuto ci sono poi anche i malati ricoverati negli ospedali. Lo sanno bene i volontari dell’Avo (associazione volontari ospedalieri). «Anche noi dobbiamo fare i conti con le vacanze – dice la presidente Giusi Zerbà – e con il fatto che anche i volontari devono avere il loro periodo di riposo. Ma la nostra attività non si ferma comunque». Attraverso l’organizzazione di turni e l’intervento di quella che l’associazione ha ribattezzato “gruppo emergenze” ci si dà da fare negli ospedali varesini, compreso Cittiglio e Luino. I volontari in corsia sono indispensabili soprattutto per quei malati che hanno la necessità di essere aiutati a mangiare. «E’ soprattutto nei presidi dell’alto Varesotto che abbiamo più bisogno di volontari – dice la Zerbà – ed è per questo che siamo pronti a lanciare un nuovo corso di formazione in autunno che sarà preceduto, il 30 settembre, da uno spettacolo teatrale per sensibilizzare la popolazione e farci conoscere meglio».

Paola Provenzano

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(25 giugno 2006)

 

Il servizio civile? Business per pochi
L’ultimo bando (che scade domenica) ha lasciato a bocca asciutta molte associazioni e alcuni enti locali. Le conseguenze saranno gravi anche nella nostra provincia Ad esempio ci saranno meno volontari sulle autoambulanze, meno accompagnatori per i non vedenti. Ampollini (Cesvov) accusa: c’è stata una gestione affaristica

E ora chi accompagnerà i disabili al centro di riabilitazione, o i dializzati all’ospedale di Circolo? Da settembre l’Sos Malnate non potrà più contare sui volontari del servizio civile nazionale. Se vorrà garantire le stesse prestazioni, l’associazione di soccorso dovrà fare i salti mortali. Non è la sola ad essere in difficoltà. Nella sua identica situazione si trovano anche le altre sette “sorelle” impegnate, in provincia di Varese, nello stesso servizio: ad esempio l’Sos Valceresio e quella di Azzate. Con l’ultimo bando che scade domenica, l’Ufficio nazionale del servizio civile (Unsc) ha finanziato all’incirca la metà dei progetti presentati dall’Associazione nazionale di pubblica assistenza di cui le Sos varesine fanno parte. I posti assegnati in Lombardia sono stati 120. Nessuno di questi è toccato alla provincia di Varese. Le conseguenze saranno pesanti. «Noi ci affidiamo soprattutto a volontari: circa 240 persone che mettono a disposizione il loro tempo libero che coincide solitamente con la sera e la notte – spiega il direttore Marco Sarti -. I ragazzi del servizio civile (una dozzina) ci coprivano, invece, soprattutto le uscite diurne». «Senza di loro – continua Sarti - non so veramente come fare. Vorrà dire che se fino ad oggi eravamo costretti a rifiutare una media mensile di 60 richieste, dal prossimo autunno saremo costretti a dire di no, ogni mese, ad un centinaio di persone che hanno bisogno di aiuto». L’Anpas non è il solo ente ad avere subito i tagli. Altri soggetti storici del volontariato si sono visti ridimensionare il numero di volontari. L’Unione italiana ciechi che nel bando dello scorso anno era al terzo posto è scivolata sotto il 40° piazzamento. Un tonfo clamoroso dagli effetti drammatici per chi ne fa parte. A Varese, per esempio, i non vedenti dovranno fare appello alla buona volontà dei concittadini per trovare chi li aiuti negli spostamenti più lunghi. Ma, oltre alle associazioni, sono rimasti a bocca asciutta pure alcuni comuni. «Tranne Varese – spiega il direttore del Centro di servizio per il volontariato (Cesvov), Maurizio Ampollini – tutti i cani sciolti che non si erano aggregati alla corazzata dell’Anci sono stati esclusi». Ci sono casi a dire poco imbarazzanti. Per esempio, Tradate è stata bocciata per una questione di indirizzo. «E’ pazzesco – commenta tra lo sconcertato e il sarcastico il sindaco Stefano Candiani -: avevamo chiesto 4 volontari per la biblioteca, ma poiché nel frattempo ci siamo trasferiti in una nuova sede, secondo l’Ufficio nazionale del servizio civile la domanda non riportava la via corretta, quindi non poteva essere accolta». Stessa identica vicenda è avvenuta a Malnate. Anche qui 4 posti sono “saltati” per un presunto errore di comunicazione. «Tutti pretesti – sottolinea Ampollini –. La verità è che il servizio civile nazionale è stato trasformato in un business e per entrare a farne parte bisogna avere qualche santo in Paradiso». Ampollini non è l’unico a nutrire profonde perplessità sulla gestione dell’ultimo bando dell’Unsc. Il settimanale del no profit, Vita, sul numero di questa settimana pubblica un’inchiesta sulle holding del volontariato, gli enti di intermediazione, che per la prima volta quest’anno hanno curato, dietro compenso, i progetti per conto soprattutto delle associazioni e degli enti locali. Dai dati pubblicati dal magazine sarebbero loro i trionfatori del bando del 2006. Sono in particolare in fortissima ascesa due imprese sociali del Sud, l’Amesci di Caserta e la Proitalia di Lamezia Terme, realtà nate ad hoc per procacciare volontari su tutto il territorio nazionale. A sentire loro lo straordinario successo dipende dalla capacità di scrivere progetti conformi alla normativa. Sarebbero, insomma, più bravi di altri. «E’ possibile – commenta Ampollini –. Ma come mai allora enti che hanno una grandissima esperienza, che erano stati in passato leader nell’obiezione di coscienza, come ad esempio le Acli e la stessa Caritas, sono stati così fortemente ridimensionati? Hanno tutti improvvisamente dimenticato come si scrive in italiano?». «Francamente faccio fatica a crederlo – continua il direttore del Cesvov –. A mio avviso bisogna fare chiarezza su quello che è accaduto e, poi, decentrare finalmente il servizio civile. La Regione Lombardia ha approvato una legge lo scorso 3 gennaio che va in questa direzione. Forse è venuto il momento di applicarla».

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      (22 giugno 2006)

 

 

 

 

Tagli ai volontari, il grido di Malnate

Praticamente azzerato il contributo per le strutture sociali. Anche l'SOS in emergenza. La preoccupazione dell'Assessore Ampollini "Così penalizzeremo le fasce più deboli".
 

Ampollini Malnate non potrà contare almeno per un anno sui volontari del servizio civile nazionale, praticamente azzerati, ufficialmente a causa di un vizio di forma, peraltro mai contestato in precedenza. Anziani e portatori di handicap saranno, purtroppo, le fasce deboli della popolazione malnatese a patire i danni maggiori. Le passeggiate e le abituali discussio­ni che anziani e volontari condividevano tra le vie di Malnate, piuttosto che a domicilio qualora le condizioni di salute non lo avessero permesso, saranno, nel 2007, un pallidissimo ricordo, una bella abitudine alla quale i cittadini appartenenti alle fasce più disagiate dovranno amaramente abituarsi.

I progetti delle aree sociali e culturali non sono stati approvati. Il primo a esserne fortemente preoccupato è l'assessore alle politiche giovanili del comune di Malnate, Maurizio Ampollini: «E' una situazione molto preoccupante - ha spiegato - Le fasce più deboli saranno purtroppo penalizzate e questo non può lasciarmi tranquillo». ,«La cosa strana è che alcuni enti sono stati penalizzati pesantemente e altri fortemente premiati. Il problema non è la qualità del progetto ma un vizio di forma che temo sia pretestuosa».

La contestazione mossa al Comune di Malnate sarebbe connessa alla comunicazione non corretta della sede accreditata presso l'autorità competente. «Ci siamo comportati allo stesso modo rispetto al 2005 - ha ribadito Ampollini - e non ca­pisco questo diverso trattamento». «Mi auguro - ha poi confidato l'assessore alle politiche giovanili - che la legge regionale sul servizio civile diventi presto opera­tiva in modo tale che possa correrci in aiuto».

I sedici volontari previsti, quindi, per questa tornata sono stati cancellati. L'amministrazione comunale dovrà ora in qualche modo. tamponare una difficile situazione che purtroppo coinvolge anche Sos Malnate, un altro servizio cittadino dal grande impegno. La conferma è arrivata direttamente dalle parole dell'assessore Ampollini: «Sono molto preoccupato anche per l'Sos. Anche quei progetti non sono stati approvati». Anche in questo caso non potrà essere, dunque, inserito nell' organico nessun ulteriore volontario.

In questo momento, è stata messa solo una toppa al servizio della biblioteca che potrà essere garantito in virtù dell'assunzione temporanea di un effettivo. Anziani e portatori di handicap, viceversa, dovranno vivere nella speranza che la legge regionale diventi presto operativa altri­menti la solitudine e i comuni disagi rischieranno di diventare l'amara quotidianità.

 

Pino Vaccaro

 

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I tagli
Per il 2007 nessuno dei 16 abituali volontari del servizio civile nazionale verrà assegnato a Malnate. La motivazione? «Un vizio di forma», peraltro mai contestato in precedenza.
I servizi
A Malnate i volontari svolgono diverse mansioni, soprattutto in relazione all'aiuto ai disabili e agli anziani. «Così saremo costretti a penalizzare le fasce più deboli» la denuncia dell'assessore Ampollini.
L'S0S
Nemmeno il progetto di aiuto al servizio di volontari di primo soccorso è stato confermato. la situazione è di vera emergenza, perchè la mancanza di personale, al momento, non può essere tamponata. Gli unici volontari ancora attivi sono quelli in servizio alla biblioteca.


 

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(21 giugno 2006)


Malnate
- Associazioni storiche a bocca asciutta mentre cresce il "potere delle holding". Questa l'amara considerazione di SOS Malnate che non avrà volontari civili
Servizio civile: l'amara sorpresa

Fino ad oggi avevano sempre ottenuto la preziosa collaborzione dei volontari civili. Da tre anni il numero di questa "preziosa" risorsa continuava ad aumentare. Fino ad arrivare ad 8 nell'ultima stagione, ma dal prossimo anno non ne arriverà neppure uno. Così l'associazione SOS Malnate si è vista brutalmente bocciare dall'Ufficio Nazionale Servizio Civile. Ma come l'associazione malnatese, altre realtà che afferiscono all'Anpas (associazione nazionale pubbliche assistenze) varie SOS locali piuttosto che il CVA di Angera si sono viste rigettare le richieste, nonostante i progetti fossero gli stessi apprezzati negli anni scorsi.

Alla SOS di Malnate la notizia ha provocato uno schock : « Noi abbiamo dei servizi diurni utilissimi alla popolazione che , senza l'apporto dei volontari, faremo fatica a garantire - afferma Marco Sarti, direttore del SOS Malnate - Da quando esiste l'esperienza del servizio civile i nostri progetti sono sempre risultati meritevoli. I nostri volontari seguivano un corso di formazione di 120 ore che li formava in campo assistenziale. Il nostro punto di forza è indubbiamente  il valore dell'iniziativa : almeno la metà dei nostri volontari rimaneva nei nostri ranghi, dimostrando di aver capito l'importanza della nostra opera».

Ma cosa è successo? Dei 160 volontari chiesti dalle associazioni aderenti all'Anpas a livello regionale ne sono stati assegnati solo 40 e nessuno per il territorio regionale. Nelle stesse condizioni è l'Unione Italiana Ciechi, le Acli ( anche loro a bocca asciutta in provincia) i Vigili del Fuoco, la Caritas.

SOS Malnate punta l'indice soprattutto contro le "Holding del servizio Civile", agenzie che gestiscono progetti e volontari per conto terzi: « L'ultimo bando del servizio civile (scadenza 23 giugno 2006) ha lasciato molte associazione storiche a bocca asciutta. I service fanno il pieno di progetti e volontari».

A.T.
redazione@varesenews.it

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(20 giugno 2006)

 

Malnate - Giovedì 29 giugno, serata informativa con una psicologa per approfondire un disagio che colpisce molti adolescenti
Anoressia e bulimia: incontro all'associazione SOS

L'Associazione SOS Malnate organizza per giovedì 29 giugno una serata dal titolo: "SOS Anoressia e bulimia, quando il cibo diventa una malattia". Presso l'aula didattica dell'associazione in via I Maggio 10 a Malnate, la psicologa Alessandra Bosia parlarà del grave disagio che interessa molte adolescenti:  «il 5 % degli adolescenti italiani ha un rapporto conflittuale col cibo - spiega la dottoressa -  Più colpite sono le giovani donne con numeri da vera e propria emergenza sociale.  Il fenomeno registra ora, rispetto agli anni ’90, una stasi mentre aumentano i casi di bulimia, in precedenza sottostimata. La corretta conoscenza di questi disturbi è sicuramente un modo per frenare la diffusione»

«Sos Malnate organizza periodicamente delle serata a tema per i propri volontari su argomenti di natura psicologica grazie all’inserimento tra il proprio personale della figura della Psicologa - spiega Massimiliano Pavanello, Presidente SOS  - La psicologa garantisce il necessario supporto psicologico ai volontari e al tutto personale di Sos per il delicato compito che essi svolgono quotidianamente e organizza la formazione sui temi che riguardano la sfera psicologica.
Visto il tema particolare della serata , l' incontro sarà aperto a tutta la cittadinanza».


sanita@varesenews.it

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Il mondo del non profit

Una complessa e variegata realtà, quella del non profit, senza una normativa ad hoc. Anche per evitare confusioni con il for profit.

ECONOMIA DI FRONTIERA
Agiscono come imprese, ma non sono imprese. Hanno bilanci da far quadrare, dipendenti da pagare, fanno profitto anche se hanno il divieto di redistribuirlo e producono beni o servizi: tutto ciò fa sì che esse rientrino a pieno titolo fra chi contribuisce a formare il Prodotto Interno Lordo del Paese.
Ma poi vi è la frontiera. Nella loro "mission" vi è il concetto di bene sociale, il valore aggiunto prodotto è costituito di volta in volta dalla coesione tra soggetti, dalla capacità di aggregazione, dal recupero di persone in difficoltà, dalla tutela di beni artistici o dell'ambiente, dalla promozione dello sport. Il tutto potendo godere di sgravi fiscali, agevolazioni e finanziamenti ad hoc e potendo assumere forme differenti: associazioni di volontariato riconosciute e non, fondazioni, comitati, cooperative sociali e poi si potrebbero aggiungere anche una serie di enti contigui come le Ong (organizzazioni non governative), le Società operaie di mutuo soccorso (Soms) e le Ipab, i Gruppi di protezione civile, la Croce Rossa e le associazioni pro Loco. Ma vi è però una seconda frontiera. Da una parte ci sono le piccole aggregazioni, per lo più del volontariato e dell'associazionismo sociale, dove non vi sono dipendenti, dove i bilanci sono semplici conti in "dare" e "avere" e dove non si assume l'onere di offrire servizi articolati, ma piccole mansioni quotidiane di aiuto al prossimo. Dall'altra parte ci sono i soggetti complessi con decine di dipendenti, bilanci a cinque o sei zeri e l'assunzione in carico di servizi di assistenza complessi pari a quelli di un soggetto pubblico. Il livello di specializzazione e professionalità è tale che sempre più spesso è lo stesso soggetto pubblico, in primis nel settore sanitario e dall'assistenza, che sceglie - in nome dell'abusato concetto di sussidiarietà - di esternalizzare alcuni servizi demandandoli a questi soggetti chiamati anche del "privato sociale".
Siamo arrivati di fronte all'impresa sociale? Si direbbe di sì, anche se il legislatore italiano ancora si appresta a prenderne atto con un disegno di legge delega che risale al luglio scorso e che prevede tra le altre cose l'obbligo di iscrizione dei soggetti, chiamati Inlus (Imprese non lucrative di utilità sociale), al registro camerale delle imprese e la possibilità di partecipazioni societarie per soggetti del for profit. Un discorso questo che lascia al di fuori le Cooperative sociali che, all'interno del terzo settore, possiedono già oggi una loro specifica connotazione.
Per ora le diverse realtà fanno riferimento a normative giuridiche, fiscali e amministrative differenti, magari ancora centrate su ciò che era in passato e che nel frattempo è cresciuto e si è evoluto.
Ciò determina il rischio di una confusione che, come accade anche nel for profit, finisce per andare a vantaggio dei più scaltri. Gli strumenti di controllo ci sono, una Agenzia apposita con sede a Milano, più nota come "Authority del terzo settore o delle Onlus", sta scaldando i motori per avviare le prime verifiche.

STORIE DI ORDINARIO NON PROFIT

Il terzo settore nel Varesotto occupa oltre 6mila persone e contribuisce a formare l'1,2% del Pil nel settore dei servizi
: ecco chi ne fa parte. Il primo Censimento ISTAT delle istituzioni e imprese non profit, pubblicato nel 2001, parla di 38.108 persone coinvolte in esso nella nostra provincia. Di esse 30.603 sono volontari, ma accanto a questi troviamo tra l'altro 5.231 dipendenti e 1.109 collaboratori parasubordinati. In termini di PIL il non profit in provincia rappresenta l'1,2% del settore servizi. Ma chi veramente lo compone e come funziona? Ecco qualche esempio pratico che va dalle associazioni, passando per fondazioni e comitati per finire con la cooperazione sociale, la più simile per forma e struttura rispetto al settore for profit. Due centri diurni, uno a Bobbiate e uno a Bregazzana frequentati giornalmente da 55 giovani e adulti con disabilità gravi, a questi si aggiunge il Centro residenziale di San Fermo, i progetti obiettivo, il servizio ambulatoriale e il trasporto domiciliare. E' questa la realtà dell'Anffas (Associazione nazionale famiglie disabili intellettivi e relazionali) presente a Varese dal 1978 e formata in primo luogo da famiglie che hanno al loro interno disabili mentali. La complessità e l'articolazione dei servizi messi in campo è tale che è stata necessaria la creazione di un braccio operativo costituito dalla fondazione "Renato Piatti", Organizzazione non lucrativa di utilità sociale (Onlus), che conta su di un personale effettivo di circa 100 persone tra amministrativi, tecnici e terapeuti e personale infermieristico. Ecco un esempio di non profit o terzo settore con una precisa mission: assicurare ai disabili mentali e alle loro famiglie una migliore qualità della vita e tutelare i loro diritti. Come l'Anffas diverse altre sono le realtà dell'associazionismo che, a livello provinciale, operano nel comparto della disabilità cooperando ad esempio con la Asl provinciale che nella primavera scorsa, proprio per mettere in contatto questi soggetti ha organizzato al centro fieristico Malpensafiere la prima fiera dedicata a chi offre servizi per i disabili. Vi è poi il comparto della sanità, altro ambito in cui è facile trovare esempi di associazioni di volontariato che assumono un ruolo sempre maggiore. Si pensi ad esempio a quando si chiama il 118. La telefonata viene smistata dalla centrale operativa e, sul luogo dell'incidente, arriva l'ambulanza. Potrebbe trattarsi di un mezzo sulla cui fiancata si legge Sos Malnate, Sos Valbossa, o Sos dei Laghi, con un equipaggio fatto di personale dipendente e di volontari. L'intervento è possibile perché esiste una convenzione tra l'associazione di volontariato e l'Azienda ospedaliera che ha esternalizzato parte dei suoi compiti affidandoli a soggetti del terzo settore o non profit che già da tempo operavano nel settore di urgenza ed emergenza.
Sos Malnate è il tipico esempio di associazione volontaria, legalmente riconosciuta, che è cresciuta notevolmente in termini di quantità e qualità di servizi offerti, strutturazione del bilancio e personale impiegato. I soldi non possono mancare per pagare il carburante e assicurare la possibilità di un soccorso 24 ore su 24, ma ciò che manca è la finalità di lucro: gli utili - come prescrive lo statuto - devono essere reinvestiti all'interno delle attività dell'associazione.
Il "convenzionamento" con associazioni di volontariato è una strada spesso percorsa dal pubblico, soprattutto per i servizi socio sanitari, al fine di esternalizzare alcune funzioni e i relativi costi di gestione. Proprio questo ha generato lo spostamento di diverse realtà dall'ambito "puramente" volontaristico e quello più strutturato e organizzato per gestire servizi. E poi ancora nel non profit vi sono le Fondazioni oppure i Comitati di soccorso, di beneficenza o di promozione di opere pubbliche: forme queste ultime meno diffuse, ma non per questo meno interessanti.
Un discorso a parte meritano, nell'ambito del non profit, le cooperative sociali dove più facile è abbozzare alcune cifre complessive per il nostro territorio. L'ultimo censimento realizzato dall'Assessorato provinciale ai servizi sociali ha preso in considerazione oltre un centinaio di queste particolari aziende presenti sul territorio e attive in diversi ambiti.
Ci sono le cooperative di tipo A, vale a dire quelle che gestiscono servizi socio sanitari ed educativi (ad esempio comunità alloggio, assistenza domiciliare, Rsa - residenze socio assistenziali o Cse - centri socio educativi) che hanno come utenti per lo più minori (47%) o anziani (30%). Ed accanto ad esse ci sono le cooperative di tipo B impegnate invece in attività diverse (agricole, commerciali, industriali o di servizio) e che hanno raggiunto fatturati di tutto rispetto nell'ambito delle pulizie, della manutenzione del verde e delle attività di assemblaggio conto terzi dando lavoro per lo più a persone con problemi psichici (38%), ex tossicodipendenti (29,7%) e invalidi fisici (13,9%).
A rendere particolari le cooperative sociali di tipo B, è il fatto che esse si muovono in diretta concorrenza con il for profit in alcuni ambiti di intervento specifici, avendo però alcune peculiarità. Questi soggetti, infatti, godono di un canale preferenziale presso la pubblica amministrazione che, nel dare loro incarichi ad esempio per le pulizie o la manutenzione del verde, può derogare alla disciplina vigente in materia di contratti. Inoltre per le persone svantaggiate assunte - che devono essere almeno il 30% della manodopera totale - la contribuzione assicurativa e previdenziale è totalmente a carico dello Stato. Una strada scelta dal legislatore per dare sviluppo a questa importante forma di integrazione sociale che non deve però diventare un paravento per nascondere casi di concorrenza sleale, dannosa non solo per il mercato, ma anche per chi operando nel non profit ha fatto una precisa scelta di impegno a favore della società.

TERZO SETTORE TARGATO VARESE: UN DECENNIO DI CRESCITA

Il non profit in provincia è destinato ad assumere dimensioni sempre maggiori per effetto della nuova legge sull'assistenza.
Un punto di osservazione privilegiato per il terzo settore in provincia di Varese è rappresentato dal Cesvov (Centro di Servizi per il Volontariato della provincia di Varese) finanziato dalle Fondazioni ex bancarie per erogare servizi gratuiti di consulenza alle organizzazioni di volontariato e, sulla base di una convenzione con la Provincia, alle associazioni di promozione sociale: restano fuori dalle competenze le cooperative sociali.
"Quando abbiamo presentato il risultato di una ricerca sul volontariato ed associazionismo nel Varesotto - dice Maurizio Ampollini, direttore del Cesvov - qualcuno si è stupito dei numeri. Si tratta di 1460 organizzazioni, in molti casi piccole realtà locali che non si possono definire 'imprese sociali'. Accanto a queste ve ne sono altre che, soprattutto nell'ultimo decennio, hanno cominciato a strutturarsi e a erogare servizi complessi, spesso in regime di convenzione con l'ente pubblico soprattutto nel settore socio-assistenziale-sanitario". Che il fenomeno stia diventando rilevante è confermato del primo censimento ISTAT delle istituzioni e imprese non profit pubblicato nel 2001 che vede un gran numero di realtà presenti nel Varesotto.
"Si tratta - spiega Ampollini - di una realtà in crescita anche per gli effetti della nuova legge sull'assistenza che coinvolge le componenti del settore non profit sia in fase di elaborazione dei piani di zona che di gestione dei servizi. Inoltre questa legge pone fine alla plurisecolare esperienza delle IPAB, Istituzioni di pubblica assistenza e beneficenza". Nei prossimi mesi molti di questi enti, che operano soprattutto nel campo delle scuole materne e degli istituti per anziani, si trasformeranno in fondazioni o associazioni. Il numero complessivo degli occupati e la produzione economica del settore subirà un notevole balzo verso l'alto.
Tutto bene dunque? "Ogni medaglia ha il suo rovescio. Molti problemi derivano dalla scarsa omogeneità della legislazione di riferimento e dal fatto che enti che sono trattati nel primo libro del codice civile si trovano a dover operare nei fatti come imprese. C'è da augurarsi che la razionalizzazione della normativa vigente e l'istituzione delle INLUS (imprese non lucrative di utilità sociale) vadano in porto al più presto, individuando così un soggetto specifico che possa operare secondo le regole comuni del gioco tenendo conto della qualità e della concorrenza. Si tratterà di una svolta epocale che consentirà ai volontari di essere se stessi di avere strumenti operativi più adeguati a fornire prestazioni e servizi".

A FAR RISPETTARE LE REGOLE CI PENSA L'AUTHORITY

A partire dal settembre scorso è stata istituita l'Agenzia di controllo per gli enti non commerciali e le Onlus con sede a Milano e presieduta da Lorenzo Ornaghi, rettore dell'Università Cattolica del Sacro Cuore.
Si tratta di un controllore speciale che ha il potere non solo di vigilare e ispezionare, ma anche di indirizzare e promuovere. Alle sanzioni, in caso si riscontrino irregolarità, penserà invece la giustizia ordinaria.
Con la pubblicazione del regolamento attuativo sulla Gazzetta Ufficiale dello scorso 17 agosto 2001, sono stati chiariti i connotati di un organismo la cui creazione era già prevista dalla legge 662/96.
La maggiore garanzia che l'organo dà ai privati cittadini è quella di vigilare sulle campagne degli enti non profit per la raccolta di fondi e sull'utilizzo di mezzi di comunicazione. Altro compito da non dimenticare sarà quello di fornire pareri obbligatori nel caso della devoluzione del patrimonio di enti che siano entrati nella fase di scioglimento. Tra le facoltà riconosciute all'Authority vi sarà quella di promuovere azioni concrete, di offrire un supporto tecnico per le iniziative legislative adottate a ogni livello dall'Amministrazione, e anche di contribuire a conoscere meglio consistenza e natura del vasto mondo del terzo settore. L'Authority, infatti, potrà elaborare proposte sulla costituzione dell'anagrafe unica delle Onlus: un passo quanto mai necessario per dare maggiore chiarezza al settore.

Ma ci sono anche le organizzazioni non profit "mascherate"

Anche nel non profit non è tutto oro quello che luccica. Esistono casi in cui si hanno fenomeni di scarsa trasparenza o azioni di concorrenza impropria, per non dire a volte sleale, rispetto allo stesso non profit, oltre che al for profit. Può accadere, ad esempio, con le raccolte fondi. Ci sono pseudo associazioni che, magari sfruttando un nome simile a quello di organizzazioni note e di tutto rispetto operanti a livello nazionale (ad esempio nel campo delle cura di malattie rare), organizzano raccolte di offerte. Buste intestate, loghi simili, parole toccanti ed il gioco è fatto: un caso su tutti è stato recentemente segnalato da una trasmissione come "Striscia la notizia", ma gli esempi sulla poca trasparenza delle raccolte fondi non mancano. L'aggravante, in questi casi, è rappresentata dal fatto che si fa leva sulla buona fede della gente, ma il danno prodotto in termini di credibilità è ben maggiore per chi, al contrario, devolve onestamente i soldi raccolti nelle campagne di questo tipo.Un altro caso è rappresentato dai soggetti che si mettono in concorrenza con il privato nella gestione di servizi in convenzione con il pubblico, avvalendosi di finti volontari che vengono retribuiti con rimborsi spese forfettari. In questo modo si ha ovviamente un grosso taglio delle spese rispetto al concorrente che paga i dipendenti a costo di mercato, e si possono praticare prezzi stracciati. Una situazione che sta "doppiamente" al di fuori della legalità. Non solo la legge impedisce che vi sia remunerazione per i volontari, a salvaguardia del principio di gratuità che è alla base della legge stessa, ma in aggiunta si crea una vera e propria situazione di lavoro in nero. Altro infine il discorso sul controllo dei requisiti delle Onlus: a parte infatti le organizzazioni non lucrative di utilità sociale (Cooperative sociali e organizzazioni di volontariato iscritte agli appositi registri) che lo sono di diritto e nel rispetto di precise regole, per le altre per diventare Onlus basta la sola autocertificazione. In questo modo si accede a un regime fiscale agevolato. Ad oggi, per chi vuole approfittare dei benefici senza avere i requisiti, la cosa non presentava grosse difficoltà. Le cose dovrebbero cambiare, vista l'istituzione dell'apposita Agenzia governativa che deve svolgere tra le altre cose i controlli e che sta diventando pienamente operativa in questi tempi.


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(6 giugno 2006)





Le ultime notizie da Malnate e dintorni

Cinque per mille a SOS Malnate
Nella dichiarazione dei redditi è possibile destinare da quest’anno il 5 per mille anche a SOS. Ancora pochi giorni per segnare il nostro codice fiscale 01299620128 nello spazio previsto. Maggiori informazioni su www.sosmalnate.it.

Campo scuola protezione civile
Forti della positiva esperienza degli anni passati e grazie all’aiuto di personale specializzato SOS Malnate, in collaborazione con l’Assessorato Provinciale alla Protezione Civile, il comune di Malnate e il SSUEm 118 Varese, organizza il 3° Campo Scuola Protezione Civile & Sanità nei giorni 7, 8 e 9 luglio 2006. Maggiori informazioni su www.sosmalnate.it.

Questionario clima associativo
Si informano i volontari di SOS che questa settimana terminerà la somministrazione dei questionari sul ”clima associativo”. Chi dovesse ancora compilarlo è pregato di mettersi in contatto al più presto con Marco Sarti.

Corsi di primo soccorso per aspiranti volontari e per aziende (L. 626)
Una nuova pagina dedicata all’offerta formativa proposta da SOS: tutto sui corsi di primo soccorso per la cittadinanza e per gli aspiranti volontari e i corsi di primo soccorso per le aziende e le scuole. Maggiori informazioni su www.sosmalnate.it.

Aiutaci
Continuano le raccolte fondi aperte da SOS per l’ampliamento dell’ambulatorio e per garantire la manutenzione del mezzo acquistato per ricordare ”Federica Colli”. Per tutte le informazioni su come donare e per essere aggiornati sugli importi delle donazioni pervenute. Maggiori informazioni su www.sosmalnate.it.

Ambulatorio di Malnate aperto tutti i giorni per prelievi ematici
Ricordiamo che il centro prelievi di Malnate è ora aperto tutti i giorni dal lunedì al sabato.

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   (11 aprile 2006)

 

 

 

 

La memoria di Federica salva altre vite.

Un concerto dedicato alla ragazza travolta da un'auto. Lo scopo: dotare il SOS di Malnate di un defibrillatore.

 

Un altro concerto per ricordare Federica e, attraverso il suo ricordo, salvare altre vite. Si terrà il 21 aprile prossimo presso la chiesa parrocchiale diCasbeno (ore 21 ingresso libero) un appuntamento musicale con il baritono Leo Nucci e l'Ensmbles Les Soirées Musicales. Un evento per il quale si spera di bissare il successo ottenuto due anni fa quando la voce del baritono, apprezzatissimo in tutti i teatri del mondo, risuonò in segnò di riconoscenza per tutti coloro che avevano dato un contributo alla prima raccolta fondi organizzata in nome della ragazza. Allora fu donata all'associazione Sos Malnate un'ambulanza. Ora l'obiettivo è quello di riuscire a raccoglierei fondi necessari ad acquistare un defibrillatore con cui aumentare le dotazioni di quel mezzo rendendolo adatto a tutti i tipi di interventi, anche quelli più delicati.

A dar vita all'iniziativa ancora una volta sono stati i genitori e i parenti di Federica, che da quel tragico giorno di quasi tre anni fa hanno tratto una grandissima forza e determinazione nel voler mantenere il ricordo della ragazza, dedicando tempo ed energie per trasformare il loro dolore in un grande atto d'amore e di dono agli altri. «Non sono sola - dice la mamma di Federica - ma sono sostenuta da mio marito e dai miei parenti più stretti in quest'opera che vuole aiutare a salvare delle vite». E di vite l'ambulanza Beta ne ha salvate tante: il mezzo, che sulla fiancata porta il nome della ragazza, fu acquistato dall'associazione del soccorso Sos Malnate nel 2003 con i proventi raccolti nei mesi immediatamente successivi al tragico evento. «In quello stesso periodo - ricorda la signora Colli - seppi che l'associazione aveva subito un grave danno ad uno dei suoi mezzi coinvolto in un incidente: mi venne spontaneo aiutarli». In quelÌ'occasione l'appello vide la mobilitazione di molti: dai privati cittadini alle associazioni, ma anche gruppi sportivi, banche, parrocchie, scuole e aziende. L'ambulanza Beta, in servizio dal 2003 per i soccorsi e le urgenze del 118 ha già percorso oltre 40mila chilometri, trasportando gli equipaggi in 85 occasioni nel 2003, 1172 nel 2004 e ancor di più nel 2005. «Ma l'ambulanza- spiega il presidente di SOS Malnate, Massimiliano Pavanello - ha bisogno di manutenzione e, soprattutto, urge dotarla di un defibrillatore che permetta un soccorso più efficace e tempestivo nei soccorsi più delicati». A spiegare l'importanza della dotazione è la stessa mamma di Federica: «Fu proprio grazie all'uso di uno di questi strumenti che mia figlia potè giungere in ospedale ancora viva e si potè procedere alla donazione degli organi». Federica fu investita da un auto nei pressi del cimitero di Casbeno 1'8 maggio di tre anni fa, quando aveva 17 anni e frequentava il liceo Classico Cairoli. Da quel giorno nessuno tra amici e parenti ha dimenticato il suo sorriso e anche il concerto del 21 aprile porta in se' il ricordo della giovane: i brani che saranno eseguiti sono tratti da opere di Verdi, Rossini, Leoncavallo e Mascagni che lei amava ascoltare. Il concerto, un avvenimento speciale per la presenza del grande Leo Nucci, sarà diretto dal maestro Stefano Seghedoni e vedrà la direzione musicale di Paolo Marcarini e la partecipazione del soprano Barbara Grazzini che ha alle sue spalle un'intensa attività concertistica in Italia e all'estero.

Paola Provenzano

 

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(26 marzo 2006)

 

Sos Malnate, una cena per l’ambulatorio

Lavori in corso all’Sos Malnate, l’associazione di volontariato del soccorso attiva dal 1982, che sta procedendo all’ampliamento degli spazi per gli ambulatori al piano superiore dell’attuale sede, in uno spazio attiguo a quello del Centro diurno anziani. Così, quest’anno, i fondi raccolti durante la consueta serata di gala – in calendario per il 31 marzo prossimo - saranno destinati proprio a finanziare le opere in via di completamento per rispondere alla crescente domanda di servizi da parte dei cittadini malnatesi. Sos, infatti, non significa solo ambulanze e soccorso ma anche servizi ambulatoriali come visite mediche specialistiche, assistenza infermieristica e prelievi ematici. E sono proprio i dati relativi a questi servizi a dar conto della crescente domanda. «Nel corso degli anni – spiega il presidente di Sos Malnate, Massimiliano Pavanello – il numero di visite è aumentato più che proporzionalmente rispetto al numero di specializzazioni messe in campo». Nel 2005 sono state 916 le visite ambulatoriali, contro le 657 dell’anno precedente, mentre le specializzazioni in più sono state solo due, attestandosi a ben 13 specialità mediche. Oltre 1200 i servizi di tipo infermieristico erogati in dodici mesi ed in costante crescita anche l’attività di prelievi ematici gestita in base a una convenzione con l’Ospedale di Circolo nei centri prelievi di Malnate, Viggiù, Besozzo, Gavirate, Azzate e Lavena Ponte Tresa. «Questa attività – spiega ancora il presidente – è cresciuta a tal punto da diventare la seconda per importanza dopo il servizio di trasporto con le ambulanze». E proprio per la continua crescita di attività si sono resi necessari i nuovi spazi in via di realizzazione. “Per la copertura delle spese – dice Pavanello – contiamo anche su quanto ci arriverà attraverso il 5 per mille che soci, cittadini e simpatizzanti vorranno destinarci attraverso la loro dichiarazione dei redditi”. L’appuntamento per tutti è comunque al gran gala in calendario per il 31 marzo prossimo e prevede, oltre ad una lotteria ad hoc, una cena e un concerto dell’artista Daniela Airoldi. [p.pr.]


 

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(26 marzo 2006)

 

Così è rinata la vecchia mutua

La sigla è Sms,come i messaggini telefonici tanto di moda, ma in realtà l’acronimo è quello di una modalità di reciproco aiuto che affonda le sue radici nel passato e significa società di mutuo soccorso. A Malnate questa realtà funziona già da alcuni anni essendo nata nel 2000 come “costola” dell’Associazione di volontari del soccorso Sos. E se per ora si è trattato di utilizzare uno strumento caduto un po’ in disuso, ma assai noto ai nostri nonni, all’orizzonte si profila anche una nuova competenza: la gestione di un centro diurno anziani integrato che sta per nascere nella cittadina. Ma come funziona in concreto una mutua? Il meccanismo di funzionamento non ha nulla di diverso rispetto a quello di una comune polizza assicurativa, con due grandi differenze che stanno a monte: la prevalenza del concetto di mutuo aiuto e la mancanza di fine di lucro. «La società di mutuo soccorso - spiega il presidente di Sos Sms Maurizio Ampollini - è un modo di darsi una mano: oggi sono io ad avere bisogno e domani sarà un altro tesserato, i soldi che abbiamo messo in comune servono a questo». In concreto essere tesserati a una mutua significa poter godere di rimborsi per prestazioni mediche che dipenderanno dal livello di tesseramento scelto, ovvero da quanto si decide di pagare per far parte della mutua stessa. «Si paga una cifra all’anno – continua Ampollini – e per una visita specialistica, prestazione ospedaliera o altro, viene riconosciuto un rimborso». Questo rende anche chiaro il motivo per cui si è fatta la scelta di far nascere questo soggetto rispetto all’associazione di volontariato. «Sos Onlus, per la sua natura di organizzazione non lucrativa di utilità sociale - spiega il presidente - non poteva comportarsi come un “venditore” di servizi di assistenza nei confronti dei suoi soci». E se fino a questo momento le cose hanno funzionato così, con numeri che hanno dato ragione alla scelta fatta, per un futuro non troppo lontano si prepara una novità. «In capo a Sms – dice Ampollini – vi sarà a breve la gestione del Centro diurno integrato anziani, una struttura in via di completamento e che nasce dalla necessità di dare una risposta al crescente invecchiamento della popolazione». Il Centro diurno anziani potrà ospitare persone anziane durante la giornata, quando i familiari vanno al lavoro e la persona di una certa età non è in grado di restare a casa da sola. Presso questa struttura sarà offerto anche un supporto di tipo infermieristico per chi ne ha bisogno e in caso di necessità un servizio di trasporto da e per casa. «E’ un modo di rispondere a un bisogno sociale nuovo – conclude Ampollini – utilizzando uno strumento che appartiene però al passato».
 

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(26 marzo 2006)

 

Il progetto Verso il traguardo l’“asilo dei nonni”

Un centro diurno integrato che possa ospitare persone anziane durante il giorno dando loro aiuto e assistenza. E’ questa l’iniziativa messa in campo da Sos Sms di Malnate grazie al finanziamento ricevuto al progetto da parte di diversi soggetti. Alle spese, infatti, hanno contribuito la Fondazione Cariplo, la Fondazione Comunitaria del Varesotto, il Comune di Malnate, la Henkel Italia e diversi privati; il nuovo Centro sarà una sorta di asilo per i nonni e rappresenta uno dei primissimi casi di strutture di questo tipo sul territorio provinciale. Il centro diurno anziani troverà casa in via primo Maggio e qui i lavori sono ancora in corso da diversi mesi ed interessano uno spazio di circa 500 metri quadrati dove sarà approntata una sala comune, una piccola palestra e poi tanti altri spazi pronti ad accogliere gli anziani. La grande opera L’edificio è lo stesso che al piano terreno ospita la sede dell’Sos Malnate e che era quello della valigeria Bombaglio, oramai da decenni destinato però ad altri usi. Qui un ascensore permetterà agli ospiti in arrivo di superare il dislivello per giungere al cuore della struttura. Da qui si accederà alle altre parti che comprendono una piccola palestra per la riabilitazione, così come imposto dalla normativa vigente in materia di residenze diurne per gli anziani. Poi ci saranno i servizi igienici, con le docce accessibili per gli ospiti in carrozzella, e le salette per il riposo pomeridiano. Sarà in questo spazio che si muoveranno infermieri, assistenti e persone ospitate. ospitalità I posti a disposizione saranno una ventina e si sta anche lavorando per raggiungere una convenzione con il Comune e con i Servizi sociali non solo di Malnate, ma delle Amministrazioni che sono comprese nel Piano di zona previsto dalla legge 328/2000 e quindi del distretto socio sanitario di Varese. Allo studio vi è anche la possibilità di ottenere l’accreditamento, rendendo così il servizio ancor più appetibile per le famiglie che hanno la necessità di gestire una persona anziana. [p.pr.]

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 (6 marzo 2006)

 

Una lotteria benefica trova i soldi per i nuovi poliambulatori

Malnate Grande successo sabato sera per la lotteria benefica organizzata dal SOS Malnate per ottenere la copertura finanziare a garantire il nuovo importante ampliamento strutturale dell’ Associazione di volontariato: oltre 200 metri quadrati di superficie per i nuovi ambulatori che, al momento, hanno trovato spazio solo al piano terreno e che, viceversa, avrebbero bisogno di una collocazione più adatta.

A tal proposito, sarà creata una serie di nuovi locali che potranno essere utilizzati per le visite specialistiche che, adesso, sono effettuate negli studi allestiti per i medici al pian terreno, ma che con il crescere dell’attività si stanno rilevando insufficienti a contenere la domanda da parte degli utenti.

E’ stato proprio questo il motivo alla base dei muovi ampliamenti:“Gli nuovi ambulatori – ha detto il presidente Massimiliano Pavanello – sono indispensabili a rispondere alle sempre più numerose richieste del territorio.” “Negli ultimi tre anni il numero di visite – ha aggiunto Pavanello – si è triplicato. A Malnate non esistono più enti che possano erogare servizi e per questo dobbiamo essere pronti a rispondere al grande numero di richieste. Abbiamo ricevuto anche delle donazioni e ci auguriamo di averne altre.”

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(12 febbraio 2006)

 

«Ma per le onlus di provincia il modello è ancora la lotteria»

La Carta della donazione è un codice di autoregolamentazione di chi effettua raccolte fondi, con l’obiettivo di garantire ai cittadini donatori la massima trasparenza sullo scopo della raccolta e sull’effettiva destinazione della donazione. Fino ad ora era l’unico strumento disponibile per garantire un po’ di fiducia ai donatori. Tra le realtà che, sul territorio, ci hanno creduto dando la loro adesione vi è stata Sos Malnate. Abbiamo chiesto al presidente, Massimiliano Pavanello, come giudica l’esperienza fatta. «Noi abbiamo aderito alla Carta della donazione fin dal suo esordio, perché abbiamo creduto da sempre nella necessità di garantire trasparenza alla nostra azione nei confronti di chi dona e l’esperienza ci ha aiutati a mettere in luce anche alcuni aspetti di criticità che vogliamo verificare se sono superati da parte dell’Istituto della donazione». Che tipo di impegno vi ha richiesto in questi anni? «Essendo un codice di autoregolamentazione sulla trasparenza delle donazioni abbiamo dovuto predisporre e rendere pubbliche le rendicontazioni relative alle diverse raccolte fondi attuate. E in questo si sono viste le criticità di questo strumento per le realtà minori». In che senso? «Nel senso che spesso le realtà medio piccole come le nostre effettuano raccolte non su progetti specifici, ma per il mantenimento stesso dell’associazione. Tombole, lotterie e iniziative di questo genere non sono necessariamente e sempre legate all’acquisto di un’autoambulanza, ma alla gestione di tante più piccole esigenze. In questo senso diventa difficile collegare sempre i fondi raccolti al modo in cui sono stati spesi e questo non certo per la volontà di non essere trasparenti». Ora è nato l’IDD, credete che vi aderirete? «Staremo a vedere, soprattutto, se in qualche modo sono mitigati questi aspetti che di fatto rendevano la Carta delle donazioni uno strumento più adatto alle realtà maggiori. Però resta vero che crediamo molto nei principi che sono enunciati e che vanno nella direzione di una garanzia di serietà». [p.pr.]
 

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   (7 febbraio 2006)

Fare il volontario a Malnate
Serata con il Vescovo Stucchi: appuntamento all'SOS.

MALNATE -. Appuntamento da sottolineare quello .che la Parrocchia San Martino con il patroçinio dell'amministrazione comunale sta organizzando per il prossimo sabato. L' appuntamento, che è-_fissato per le ore 20.45 nel salone del Sos Malnate in via Primo Maggio, riguarda un tema di interesse come quello dell’ “Anima per un volontariato umano” .  A intrattenere il pubblico –che gli organizzatori sperano numeroso - sarà un relatore d' eccezione  come monsignor Luigi Stucchi vicario episcopale di Varese. Non solo: a fare da moderatore della serata, ci sarà il consigliere comunale Franco Francescotto e introdurrà il tema il presidente dell' Sos                 MaInate Massimiliano Pavanello.Il ciclo di incontri, lo ricordiamo, «è rivolto ­come si legge nella locandina di presentazione  -a tutti coloro che desiderano riflettere e confrontarsi su alcuni temi "politici"».
 “I
sabati del sociale" continuano. poi il 18 feb­braio  alle ore 20.45 nell'aula magna dell'Istituto "Nazario Sauro" di via Gasparotto. In questa occasione a fare da moderatore è stato chiamato Sergio De Carli. direttore di "Orientamenti", A introdurre la serata saranno Giuseppe Maresca dirigente scolastico dell'Istituto "Nazario Sauro" e Lucio Valli dirigente scolastico del circolo didattico di Malnate. Il relatore dell’ appuntamento, che ha come tema "Quale anima per una scuola laica?", sarà il direttore del "Luce" Saverio Clementi.
"I sabati del sociale", lo ricordiamo ancora una volta, sono organizzati dalla Parrocchia San Martino con il patrocinio dell'amministrazione comunale. Con loro, stanno dando un contributo la Coop Malnate, la Città delle Donne, il circolo didattico Malnate, la Fonderia delle arti, l'istituto comprensivo "Nazario sauro", le parrocchie di Gurone e di San Salvatore e l' Sos Malnate Onlus.
Appuntamento, dunque a sabato prossimo, Il febbraio, con "Quale anima per un volontariato umano?"

C.d.V.

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   (6 febbraio 2006)

 

Come aiutare S0S Malnate con la dichiarazione dei redditi

MALNATE (p.v.) - Importanti novità per gli enti di volontariato. Con la dichiarazione dei redditi del 2006 (relativa ai redditi del 2005) i contribuenti potranno destinare, oltre all' 8 per mille, anche il 5 per mille alle associazioni di volontariato Onlus_ Da quest'anno infatti è possibile devolvere questo contributo ad associazioni storiche di volontariato che nel corso degli anni si sono conquistate con atti meritori un posto di rilievo all'interno della comunità di appartenenza. E' il caso, ad esempio, dell' Sos Malnate la cui straordinaria attività pluriennale motivo di orgoglio per i malnatesi. A conferma del grande impegno profuso sul territorio, qualche edizione fa l'associazione ha ottenuto il prestigioso "Ponte d'Oro", premio biennale concesso esclusivamente a chi sia riuscito a distinguersi a Malnate dal punto di vista sociale o culturale. Da quest'anno tutti i cittadini avranno la possibilità di sostenere economicamente l'attività di Sos Malnate. Dall''associazione di volontariato hanno fatto già sapere che Sos utilizzerà il ricavato del 5 per mille per proseguire i lavori di ristrutturazione e ampliamento dell'ambulatorio. «Devolvere a Sos Malnate il 5 per mille - hanno spiegato dal quartier generale dell'associazione - è un modo concreto per aiutarci e permetterci di continuare a aumentare i servizi per Malnate». Cosa deve fare il contribuente? «Può destinare la quota del 5 per mille della sua imposta sul reddito delle persone fisiche mettendo la firma nell'apposito riquadro che figurerà sui modelli di dichiarazione. E' consentita una sola scelta di destinazione. Il contribuente che vuole devolvere il 5 per mille a  Sos-Malnate deve indicare il codice fiscale della nostra  associazione -- 01299620128 - nello specifico spazio previsto». La scelta di destinare il 5 'per mille e quella dell' 8 per mille non sono il alcun modo alternative tra loro». Per ulteriori informazioni contattare lo 0332-428555.

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(5 febbraio 2006)

 

«Un’esperienza bella e utile»

Si chiamano Hanna e Chee Mei e sono due giovani ragazze lontane chilometri da casa e sbarcate da due settimane a Varese per un’esperienza di volontariato europeo. Le due giovani saranno in città, grazie a un progetto presentato dal Cesvov, per nove mesi, durante i quali avranno l’opportunità di conoscere la nostra cultura, ma anche di mettersi alla prova nell’ambito del terzo settore, maturando delle conoscenze che serviranno loro come bagaglio per il futuro. Le due volontarie europee non hanno dubbi: partire per l’estero è un’esperienza oramai irrinunciabile per le nuove leve. Hanna, la più piccola dal punto di vista anagrafico, ha già passato in Italia tre mesi la scorsa estate a Perugia per frequentare un corso di lingua per stranieri: a 18 anni ha lasciato Heidelberg la sua città natale nel sud della Germania ed ora già mastica abbastanza bene l’italiano. «Dopo le scuole superiori – dice la giovane – ho voluto prendermi un periodo di pausa per pensare bene al mio futuro e il servizio volontario europeo mi è sembrato un bel modo per entrare in contatto con una cultura diversa occupandomi di temi che mi interessano». Per lei il progetto prevede l’alternanza tra il Centro di servizi e l’associazione La Finestra: i suoi contatti con il volontariato in passato sono avvenuti durante la scuola e hanno riguardato per lo più il settore sanitario e quello sociale. Ma cosa vede nel suo futuro? «Vorrei riprendere a studiare – dice Hanna – proseguire con l’Università dedicandomi allo studio della storia e delle relazioni internazionali, magari cominciando già ora mentre sono qui in Italia». Nessun timore l’ha presa quando ha deciso di partire e lasciare la sua famiglia. «Da noi – dice – è sicuramente molto diffusa l’abitudine di fare da giovani esperienze fuori casa, anche all’estero e non ho avuto problemi». Nessun dubbio anche per Chee Mei, belga ma di origini malesi che è stata anzi incoraggiata dalla mamma a viaggiare. E così a 24 anni è salita sull’aereo a Bruxelles portandosi dietro i suoi quattro anni di studi germanici e un anno in comunicazione, la conoscenza di diverse lingue tra cui lo spagnolo e tanta voglia di imparare e conoscere nuove cose. «Per me – dice – si tratta di un momento diverso rispetto ad Hanna: io ho finito gli studi e ora voglio sfruttare questa opportunità per il mio curriculum e la mia carriera futura». Chee Mei, infatti, vorrebbe lavorare nell’ambito del terzo settore. «Ho fatto volontariato per più di due anni – dice la ragazza – in una associazione che organizza programmi interculturali per giovani all’estero». Non solo, ma il suo impegno si è anche rivolto al Coordinamento nazionale per la pace e la democrazia dove ha partecipato a un progetto che riguardava società civile e costituzione europea in Belgio, Italia, Estonia e Lituania. Per lei ora si apre un capitolo nuovo che è quello del volontariato del soccorso presso Sos Malnate. «Un mondo tutto nuovo – ammette – che desidero comunque conoscere».

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(22 gennaio 2006)

 

La fiamma olimpica sarà a Varese Sos Malnate accoglierà il tedoforo

Sarà la Sos Malnate ad accogliere il tedoforo delle Olimpiadi invernali di Torino durante il suo passaggio varesino. La fiamma olimpica è partita da Roma l’8 dicembre. In poco più di un mese ha già attraversato gran parte del territorio nazionale. E’ salita a Genova, si è imbarcata per le isole, ha percorso il Mezzogiorno e poi ha puntato di nuovo verso Nord seguendo la costa adriatica. Il 30 gennaio arriverà nella città giardino dopo aver fatto tappa a Lecco, Milano e prima di giungere a Pavia, ultima sosta lombarda. Passato il confine con il Piemonte taglierà il traguardo nella città della Mole il 9 febbraio per l’apertura dei Giochi. Da via Valganna a piazza Repubblica a Varese la carovana olimpica sarà accompagnata dai volontari della associazione di soccorso malnatese, sede del comitato provinciale Anpas che a sua volta è partner per i servizi medico-sanitari dei XX Giochi olimpici invernali e dei IX Giochi paraolimpici del capoluogo piemontese. Tradizione ereditata dalla Grecia classica, la fiamma torna ufficialmente ad ardere in uno stadio olimpico nel 1928, quando un dipendente della compagnia elettrica di Amsterdam accende il primo fuoco olimpico nella cosiddetta Torre di Maratona. Nel 1936, per l’edizione dei Giochi di Berlino, rinasce l’idea di una grande staffetta, che per l’occasione si corse da Olimpia alla capitale della Germania attraverso sette Paesi per un totale di 3050 chilometri. Per 12 giorni e 13 notti furono coinvolti ben 3331 tedofori. La fiamma olimpica è stata nel nostro Paese due volte: nel 1956 per le Olimpiadi invernali di Cortina D’Ampezzo e nel 1960 per quelle di Roma.

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   (21 gennaio 2006)

 

Angeli del soccorso con la fiamma olimpica
Ai volontari dell’SOS Malnate il compito di accompagnare la carovana nel tratto varesino

 Malnate – Un grande privilegio ma anche un attestato di stima per un sodalizio che da oltre vent’anni è un punto di riferimento per il territorio e capace in questo ventennio di coinvolgere centinaia di volontari. Parliamo dell’ SOS Malnate e parliamo della decisione di affidare al gruppo guidato da Massimiliano Pavanello di accompagnare – il 30 gennaio – la carovana olimpica nel tratto che va da viale Valganna (arrivo previsto alle ore 18.30) fino a piazza Repubblica nel cuore di Varese.

Si perché l’Anpas è partner per i servizi medico-sanitari dei ventesimi Giochi Olimpici invernali e dei noni Giochi Paraolimpici invernali di Torino 2006. La fiamma olimpica, lo ricordiamo, è partita lo scorso 8 dicembre per il viaggio che la porterà a girare tutto il territorio nazionale. In questo viaggio la carovana olimpica sarà seguita come detto dalle associazioni Anpas: nella provincia di Varese sarà SOS Malnate, sede del comitato provinciale Anpas, ad accompagnare la carovana nel tratto varesino più importante. La bella notizia arriva in un momento importante per l’SOS Malnate impegnata infatti in una onerosa opera, quella di realizzare – nella sede di via Primo Maggio – tre nuovi studi medici per SOS onlus e inoltre realizzare da parte di Sos Sms un centro diurno integrato per anziani.

L’ambulatorio lo rimarchiamo è al servizio della popolazione con i suoi medici specialistici, i servizi infermieristici e i prelievi ematici. Inaugurato nel 2000 grazie alla generosità di una famiglia di Malnate, è ormai  un punto di riferimento per i servizi sanitari del nostro paese.

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 (5 gennaio 2006)

Malnate generosa con gli angeli del soccorso

Nella gara di solidarietà anche la donazione di un’autoambulanza. Partono i lavori in sede

 Malnate – E’ stato un Natale veramente generoso per l’Sos Malnate. Il sodalizio guidato da Massimiliano Pavanello ha infatti ricevuto proprio in questi giorni un generoso regalo: una signora ha infatti fatto una donazione per l’acquisto di un’autoambulanza che andrà a rafforzare il parco mezzi e aiutare il gruppo a crescere ancora. Questa bella notizia arriva mentre sono in opera i lavori nella sede di Via Primo Maggio al piano superiore dove accanto al Centro anziani verranno realizzati tre nuovi ambulatori medici.“ Grazie a finanziamenti messi a disposizione da diversi soggetti e grazie alla generosità di tanti privati cittadini, si sta procedendo ai lavori di ristrutturazione del  piano superiore della nostra struttura: "qui verrà realizzato da parte della Società di Mutuo Soccorso un centro diurno anziani integrato, cioè un po’ particolare ” spiega il presidente Massimo Pavanello.

 “ La ristrutturazione – continua Pavanello – servirà anche a dare uno spazio maggiore alle attività ambulatoriali svolte da Sos Malnate per le quali, visto il gradimento da parte di molti, gli spazi cominciano ad essere stretti al piano terreno”. Non solo, a cambiare è anche il livello gestionale: con l’apertura del Centro diurno anziani integrato, infatti, la Società di mutuo soccorso Sos Malnate diventa SMS viene investita di un compito operativo importante, che riguarda proprio la gestione della nuova struttura. Un compito che, a cinque anni dalla sua nascita, fa si che questa diventi ancor più importante e significativa. Per questo l’intero numero del foglio informativo in uscita del sodalizio è dedicato alle due anime dell’associazione, Sos Onlus e Sos SMS: se infatti la prima è ormai da più di vent’anni una certezza per i malnatesi che hanno imparato a conoscerla e ad avvicinarsi ad essa, lo stesso non è accaduto fino ad ora per la seconda. “ Il passo che si sta facendo – conclude il presidente Massimiliano Pavanello – però avrà anche l’effetto di rendere più familiare per soci e simpatizzanti la sigla che non ha nulla a che fare con i messaggini che spopolano sui telefonini, ma si rifà a una secolare tradizione tipica del nostro Paese che è  quella della società di mutuo soccorso. Scoprirete allora che non vi è nulla di più moderno di una sigla tanto antica”.

 Come aiutare l’associazione

Malnate – Sos aderisce alla “Carta della donazione”, che è il codice autoregolamentazione della raccolta fondi nel non profit promosso dal Forum Permanente del Terzo Settore, dal Comitato Telethon, dal Summit della Solidarietà e da Sodalitas. Sos si assume, di fronte ai cittadini donatori, ai destinatari della nostra attività sociale, ai collaboratori, alla comunità, l’impegno a consolidare un contesto di fiducia e di trasparenza in cui possano moltiplicarsi le opportunità di donazione in campo sociale. Sottoscrivendo la Carta della Donazione, Sos riconosce che i donatori hanno diritto di ricevere complete ed esaurienti informazioni: sulle finalità, i tempi e le modalità di attuazione delle iniziative da sostenere e sui risultati ottenuti attraverso la donazione.

 Insieme per fare del bene

Malnate – L’Sos Malnate è un’associazione che non ha alcuna finalità di lucro: gli associati, i volontari e  i dirigenti non percepiscono nessun rimborso. Le risorse vengono reinvestite nelle attività della Associazione, per potenziarle al fine di offrire dei servizi sempre migliori ai cittadini. L’associazione vive con le quote dei soci, con le donazioni e con i contributi legati ad alcune convenzioni. Per sostenere l’Sos Malnate si può diventare soci o erogare contributi liberi. Inoltre, Sos Malnate è un’associazione Onlus: le donazioni possono essere detratte dalla denuncia annuale dei redditi, sia dalle persone fisiche sia dalle persone giuridiche.

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         (13 dicembre 2005)

 

L’associazione presente con uno stand durante la manifestazione “Festa di Natale per bambini”.
Sos Malnate per la prevenzione del diabete

Il giorno 18 dicembre 2005, nell’ambito della manifestazione “Festa di Natale per bambini”organizzata dalla PRE NJMEGEN presso piazza della Repubblica di Malnate, sarà presente anche SOS MALNATE con il proprio personale infermieristico e con il dott. Fabrizio Golonia, specialista in diabetologia e endocrinologia, dalle ore 15 alle ore 17 per i test gratuiti della glicemia.

Sarà inoltre possibile informarsi riguardo alla particolare tipologia del diabete che, in Italia, interessa circa il 10 per cento della popolazione tra soggetti già affetti od a rischio. «È possibile avere il diabete per anni senza accorgersene - è l’avvertenza data dal dott. Golonia - con semplici analisi è possibile sapere se si ha il diabete ma anche se si è a rischio». I controlli sono particolarmente indicati per le persone che hanno più di 45 anni di età, la pressione alta e parenti già affetti dal diabete. Anche le persone in sovrappeso sedentario o poco attente alla propria alimentazione sono particolarmente esposte a questo pericolo.

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(27 novembre 2005)

 

Ogni vita salvata, una dedica a Federica

Anche se Federica non c’è più, resta vivo il suo ricordo e, soprattutto, attraverso di esso la possibilità di aiutare a salvare altre vite. E’ con queste intenzioni che la mamma, il papà e i familiari di Federica Colli, la ragazza di Varese morta a 17 anni il 9 maggio del 2003 dopo essere stata investita da un’auto a Casbeno, hanno deciso di ridare il via alla gara di solidarietà che già avviarono dopo la scomparsa della ragazza. La prima raccolta fondi aiutò ad acquistare un’ambulanza nuova per Sos Malnate. Ora il nuovo appello mira a permettere di comprare materiale sanitario e garantire la manutenzione dell’ambulanza che sulla sua fiancata porta la scritta “in ricordo di Federica” e che nel frattempo ha salvato diverse vite. L’ambulanza Beta, infatti, in servizio dal 2003 per i soccorsi e le urgenze del 118, ha già percorso quasi 40mila chilometri, trasportando gli equipaggi in 85 occasioni nel 2003, 1172 nel 2004 e 879 nei primi dieci mesi del 2005. Ma per continuare a salvare vite umane c’ è bisogno di manutenzione per il mezzo: con questa intenzione Annamaria e Francesco, genitori della giovane che studiava al liceo Classico Cairoli di Varese, hanno deciso di rilanciare la sfida consapevoli della generosità e dell’amore che ancora circondano la figura di Federica, il cui sorriso e ricordo sono rimasti nel cuore di chi l’ha conosciuta, come ha dimostrato già l’esito della prima raccolta. In quell’occasione si mobilitarono un po’ tutti: dai privati cittadini alle associazioni, ma anche gruppi sportivi, banche, parrocchie, scuole e aziende.«In quelle settimane – dice la mamma Annamaria – ci siamo resi conto che in questo modo tenevamo vivo il ricordo di nostra figlia e nello stesso tempo potevamo aiutare a salvare altre vite». Così come altre vite hanno avuto una svolta dopo che i genitori di Federica diedero il consenso per il prelievo degli organi della ragazza, deceduta il giorno dopo l’incidente. Per ringraziare tutti coloro che avevano partecipato alla prima raccolta fondi i coniugi Colli organizzarono un concerto del cantante lirico Leo Nucci nella chiesa di Casbeno dove risuonò quella musica di cui la giovane era tanto appassionata e per la primavera prossima vi è già la disponibilità dell’artista a bissare l’appuntamento. Ora è dunque possibile fare ancora una donazione tramite il conto corrente postale numero 13117213(lo stesso della prima campagna) intestato a “Sos Malnate Onlus” con la causale “Per ricordare Federica”. Paola Provenzano
 

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 ( 13 novembre 2005)

 

Altre vite salvate in memoria di Federica

Dopo il dono dell’ambulanza, nuova iniziativa della famiglia della studentessa scomparsa a sostegno dell’Sos

Clicca per ingrandire Un nuovo gesto d’amore in memoria di Frederica Colli, la studentessa del liceo classico “Cairoli” morta a 17 anni il 9 maggio del 2003 dopo essere stata investita da un’auto a Casbeno, mentre camminava alla fine di viale Europa. A distanza di due anni dalla prima raccolta fondi per l’acquisto di un’ambulanza consegnata all’associazione SOS Malnate, i genitori Francesco e Annamaria e i familiari hanno deciso di promuovere un’altra iniziativa benefica, per l’acquisto di materiale sanitario e per garantire la manutenzione al mezzo di soccorso. “Per ricordare Frederica”: questa la scritta che compare sulla fiancata di Beta, l’ammiraglia del SOS di Malnate al servizio per le urgenze e i soccorsi del 118 che ha macinato quasi 40mila chilometri in tutta la provincia (oltre 16mila solo nel 2005, secondo i dati aggiornati fino all’11 ottobre scorso). I servizi sono stati 85 nel 2003, 1172 nel 2004, 879 nei primi dieci mesi dell’anno in corso. Molte persone hanno usufruito del mezzo, che però ha bisogno di una cura costante, per continuare ed essere efficiente e compire nel migliore dei modi il servizio più importante: salvare vite umane. Da questa constatazione è nata la decisione della famiglia Colli di continuare la gara di solidarietà messa in moto nel 2003 a poche settimane dal terribile incidente che si è portato nel fiore degli anni una ragazza dolce, sensibile, matura, appassionata di musica lirica. Un ricordo che non si stempera con gli anni e che rimane vivo in quanti hanno conosciuto Federica sui banchi di scuola o nella vita di tutti i giorni. La raccolta fondi quindi riparte: è possibile fare una donazione tramite il conto corrente postale numero 1311723 (lo stesso della prima campagna), intestato a “SOS Malnate onlus”, con la causale “Per ricordare Federica”. Il denaro versato in questo modo servirà a coprire di gestione di Beta, un’ambulanza costata oltre 50mila euro per cui  sono stati fondamentali i contributi in nome di Federica arrivati da privati, associazioni, gruppi sportivi, banche e scuole, parrocchie e aziende. Ora si spera di bissare il successo della prima iniziativa, sempre in nome della solidarietà e del sostegno a quanti hanno bisogno dell’arrivo tempestivo delle ambulanze. Così come ne ebbe bisogno Federica, in quella terribile giornata di maggio di due anni fa: la 17enne morì il giorno dopo l’incidente, i genitori, con un gesto d’altruismo che colpì tutti al cuore, diedero l’autorizzazione per il prelievo degli organi, permettendo di salvare altre vita.

“È un modo per tenere vivo il ricordo di nostra figlia e di aiutare le altre persone”, dice la mamma Annamaria, che porta un dolore enorme nel cuore ma riesce ancora a sorridere delicatamente pensando alla sua Federica, per la quale il celebre lirico Leo Nucci interpretò le arie del Rigoletto nella chiesa parrocchiale di Casbeno. Non è escluso che in futuro ci siano altre iniziative del genere. Intanto, la cosa sicure è l’apertura ufficiale della raccolta fondi, salutata con gratitudine dal presidente dell’associazione SOS di Malnate, Massimiliano Pavanello: “L’ambulanza per sua natura richiede una manutenzione costante nel tempo, per l’acquisto di presidi medici, ma anche banalmente per far fronte all’usura delle gomme che è scontata quando si fanno tanti chilometri – ha detto -. Siamo molto riconoscenti alla famiglia Colli”.

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 (6 novembre 2005)


Sos Malnate promossa a pieni voti

L’associazione di volontariato ha ottenuto il certificato di qualità

Promozione eccellente per l’SOS Malnate che ha ottenuto dalla Commissione tecnica dell’istituto di certificazione di qualità “Certiquality” la conformità all’Uni En ISO 9001:2000 per le attività dell’Unità operativa. In via libertà in particolare riguarda l’attività di supporto per prestazioni medico specialistiche ambulatoriale, la gestione infermieristica ambulatoriale, la gestione del servizi di prelievi ematici e il servizio di telesoccorso. Inoltre l’ok è arrivato anche per le unità operative (Centri prelievo) di Viggiù (Istituto Madonna della Croce), di Azzate (Distretto ASL), di Besozzo (ambulatorio), di Gavirate (Distretto ASL) per la gestione del servizio di prelievi ematici.

 “La certificazione è stato il frutto del lavoro di molte persone: innanzitutto dalla disponibilità dimostrata dal dottor Manzoni, coordinatore di Sodalitas Varese, ad accettare la collaborazione per la certificazione della nostra associazione” sottolineano il presidente Massimiliano Pavanello e il direttore Marco Sarti. Sodalitas  è una associazione di dirigenti e professionisti in pensione che ha come scopo da una parte quello di contribuire ad accrescere la professionalità e lo spirito di impresa nelle organizzazioni no profit (cooperative sociali ed associazioni di volontariato) e dall’altra quello di contribuire a diffondere e incrementare la responsabilità sociale nelle imprese profit. Questi scopi sono proseguiti attraverso l’attività volontaria e gratuita dei soci Sodalitas. Sodalitas Varese, braccio varesino di Sodalitas, opera da quasi dieci anni in provincia di Varese soprattutto in favore di cooperative sociali e di associazioni di volontariato. Attualmente conta una ventina di soci volontari che lavorano su diversi progetti che toccano vari aspetti della vita delle organizzazioni no profit quali il controllo di gestione, la pianificazione, il marketing, la comunicazione sociale, le risorse umane, lo sviluppo, l’organizzazione, i sistemi di gestione per la qualità e altro ancora. Nel campo dei sistemi di gestione per la qualità, i consulenti volontari Sodalitas hanno portato alla certificazione ISO 9001:2000 molte realtà no profit della Provincia. Solo quest’anno sono state certificate due cooperative sociali e una associazione: SOS Malnate appunto. Particolarmente importante quest’ultimo risultato per Sodalitas perché è la prima certificazione di una associazione, per di più operante nel settore sanitario, chi si ottiene in provincia di Varese e per SOS Malnate perché riconosce e certifica l’alto grado di organizzazione dell’associazione e la qualità dei servizi erogati alla cittadinanza.

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 (4 ottobre 2005)

 

L’SOS di Malnate gioca d’anticipo: <<Più volontari per la nostra attività>>

 Arriverà presto un nuovo bando per il servizio civile nazionale e l’SOS di Malnate prevede l’inserimento di 12 volontari nei primi mesi dell’anno prossimo. <<Invitiamo già fin d’ora chi è interessato ai progetti di servizio civile nazionale a presentare il proprio Curriculum – ha detto Marco Sarti, direttore dell’SOS di Malnate, l’associazione che si dell’assistenza e del soccorso – all’indirizzo info@sosmalnate.it. Non appena saranno reste note le date di scadenza di presentazione delle domande ricontatteremo tutti>>. <<Ci muoviamo con anticipo - spiega -  perché non vogliamo trovarci a ridosso delle scadenze e dover scegliere 12 persone tra 13 proposte. Vorremmo  dei volontari veramente motivati, gente che capisca l’investimento che viene fatto e che parta già con l’intenzione di fermarsi a fare il volontariato anche dopo i 12 mesi di servizio civile>>.

L’associazione riscontra anche una “crisi vocazionale” tra i giovani volontari. <<Ho avuto l’impressione – continua Marco Sarti – che molti si avvicinino a questo mondo leggendolo solo come un’opportunità di guadagno. Purtroppo nei manifesti che distribuiamo per la ricerca di volontari, sono arrivato al punto di dover focalizzare l’attenzione sui 433 euro di rimborso mensile. Questo è un grande peccato>>. Nonostante questo l’SOS di Malnate è un pioniere. Lo conferma Sarti: <<Siamo stati tra primi enti ad usufruire del servizio civile nazionale >>. Di lavoro da fare ce n’è molto. <<Oggi la struttura conta 250 volontari – conclude Sarti. Tra questi ce ne sono di più o meno attivi, diciamo che in media si richiede uno sforzo di 150 ore annue di servizio. Ma non esiste solo l’emergenza, questa rappresenta il 10% della nostra attività: ci sono i servizi amministrativi, i trasporti ordinari, gli accompagnamenti…>>.

Un corso per imparare ad aiutare il prossimo
Da lunedì partono le lezioni di primo soccorso 

Sos di Malnate e il “Centro di Formazione Volontariato ANPAS Lombardia – Sezione Provinciale Varesina” con il patrocinio del Comune di Malnate e del Comune e del Comune di Vedano Olona propongono un corso di primo soccorso aperto a tutta la cittadinanza. Le lezioni inizieranno lunedì 10 ottobre alle ore 21 presso Villa Fara Forni a Vedano Olona. Il corso è gratuito e mira a dare i fondamentali del primo soccorso, utili ad intervenire in caso di necessità. Prevede lezioni teoriche e pratiche tenute da medici e istruttori ANPAS. Il corso si svolgerà nelle serate di lunedì e mercoledì dalle 21 alle 23. I partecipanti avranno la possibilità di seguire due moduli: il primo di 40 ore è aperto a tutti e rilascia un attestato che certifica l’idoneità a svolgere la funzione di addetto al trasporto sanitario; al termine della prima parte si può decidere se proseguire con il secondo modulo, di ulteriori 80 ore, che è riservato a quanti decideranno di diventare volontari SOS e rilascia un attestato di soccorritore esecutore valido per il 118.

 

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(22 settembre 2005)

 

Varese - Partirà il prossimo 10 ottobre il corso di primo soccorso. Organizzato dall'associazione SOS Malnate forma i volontari che salgono sulle ambulanze
Volontari dell'emergenza si diventa

«Si tratta del primo incontro con l'associazione. È un approccio importantissimo, per noi, perchè si evidenzia la natura della nostra opera volonatristica che , sicuramente, permette di darsi da fare, aiutare il prossimo, rendersi utile alla collettività, ma richiede anche impegno, preparazione e responsabilità». Marco Sarti, direttore dell'Associazione SOS Malnate onlus, spiega così la ragione del corso che partirà il prossimo 10 ottobre a Villa Fara Forni a Vedano Olona.

Puntuale dopo le vacanze estive, l'associazione ripropone il "Corso di primo soccorso". Si tratta di un primo modulo di 40 ore aperto a tutti quelli che vogliono approfondire le tematiche di cui si occupa l'organizzazione onlus. Al termine del persorso, il volontario otterrà il diploma che permette di operare sulle ambulanze non in urgenza (servizi di trasporto ordinari), trasportare, quindi, i dializzati o chi deve fare esami o trasferimenti.
Nel gennaio 2006 inizierà il secondo modulo: altre 80 ore di preparazione più specifica e mirata al soccorso in emergenza.  Al termine del corso verrà rilasciata una certificazione di qualificazione che permetterà, ai volontari che lo desiderano, di diventare SOCCORRITORE - ESECUTORE 118.

Sono tanti i volontari che annualmente si presentano all'Associazione SOS: vengono soprattutto da Malnate ma sono  numerosi anche i residenti dei comuni limitrofi: «In partenza abbiamo, di solito, una cinquantina di aspiranti volontari - spiega Marco Sarti - ma sono meno della metà quelli che ottengono la qualificazione per l'emergenza. L'impegno è serio ed impegnativo, ma ciò è necessario perchè vengono richieste determinazione, motivazione, professionalità. In un anno, i volontari sono chiamati a prestare la propria opera almeno per 150 ore. Non sempre si tratta di uscite sull'ambulanza a sirene spiegate. Si possono svolgere anche altri compiti che vanno dal centralino, all'amministrazione, al trasporto in auto di persone bisognose».

Il corso si svolgerà a Vedano Olona, alla Villa Fara Forni ogni lunedì e mercoledì dalle 21 alle 23 a partire da lunedì 10 ottobre.
Il corso è organizzato dalla stessa Associazione SOS MALNATE e dal "Centro di Formazione Volontariato ANPAS Lombardia - Sez. Provinciale Varesina"  con il patrocinio del Comune di Malnate e del Comune di Vedano Olona.

L'associazione è molto conosciuta: da 22 anni opera in campo sanitario, non solo con la gestione di 4 ambulanze oltre a 4 mezzi di trasporto, ma anche con alcune attività mediche come i prelievi ematici o le visite specialistiche nel proprio centro di via I Maggio a Malnate.

Per ulteriori chiarimenti: 0332-428555 oppure info@sosmalnate.it

Giovedi 22 Settembre 2005
redazione@varesenews.it

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Testo dell'email del Presidente Nazionale di ANPAS

----- Original Message -----
From: Fausto Casini ANPAS
To:info@sosmalnate.it
Cc: Lucia Calandra
Sent: Thursday, September 22, 2005 8:10 PM
Subject: complimenti
 
So che è un'attività che le Associazioni serie fanno da sempre. E so che SOS Malnate e un'associazione seria.
ho visto il vostro corso.
Complimenti per la vostra attività a cui associo l'augurio della riuscita del corso e che sia il momento di entrata di nuovi volontari ANPAS.
 
Un caloroso abbraccio

Fausto Casini
Presidente ANPAS

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  (17 settembre 2005)

 

Malnate - Parte in ottobre la quarta edizione del corso per diventare volontari. Promosso dall'associazione La Finestra, vede la collaborazione di SOS Malnate
Per diventare volontario bisogna prima conoscersi

Fare il volontario può essere una missione, ma può rivelarsi anche un modo di dare e di ricevere molto gratificante.
ll volontario è chi si mette a disposizione degli altri senza chiedere nulla in cambio se non la gratificazione di sentirsi utile. Ma può essere anche molto di più: può diventare l'occasione per conoscersi e mettersi in gioco, per costruire e crescere personalmente.Partendo dalla considerazione che c'è molto da imparare anche aiutando il prossimo, per la quarta volta l'Associazione La Finestra onlus di Malnate organizza il corso "Io e l'altro: atteggiamento e comunicazione nella relazione d'aiuto".

Si tratta di sette incontri in cui si cerca di fornire una formazione in merito all'atteggiamento e alle modalità di azione, ma anche una prospettiva sulla propria persona, per aumentare la consapevolezza del proprio bagaglio che si vuole mettere a disposizione degli altri. La tecnica utilizzata negli incontri, che saranno condotti dalla psicologa dell'Associazione dottoressa Chiara Achini e dal formatore Giosuè Regazzoni, sarà proprio quella della "riflessione personale" attraverso il role playing e la conversazione di gruppo: «È un corso a tecnica mista - spiega Maria Grazia Panigata, presidente dell'Associazione - con lezioni teoriche abbinate a momenti di riflessione personale. È una metodologia che, a volte, spaventa, ma che permette di fare importanti progressi nel campo dell'autoconoscenza». L'esigenza di creare momenti formativi è nata sia dalla volontà dell'Associazione che, come tante altre realtà volontaristiche, mira ad elevare lo standard qualitativo dei propri volontari attraverso la spiegazione delle origini della relazione d'aiuto, ma viene incontro anche alla necessità di molte persone che sentono il desiderio di mettersi a disposizione ma si ritengono poco pronte a rispondere ai bisogni: «Il corso è stato organizzato in collaborazione con l'Associazione SOS Malnate e il patrocinio del Cesvov - spiega Maria Grazia Panigata - e risponde sia alle nostre richieste di sensibilità verso le problematiche della disabilità sia a quelle dei nostri partner più incentrati sul soccorso di chi soffre».

Il corso, il cui primo appuntamento è in programma mercoledì 12 ottobre, si articola in 7 incontri, ciascuno di due ore e mezza, che si svolgono presso la sede della Finestra in via  di Vittorio, 7 a Malnate.Tel. 0332-428604 Fax 0332-424672 ass-coplafinestra@libero.it : «Il corso è sempre molto richiesto. Nelle precedenti edizioni siamo stati costretti a rifiutare le richieste». I posti disponibili sono 30. «Il calo nelle vocazioni tra i volontari c'è stato - commenta ancora la presidente de La Finestra - ma devo ammettere che, grazie ad alcuni accordi con realtà universitarie e con gli sportelli di volontariato delle scuole superiori, stiamo registrando un aumento di ragazze che si presentano per svolgere alcuni periodi di volontariato. Inizialmente sono animate soprattutto dalla volontà di recuperare crediti formativi, ma poi interviene spesso un interesse che va al di là dell'obbligo scolastico».

Il "mestiere" del volontario racchiude un ventaglio di sensazioni ed emozioni a volte trascurate. L'intento di Varesenews è quello di cercare di raccogliere ogni piccolo particolare che rende unica un'esperienza di volontariato. Un partecipante al corso dell'Associazione La Finestra e di SOS Malnate sarà la nostra "talpa". Ci racconterà il cammino personale di crescita in questo mondo con tutte le sfumature che rendono unico l'impegno sociale.Il giornale seguirà la fase della "formazione" del corso e le scelte successive che il nostro "aspirante" volontario vorrà fare.

Le iscrizioni chiuderanno il 5 ottobre prossimo: chinque fosse interessato può rivolgersi all'Associaizone La Finestra via di Vittorio, 7 a Malnate.Tel. 0332-428604 Fax 0332-424672 ass-coplafinestra@libero.it, specificando, inoltre, se si vuole diventare "l'inviato di Varesenews."

Alessandra Toni
alessandra.toni@varesenews.it

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(13 luglio 2005)

 

Malnate - I soccorritori dell'Sos di Malnate verranno aiutati durante la loro opera a superare lo stress "da urgenza"
Sull'ambulanza sale la psicologa

Una psicologa a bordo dell’ambulanza. Ma non per i pazienti, per i soccorritori. Dal 18 luglio, per tre mesi circa la psicologa Alessandra Bosaia (nella foto)seguirà i volontari nella loro opera e li aiuterà ad affrontare lo stress e tutte le reazioni emotive connesse. Un esperimento senza dubbio molto interessante che permetterà, tra l’altro, alla psicologa di elaborare una tesi nell'ambito del Master "Interventi Relazionali in Contesti d'emergenza" dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. A “mettere a disposizione” ambulanze, e soccorritori, l’Sos di Malnate, sede del comitato provinciale dell’Anpas.

Massimiliano Pavanello, presidente di SOS MALNATE  spiega: «Negli ultimi anni si sta assistendo ad un crescente interesse nei confronti delle reazioni allo stress dei soccorritori ed in particolare dei disturbi cui possono andare incontro. Sebbene solitamente l'operatore in emergenza sviluppi una soglia di tolleranza abbastanza elevata nei confronti di situazioni che possono mettere a repentaglio il suo equilibrio psicologico, il rischio di essere seriamente coinvolto nelle esperienze traumatiche delle persone che soccorre deve essere tenuto in seria considerazione. Proprio per questa ragione riteniamo molto utile l'intervento della dottoressa Bosaia che ci auguriamo possa apportare anche delle nuove modalità operative per il nostro personale che tengano in considerazione l'aspetto psicologico di un interevento in emergenza».

E Maurizio Ampollini, presidente Provinciale di ANPAS conferma: «I soccorritori che sono preposti e chiamati ad intervenire dopo un intervento in emergenza, si trovano di fronte a situazioni di pericolo, paura, ansia e sgomento. Tutte sensazioni che durante e dopo le operazioni di soccorso si traducono spesso in stress psicofisico capace di rappresentare una seria minaccia per il controllo della situazione e delle proprie azioni, fondamentali per il successo dell’intervento. Non sottovalutare queste problematiche diventa fondamentale per i volontari e il personale dipendente che operano sulle nostre ambulanze».  

Nello specifico l'intervento della dottoressa Bosaia riguarderà:
1) l' osservazione e l'analisi delle caratteristiche
degli interventi relazionali in contesti di emergenza con speciale attenzione alle dinamiche intercorrenti tra i componenti dell'equipaggio.
2) l'approfondimento dell'analisi dei contenuti che emergono nelle aree decisionali in situazioni di crisi.
3) l'affiancamento degli operatori nelle uscite in ambulanza
4) l' approfondimento dell'aspetto emotivo dei contesti relazionali di soccorso in ambulanz
a attraverso le modalità di comunicazione e di risposta inerenti al contenimento dei bisogni dell'utenza e alle reazioni dei soccorritori (volontari e dipendenti).
5) l'apprendimento e sperimentazione di tecniche di soccorso e supporto psicologico in contesti di emergenza e analisi dei processi comunicativi che avvengono all'interno del gruppo dei soccorritori.
6) la creazione di una griglia di osservazione finalizzata alla registrazione di comportamenti comunicativi e utilizzo di questionari e/o interviste strutturate per valutare il coinvolgimento emotivo dell'equipaggio durante e dopo i soccorsi.
7) corsi di formazione per i volontari dell'associazione: tra i temi che verranno affrontati anche come intervenire sul soccorritore per recuperare le capacità di mettersi in rapporto con l'altro, con la propria sofferenza e con la disperazione delle vittime.

Ro.Ber. roberta@varesenews.it

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         (3 luglio 2005)

 

Anziani
Iris e Sos: televita e telesoccorso

Strumento prezioso per garantire tranquillità e sicurezza alle persone anziane, soprattutto d’estate è il servizio di teleassistenza realizzato in provincia dall’Iris di Gallarate e l’Sos di Malnate. Da anni l’Iris dispone di un centro di Televita che rappresenta un punto di sostegno, controllo e soccorso a distanza, fondamentale per molti anziani che vivono soli. Chiamare è facile: basta un’apparecchiatura direttamente collegata al telefono. Si preme il pulsante di un piccolo telecomando, la centrale riceve il segnale e fa partire l’intervento: se l’anziano non può rispondere alla chiamata, viene ugualmente inoltrato l’allarme e si contatta un parente o un vicino di casa. Televita assicura una presenza amica costante e attraverso chiamate telefoniche tiene anche compagnia all’anziano. Il costo del servizio è poco più di un caffè. Per informazioni contattare il Centro in via San Luigi Gonzaga 8 a Gallarate, tel. 0331/770934. Con il motto “Vivere con tranquillità e sicurezza… far vivere in tranquillità e sicurezza” si presenta, invece, il servizio di telesoccorso e telecompagnia dell’Sos Malnate (via I Maggio 10 Malnate, tel. 0332-428555). Anche in questo caso è garantita un’assistenza 24 ore su 24. Sos Malnate è convenzionata con l’Azienda ospedaliera di Varese per il servizio 118 e il sistema è gestito da una associazione di volontariato. Oltre all’emergenza, a richiesta e settimanalmente, un’operatrice effettua un contatto telefonico per accertare lo stato fisico e psicologico ma anche semplicemente per chiacchierare con l’utente. [p.c.]

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(27 giugno 2005)

 

Malnate - In programma dal 1 al 3 luglio al campo sportivo in via Gasparotto il corso d’addestramento per i gruppi di Protezione Civile
Campo scuola 2005 per far fronte alle emergenze

Gestire le situazioni d’emergenza? Si impara a Malnate al campo scuola della protezione civile. Si ripete infatti quest’anno, dall’1 al 3 luglio, l’appuntamento organizzato dall’organizzazione SOS Malnate con le Anpas di Varese per far fronte alle situazioni pericolose (nella foto: un'immagine del corso 2004).
L’evento, che avrà luogo al campo sportivo di via Gasparotto, si svolge con il patrocinio del Cesvov, del Comune di Malnate e della provincia di Varese e vuole essere l’occasione per approfondire le competenze e le conoscenze dei volontari delle associazioni che operano prevalentemente nel settore sanitario.

Nei tre giorni si affronteranno i principali argomenti indispensabili a determinare una “formazione base” in modo che i volontari abbiano la possibilità di ampliare le loro competenze ed essere ancora più efficienti e preparati. Si alterneranno lezioni teoriche ad altre pratiche dove l’imperativo sarà quello di imparare a far fronte all’emergenza. Si imparerà ad allestire un campo attrezzato per ogni evenienza, ad usare gli estintori, le radio e tutte le altre attrezzature del caso. L’evento si concluderà domenica 3 luglio alle 14.30, dopo l’intervento delle autorità e coinvolgerà una decina di gruppi dell'Ampas (nuclei facenti parte delle associazioni di Protezione Civile) provenienti da tutta la provincia.

                                                                                                                                        R. R.
redazione@varesenews.it

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   (27 maggio 2005)



Il prezzo del volontariato

 Egregio direttore, 
 alla lettura della Prealpina noto che in questi giorni c’è una fioritura di ricerche di volontari per il servizio civile. La promuovono enti pubblici ad associazioni, e sono certo che, nonostante l’offerta di condizioni economiche estremamente limitate, numerosi saranno i giovani concorrenti tra i tanti oggi in cerca di una occupazione qualsiasi: “Pùtost che gnent l’è mei pùtost” – piuttosto di niente è meglio… piuttosto – si dice dalle nostre parti.
Il servizio civile fino a qualche tempo fa è stato alimentato da giovani obiettori di coscienza che lo preferivano al servizio militare di leva per la loro avversione all’indossare divise o ad usare armi. Accadeva poi che qualcuno, come cacciatore di uccelletti o di lepri, le armi le aveva usate benissimo. Ma questo è un altro discorso. Importante era evitare la caserma, stare vicino a case e dormire nel proprio letto.
A trarre beneficio comunque di questo volontariato civile originato dall’obiezione di coscienza erano migliaia di enti e associazioni culturali e di assistenza. L’abolizione del servizio militare di leva ha tolto loro questo serbatoio di volontariato con evidenti ripercussioni operative. Tanto che lo Stato ha provveduto con specifici stanziamenti a finanziare il nuovo volontariato civile. Ma mentre un tempo il volontariato era particolarmente orientato all’assistenza o alla realizzazione di progetti straordinari di enti pubblici, ora sembra che l’operazione sia in gran parte tesa solo a sostegno della disoccupazione giovanile e degli esausti bilanci dei Comuni e della Provincia offrendo lavoro precario con trattamenti da sottosalario e per lavori che è difficile sostenere che non rientrano nelle funzioni istituzionali ordinarie dei vari enti pubblici. Dico sottosalario perché mi par di capire che tutti offrono la medesima retribuzione di 433 (dico quattrocentotrentatre) euro al mese per prestazioni non solo di contenuto diverso ma di diverso impegno orario.
Per due posti di volontariato aperti dalla Comunità montana delle Valli del Luinese l’impegno richiesto è di 25 ore settimanali che tradotte in paga oraria, per 100 ore di lavoro mensile, danno la bella retribuzione di 4,33 euro ogni ora. Ed è una bella fortuna se valutiamo che il servizio civile proposto a otto giovani dai Vigili del Fuoco sarà di 30 ore settimanali per cui la lavoro paga oraria neppure di 3,60 euro. Poco? Non ditelo all’Assessore provinciale Cristian Campiotti la cui immagine trionfante dalla Prealpina annuncia una offerta nuova, diversa. L’assunzione di quattro volontari per un progetto di censimento o monitoraggio delle risorse umane e ambientali.
Sono ammessi giovani tra i 18 ed i 28 anni “in particolare studenti, laureati o laureandi, preferibilmente in materie tecnico-scientifiche”. La loro paga mensile è anche per loro 433 euro ma per 36 ore di lavoro settimanali cioè neppure 3 euro orari.
Anche il Comune di Varese  fa la sua parte e cerca qualche volontario chiaramente per sostituire qualche impiegato mandato in pensione.
Per concludere ho l’impressione che ad avere le carte moralmente in regola siano organizzazioni di assistenza come la SOS Malnate per le quali il servizio di volontariato è veramente tale e necessario oppure l’ARCI o poche altre associazioni di volontariato.
Poveri noi ed il nostro futuro se ai giovani la nostra società sa offrire solo precariato e sottosalario.

Grazie e cordialità.

                                                                                                          Ambrogio Vaghi (Varese)

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   (9 maggio 2005)

La Prociv incontra i bustesi  

Si è chiusa ieri con un bilancio più che positivo la prima festa della Pro Civ Augustus tenutasi al parco di viale Stelvio. Dopo un avvivo in sordina a causa del cattivo tempo, la festa è infatti decollata. Le tutte gialloblù, abituate ad operare su scenari di emergenza, questa volta si sono cimentati alle griglie e diretto ai fornelli regalando alla città un’occasione in più per incontrarsi la sera e cenare sotto le stelle dopo la lunga stagione invernale. E non si può certo dire che la gente non abbia risposto all’invito. E stato un crescendo anche perché la serata di apertura è stata subito stroncata da un forte temporale. Una volta però che il clima si è stata subito stroncata da un forte temporale. Una volta però che il clima si è addirizzato, i bustesi si sono volentieri accomodati a tavola a gustare piatti della cucina tradizionale trentina e sarda, ma anche stracotto e brasato con polenta. “Siamo partiti in sordina – ha commentato Marco Picotti, uno dei responsabili della Pro Civ – mentre le giornate del weekend sono andate molto bene”. I volontari bustesi, nel polmone verde di viale Stelvio, non hanno solo servito gustose portate, ma anche organizzato incontri informativi su come difendersi dai calabroni, farmacologia e incidenti domestici. Quest'ultimo ha registrato anche una discreta presenza di pubblico. Sabato sera poi ha sollevare prima la curiosità e poi l’interesse della gente è stata una simulazione organizzata in collaborazione con l’SOS Malnate. A richiamare l’attenzione è stato proprio un mezzo di soccorso degli operatori marnatesi che, con i lampeggianti accesi, ha mostrato come si opera nel caso in cui ci sia una persona infortunata. “Visto la risposta dei presenti – ha continuato Picotti – l'anno prossimo ripresenteremo questo tipo di simulazioni. Un modo sicuramente interessante per vedere e capire come ci si muove in caso di emergenza e necessità”. La prima festa della Pro Civ Augustus va cosi in archivio con un bilancio positivo anche sotto il profilo degli eventuali futuri operatori. Uno degli scopi principali in questo appuntamento festoso era quello di incontrare i bustesi. “Questi giorni ci hanno premesso di farci conoscere e almeno una decina di persone hanno chiesto di poter avere un colloquio più approfondito per conoscere la nostra realtà. E infine doveroso ringraziare il rione di San Giuseppe che ci ha ospitato e dare l’appuntamento al prossimo anno”.

Nel frattempo  gli angeli custodi del territorio si ritroveranno ogni mercoledì dalle 21 nella nuova sede di Ferré e coloro che fossero interessati alle attività della Pro Civ potranno anche chiamare allo 0331-670571.

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         (17 aprile 2005)

 

A Malnate la centrale del telesoccorso del Varesotto 

Bilancio del presidente dell’SOS Massimiliano Pavanello alla vigilia dell’assemblea dei soci prevista per stamattina.
 “Il servizio di telesoccorso e teleassistenza è ormai consolidato e, anzi, nel 2005 avrà interessanti sviluppi: è di questi giorni la firma della convenzione con i comuni di Cantello e di Casale Litta per l’attivazione di nuovi utenti del telesoccorso di questi paesi” parola di Massimiliano Pavanello, presidente dell’SOS Malnate, che quest’oggi illustrerà ai soci del sodalizio il bilancio dell’attività.

        Il 2004, presidente, ha visto il consolidarsi delle attività di SOS Malnate, sia sotto il profilo che quello della qualità dei servizi.

“Sul piano dell’organizzazione, l’associazione può dirsi all’avanguardia e al passo coni i tempi, tanto che altre associazioni analoghe stanno prendendoci ad esempio per l’impostazione dei servizi. SOS Malnate aderisce inoltre alla Consulta sociale di malnate, che sta svolgendo un buon lavoro di coordinamento fra le associazioni marnatesi.”

            E rapporti stretti ci sono con tutte le associazioni del territorio…

“Rapporti diretti di collaborazione si sono avuti nel corso dell’anno anche con altre associazioni di Malnate, ad esempio: con il Centro Culturale Lena Lazzari, che è sempre molto disponibile nell’ospitalità nei loro locali di alcune nostre attività (dall’assembla dei soci, al torneo di pinna-cola), con l’Associazione La Finestra, con la sezione il Gruppo Alpini di malnate, con l’Associazione SOS India Chiama, ecc… solo per citare le associazioni con cui costantemente si intrattengono rapporti di amicizia e stima reciproca. Il posto primario nei rapporti con altre realtà del privato sociale del tessuto malnatese non può però che spettare alla Società di Mutuo Soccorso, di cui SOS Malnate è socio onorario. La Società di Mutuo Soccorso sta procedendo alla ristrutturazione dei localo soprastanti la sede <<P. Malnati>>, al fine di realizzare un Centro Diurno Integrato per anziani. I lavori riprenderanno nelle prossime settimane e quindi la conclusione, almeno per la parte muraria, dovrebbe avvenire antro la fine dell’anno”

            SOS è sempre attenta alla popolazione di Malnate?

“Per noi la collettività di Malnate e dei paesi limitrofi ha fatto molto, confermando nel 2004 una solidarietà e una vicinanza alla nostra causa. Questi risultati, contribuiscono notevolmente a sostenere le nostre iniziative e confermano che la promozione svolta in questi ultimi anni è stata vincente”

            Alla fine del 2004 sono in servizio presso SOS Malnate: 4 ambulanze, 2 automobili, 1 mezzo speciale per trasporto disabili, 1 furgone e 1 roulotte.

“Il parco auto si è ulteriormente incrementato all’inizio del 2005 grazie alla donazione di un’autovettura da parte di una signora di Lozza, in memoria del marito deceduto”.

 

Una generosa serata di gala 

Un successo. La serata di gala, l’altra sera al ristorante La Madonnina di Cantello, ha visto partecipare più di cento amici dell’SOS Malnate: accanto al presidente Massimiliano Pavanello e a Franco Francescotto non sono mancati il sindaco Olinto Manini, molti assessori ma anche il consigliere regionale Luca Terrazzi e l’onorevole Marco Airaghi. Con i sostenitori del sodalizio, generosi si sono dimostrati gli sponsor Ontario Viaggi, Credito Varesino, Alby Cravatte, Maccecchini Ferramenta e Filmoka. Particolarmente piacevole è stato il concerto tenuto dal bravo Nanni Svampa accompagnato alla chitarra dal “maestro” Antonio Mastino. Con i fondi raccolti l’atra sera l’SOS Malnate potenzierà il servizio di telesoccorso e telecompagnia, attivo dal 1994 e rivolto alla popolazione anziana. La centrale operativa coordina un sistema d’intervento completo. Vivere nella propria abitazione in sicurezza, credi di poter ricevere assistenza e aiuti tempestivi in caso di necessità: ecco quanto garantisce il servizio di telesoccorso.

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 (17 aprile 2005)

 

Iannacone: "È un’esperienza educativa, è giusto che gli insegnanti ne tengano conto"

«Imparare non solo a fare per gli altri, ma a fare con gli altri»: con questa frase la professoressa Lella Iannacone, referente dello sportello provinciale Scuola Volontariato ha voluto riassumere il senso della prima giornata del volontariato nelle scuole varesine che si è svolta il 12 aprile. Tante le iniziative messe in campo in diversi istituti della provincia, tra i quali naturalmente vi era l’Ipsia di Varese dove lo sportello provinciale Scuola Volontariato ha sede fin dalla sua origine, avvenuta nel 1999 sulla base di una convenzione tra Csa (allora provveditorato agli studi) e il centro nazionale per il volontariato. Durante la mattinata del 12 aprile con gli altri si sono cimentati gli studenti aderenti allo sportello che partecipano al progetto “I volti della diversità”. I giovani sono scesi in campo nella palestra dell’istituto di via Zucchi insieme ai ragazzi della cooperativa sociale “Il millepiedi” per un match che ha avuto due arbitri d’eccezione: Aldo Ossola e Dodo Rusconi. Tanti i banchetti informativi disposti in più punti per accogliere a turno delegazioni di studenti dell’Ipsia e dell’Itis. In un’aula erano presenti rappresentanti dell’Avo, della San Vincenzo, del Banco Alimentare, dell’Sos, dell’Associazione Varesina per il Mielomenigocele e della Pohla. Per tutta la mattinata nell’atrio della scuola è rimasto allestito un banchetto per la raccolta fondi a sostegno dell’adozione a distanza di due bimbi indiani, mentre in un’altra aula si parlava di servizio civile volontario. «L’interesse dei ragazzi – commenta la Iannacone – è molto alto e tante sono le richieste che ci arrivano dai giovani che vogliono fare volontariato: in questo momento sono almeno un centinaio i ragazzi che stanno facendo esperienze concrete». A conclusione della mattinata si svolta una dimostrazione pratica di soccorso organizzata dall’Sos Malnate alla quale è seguita la testimonianza della mamma di un ragazzo, ex studente dell’Ipsia, morto di leucemia due anni fa. «Per superare il mio dolore – dice la donna – sono diventata volontaria del soccorso. Non ho potuto salvare Fabio, ma ora posso salvare delle vite».
 

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 (17 aprile 2005)

 

Giuliana, ex co.co.co. volontaria a Malnate

Giuliana ha 24 anni e da dicembre presta servizio civile volontario presso l’Sos di Malnate per 25 ore la settimana. «Ho saputo di questa opportunità per caso, leggendo dei manifesti affissi ai muri, e mi sono subito interessata». E così è cominciato il suo periodo di volontariato civile che terminerà alla fine dell’anno e dal quale sta imparando molte cose. «Anche io, come gli altri volontari – spiega – ho dovuto frequentare un corso di formazione prima di poter essere veramente utile agli altri». Nella vita Giuliana lavora come grafica con un contratto a progetto che le lascia del tempo libero e che lei ha deciso di dedicare agli altri. Che cosa farà dopo la fine di questa esperienza? «Ancora non lo so – risponde -. È però certo che si creano legami forti e che diventa difficile scegliere: molti di coloro che mi hanno preceduta si sono poi fermati presso l’associazione come volontari oppure addirittura ne sono diventati dipendenti».

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(11 aprile 2005)

 

Cantello - Serata di gala organizzata dall'associazIone SOS di Malnate. Appuntamento venerdì 15 aprile alla Madonnina di Cantello. Ospite Nanni Svampa
A cena con Svampa e l'associazione SOS Malnate

Tradizionale appuntamento benefico organizzato da SOS Malnate, l’associazione che gestisce dal 1994 una centrale operativa di telesoccorso e telecompagnia rivolto alla popolazione anziana attraverso la quale coordina un sistema d'intervento completo. Anche quest'anno si ripete la cena concerto con i simpatizzanti presso il ristorante "La Madonnina" di Cantello. La cena di quest'anno raccoglierà i fondi per il rinnovo della tecnologia del telesoccorso di SOS MALNATE. L'artista di quest'anno sarà NANNI SVAMPA, il celebre cabarettista milanese, da 40 anni ospite dei palcoscenici con la sua canzone umoristica e d’autore, alla ricerca delle tradizioni popolari lombarde, al cabaret, al teatro leggero, alla televisione, alla radio.

Per informazioni e prenotazioni: 0332-428555 (Sos Malnate)  0332-429469 (Ontario Viaggi)

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(6 aprile 2005)
 

Varese - Nella sera del 5 aprile un'ambulanza Sos è partita alla volta della capitale
Anche i volontari dell'Anpas a Roma

Anche il Comitato Provinciale ANPAS di Varese ha risposto alla richiesta della Protezione Civile circa la mobilitazione di soccorritori e mezzi nella città di Roma a causa dell'aumento del numero dei pellegrini.

Su richiesta del Comitato ANPAS della Regione Lombardia, dalla sede del comitato varesino sita presso SOS MALNATE è partita nella sera del 5 aprile un'ambulanza con il seguente equipaggio: Enrico Sala (di SOS Tre Valli di Cunardo), Luca Croci (di SOS MALNATE), Massima Bombelli ( di Sos Malnate) e Garcia Dolores (della Croce Azzurra di Buscate).

L'equipaggio andrà ad aggiungersi ai mezzi ANPAS già presenti nella città di Roma.

A seguito dell'allertamento ricevuto dal Dipartimento di Protezione Civile, l'ANPAS ha attivato le proprie strutture di protezione civile per garantire l'assistenza sanitaria alle numerose centinaia di migliaia di persone che da sabato scorso raggiungono Roma per rendere l'ultimo omaggio a Giovanni Paolo II.

L'attività di assistenza, coordinata dal 118 Lazio, si svolge attraverso la dislocazione in Piazza S. Pietro, nelle zone adiacenti e in "punti strategici" della città di equipaggi di soccorritori destinati a offrire il pronto soccorso alle persone che, spesso affaticate per i lunghi trasferimenti e per le attese estenuanti, dovessero accusare malori o indisposizioni.

Il continuo aumento del numero di pellegrini richiede un progressivo "aggiustamento" del dispositivo di soccorso e, quindi, l'incremento delle risorse umane e strumentali impiegate.

Alle ore 10,00 del 6 aprile 2005 i volontari ANPAS che hanno operato per le attività di soccorso sanitario e la logistica connessa sono stati 442 con l'impiego - al momento indicato - di ben 341 volontari ed un ulteriore prossimo incremento per l'arrivo di 27 volontari componenti equipaggi di rimpiazzo che stanno raggiungendo la base logistica ed operativa di Castelnuovo di Porto. Gli automezzi che - sempre alle ore 10 del 6 aprile 2005 - sono stati complessivamente impiegati sono 109 ed al momento sono operative 73 ambulanze mentre sono attese ed in arrivo ulteriori 5 ambulanze. Oltre ai mezzi di soccorso sanitario sono impiegati: un furgone radiomobile per la gestione delle comunicazioni fra i mezzi, una cucina da campo, tre tensostrutture destinate a refettorio, tre posti medici avanzati dislocati sul territorio cittadino.

I Comitati Regionali attualmente impegnati nelle operazioni di assistenza e soccorso sono complessivamente 10. Infatti, oltre ai "padroni di casa" di ANPAS LAZIO, sono state attivate le strutture di protezione civile dei Comitati Regionali ANPAS di: Calabria, Campania, Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Veneto.

Il servizio si svolge ad h24, senza interruzione alcuna con rotazione degli equipaggi resa particolarmente ardua dalla situazione di viabilità difficile per l'affollamento dei pellegrini. I volontari con grande spirito di abnegazione coprono turni a volte particolarmente faticosi e prolungati e garantiscono, in ogni momento del giorno e della notte, un altissimo standard di assistenza sanitaria e psicologica.

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   (26 febbraio 2005)

 

L’Sos Malnate cala l’asso della solidarietà
Con i proventi della gara di pinnacola sarà potenziato l’ambulatorio

 C’è tanta voglia di solidarietà a Malnate, lo si nota in ogni iniziative (e sono tante) buone tutte a raccogliere fondi da destinare a ci ha bisogno o a favore di quelle associazioni che molto fanno per il rilancio della cittadina al servizio dei marnatesi.  Cosi è anche per l’Sos Malnate che ha lanciato il primo Trofeo di Pinnacola e che ha avuto un grosso seguito con la possibilità di raccogliere fondi per dotare di nuove strumentazioni l’ambulatorio del sodalizio.            “Ringraziamo tutti per la partecipazione – spiega il presidente dell’Sos malnate Massimiliano Pavanello – che è stata veramente massiccia, ringraziamo i volontari del Centro sociale-ricreativo-culturale <<Lena Lazzari>> un grazie di cuore perché con questa manifestazione riusciremo a rinnovare e potenziare il nostro ambulatorio di via Primo Maggio, ambulatorio che sta funzionando molto bene e che rappresenta un nostro punto di forza”. Ricordiamo che l’Sos Malnate ha appena acquistato un ecografo nuovo e “con fondi – continua Pavanello – del trofeo di pinnacola potremo comperare altre strumentazioni”.L’Sos Malnate effettua ogni anno oltre settemila servizi e il 2004 ha fatto registrare un crescita significativa. Accanto è da tempo ormai “sbocciata” la società di Mutuo soccorso al quale ci si può iscrivere sottoscrivendo la quota associativa e avendo cosi a disposizione tutta una serie di servizi. Si chiamano Ombretta Marazzi e Cristina Nelba i vincitori (madre e figlia) del primo “Trofeo di Pinnacola” organizzato dall’Sos Malnate e disputatosi nei locali del Centro sociale-ricreativo-culturale <<Lena Lazzari>> di piazza Libertà sempre a malnate. Ombretta Marazzi e Cristina Nelba hanno battuto in finale Adriano Veronesi e Giuseppe Di Rella. Al terzo posto invece si sono piazzati Franco Semoventa e Cogliati che hanno battuto la copia due sorelle Dell’Oca, Paola e Lia.

Al torneo hanno partecipato 128 giocatori divisi in sessantaquattro coppie (32 di donne, 32 di uomini) “ma – come spiega l’organizzatore Franco Francescotto – potevano essere molti di più perché in tanti hanno dato la loro adesione”. Il torneo si è tenuto come detto nei locali della “Lena Lazzari”, una “struttura – spiega ancora Francescotto – veramente accogliente: un sicuro punto di riferimento per Malnate. Ai volontari del centro sociale-ricreativo-culturale va tutto il nostro ringraziamento per la collaborazione e la disponibilità dimostrata nell’accoglierci”. Gli uomini e le donne si sono incrociati a partire dagli ottavi di finale.

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 (3 aprile 2004)

Barche e frigoriferi dopo lo tsunami
La terra torna a tremare nel Sud-est asiatico, nel Varesotto continua la mobilitazione di associazioni, comuni e parrocchie per i villaggi colpiti dal maremoto.Tra i gruppi più attivi due comitati, uno a Malnate, l’altro a Vergiate, che stanno aiutando la popolazione a riprendere la sua principale attività: la pesca

Grazie alla generosità dei malnatesi una famiglia di pescatori, vittime del maremoto dello scorso dicembre, sta acquistando una nuova imbarcazione a motore con le relative reti, per tornare all’occupazione di cui viveva prima della tragedia: la pesca. Il volontariato locale si è organizzato, mobilitandosi e coinvolgendo la popolazione, grazie anche all’impulso dell’Amministrazione comunale che ha permesso la costituzione del Comitato malnatese pro vittime del maremoto: un sodalizio aperto all’adesione delle realtà del terzo settore che sarà attivo fino alla fine del 2005. «Il nostro obiettivo – spiega l’architetto Enrico Berté, chiamato a presiedere il Comitato – è quello di raccogliere fondi da destinare direttamente alle vittime, senza passare da Governi e istituzioni: chiunque dona anche un solo euro può chiedere di vedere il resoconto di quanto fatto in un’ottica di massima trasparenza». A dare il loro appoggio al Comitato ci sono un centinaio di associazioni della zona tra cui Sos Malnate, l’Anpi, la Protezione Civile, la Città delle donne, l’associazione San Giuseppe, solo per citarne alcune. «Tutti questi soggetti – spiega ancora Bertè – hanno deciso di mettere a disposizione del Comitato una parte dei fondi che raccolgono durante manifestazioni e iniziative da loro fatte durante l’anno. Per ora la generosità è già stata molta». Un centinaio di piccoli salvadanai sono stati portati nelle piazze in occasione di feste e ritrovi oppure sono stati ospitati presso attività commerciali, mentre le donazioni in denaro possono anche essere fatte tramite un conto corrente postale e uno bancario. Ecco allora che il primo assegno di 5mila e 100 euro è stato staccato ed è partito alla volta dei Paesi danneggiati lo scorso 20 marzo. «A fare da tramite – spiega ancora Berté - è una associazione di volontariato di Malnate che ha abitualmente contatti con l’India». I volontari che sono partiti con il ricavato della raccolta fondi appartengono infatti a Sos India Chiama, realtà già attiva nel sostegno delle popolazioni del Sud-est asiatico. «Abbiamo intenzione di continuare a raccogliere i fondi – conclude Berté – per mettere a disposizione altre imbarcazioni, grandi e piccole, che possano far riprendere alle famiglie di laggiù il loro lavoro». In provincia di Varese quello di Malnate non è il solo gruppo che è sorto per aiutare le popolazioni colpite dal maremoto. Molto attivo è il Comitato di solidarietà per la rinascita dello Sri Lanka del Comune di Vergiate. Il sodalizio deve la sua fortuna al fatto di contare fra i propri membri un sopravvissuto alla catastrofe, Ferruccio Crippa, che ha raccontato la sua storia negli studi del programma televisivo di Licia Colò, “Alle Falde del Kilimangiaro”. Dopo quel passaggio sul piccolo schermo, per il gruppo vergiatese - nato dalla volontà delle associazioni del paese, della Caritas parrocchiale e dall’Amministrazione comunale - è iniziato un nuovo corso. Le adesioni sono arrivate da tutta Italia. Fino ad oggi sono stati raccolti 60mila euro che verranno impiegati per acquistare celle frigorifere e sistemare la rete fognaria di qualche Comune. «In quei Paesi con poco si può fare moltissimo – dice Crippa che quel giorno si mise in salvo arrampicandosi sul tetto di una casa nella cittadina di Tangalle -. Potrà sembrare strano, ma da quelli parti non hanno i frigoriferi. Per comprare il pollo bisogna andare in farmacia perché è l’unico posto che per legge deve avere un refrigeratore. Ecco perché dopo avere acquistato le barche, pensiamo di impiegare così i nostri soldi». Resta però ancora aperta l’emergenza abitativa. «Purtroppo il governo dello Sri Lanka non ha ancora ridistribuito le terre – spiega Crippa –. Costruire delle vere e proprie abitazioni è ancora prematuro. Possiamo però mettere in piedi qualche capanna. Costano poco, solo 300 euro l’una, e quando si comincerà per davvero la ricostruzione potremo buttarle giù. Non è la sistemazione ottimale, ma è senza dubbio migliore delle tende dove ancora molti pescatori sono costretti a vivere. ». Il sogno del Comitato vergiatese è però un altro. «Stiamo pensando di realizzare un laboratorio di arti e mestieri per offrire un futuro migliore ai giovani – racconta Crippa -. Ma per farlo occorrono molti soldi. Una grande donatore si è fatto avanti, speriamo che decida di darci una mano».

 

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(ottobre 2004)

 


“MALNATE 2004 – CAMPO SCUOLA DI PROTEZIONE CIVILE” 

La organizzazioni SOS Malnate e ANPAS di Varese, specializzate nel settore sanitario, hanno realizzato un corso d’addestramento per imparare ad allestire e gestire un campo d’emergenza

 Il campo scuola della protezione civile organizzato da SOS Malnate e patrocinato dal Centro servizi al volontariato della Provincia di Varese, dal Comune di Malnate e dall’ Assessorato alla protezione civile della Provincia di Varese, ha avuto luogo i primi giorni di luglio presso il campo sportivo di via Milano a Malnate. A stimolare gli organizzazioni nell’approntare una simile iniziativa, è stata la possibilità di addestrare i propri volontari, compresi quello delle associate ANPAS (Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze) della provincia di Varese, alle metodiche teoriche e pratiche alla base di un’efficace gestione del “campo d’emergenza”.

Un centinaio volontari partecipanti, provenienti dalle organizzazioni SOS Malnate e CVA Angera, dai gruppi comunali di Fagnano Olona e Jerago con Orago, dall’unità cinofila di Vedano Olona, dal Gruppo Speleologico di Fagnano Olona e infine, dalla Croce Rosa Celeste di Milano. Nel corso delle giornate sono intervenuti Massimo Gerosa, Responsabile della protezione civile di Anpas Lombardia; Olinto Manini, Sindaco di Malnate e Christian Campitoti, Assessore provinciale alla protezione civile.

“È sorta l’esigenza di organizzare la formazione e costruire un’unione più stretta tra le associazioni aderanti all’ANPAS che operano nel settore della protezione civile.” esordisce Massimiliano Pavanello, Presidente di SOS Malnate. “Nel settore sanitario, i nostri volontari possono contare su un’esperienza enorme considerato il nostro lavoro ventennale e quotidiano svolto con il servizio 118 emergenza-urgenza di Varese. Si va ora consolidando un’esigenza formativa attorno a un settore sul quale SOS Malnate ha sempre creduto e che anche molte altre associate ANPAS stanno tendendo di costruire: il settore protezione civile. Durante il campo scuola si sono trattati i principali argomenti utili per determinare una formazione di base – preparazione del campo, uso della radio, logistica, segretaria, impegno di unità cinofila nella ricerca di persone, antincendio -, al fine di poter operare nell’ ambito di un gruppo di protezione civile, nell’eventualità di un emergenza che vede interessati soggetti diversi e provenienti da svariate realtà associative”, continua Pavanello.

“Questa iniziativa, vuole essere il punto di partenza per la formazione di nuovi volontari nella protezione civile in ambito sanitario. Per lo sviluppo del progetto si è, infatti, ricorso all’aiuto di diverse squadre: l’unita cinofila, l’unità di soccorso zone impervie non accessibili ai mezzi di soccorso convenzionali, l’unità rischio chimico, l’unità antincendio e un’unità di soccorso che utilizza l’elicottero come mezzo d’intervento. Un doveroso ringraziamento per l’ottima riuscita del corso va a tutti i volontari intervenuti dalle diverse associazioni e gruppi di protezione civile e in particolar modo a chi ha direttamente curato l’organizzazione delle giornate di formazione: Claudio Cagnetti, Sergio Contu, Luigi Mariani, Gianpietro Ragazzo e a tutto il gruppo di protezione civile di SOS Malnate”, conclude il presidente.  A commentare l’iniziativa anche Maurizio Ampollini, presidente ANPAS Varese: “L’obiettivo di questo campo scuola è stato quello di addestrare i volontari che – si spera mai - debbano  trovasi a operare con capacità , professionalità e altruismo in situazione di emergenza nella nostra comunità. Lo scopo di questo campo scuola è stato anche quello di sviluppare sinergie tra i gruppi di protezione civile delle associazioni di pubblica assistenza pltre a creare modalità operative comuni e più razionali indispensabili in caso di effettivo intervento durante le calamità naturali”

Il CESVOV, Centro Servizi per il Volontariato della Provincia di Varese, è stato tra gli enti che hanno promosso e sostenuto l’iniziativa, come spiega Dario Cecchin, responsabile area formazione del Centro: “Tra gli obiettivi dei Centri di Servizio vi è il sostegno alle iniziative formative delle organizzazioni di volontariato. Spesso ci si dimentica che anche le protezione civile è un ambito in cui la presenza e la partecipazione dei volontari è consistente e per certi versi indispensabile. Proprio per questo abbiamo ritenuto di sostenere questa esperienza affinché i volontari siano sempre più preparati, competenti e capaci di lavorare in rete”

Soddisfazione è stata espressa anche da Olinto Manini, Sindaco di Malnate, che non dimentica di ringraziare tutti i partecipanti per la costanza e l’impegno dimostrato: “Ho avuto il piacere di incontrami con u responsabili del campo scuola organizzato a Malnate utilizzando le strutture del campo di calcio. No ho tratto un’ottima impressione, riferitala forte spirito di collaborazione civile di tutti i Comuni presenti e alla professionalità partecipata per far crescere quella di tutti. Il lavoro del volontariato, la voglia di imparare per poter intervenire in caso di necessità sempre meglio, fanno credere che si stia costruendo qualche cosa di importante e duraturo. Tutto ciò finalizzato a diminuire i disagi per la nostra popolazione”.

("La Protezione Civile Italiana", mensile di informazione e studi per le componenti del servizio Nazionale della Protezione Civile, anno XXIV, n.8 ottobre 2004, pagg. 82-84, www.laprotezionecivile.com)

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        (10 ottobre 2004)

 

Con i vigili del fuoco, in biblioteca e a scuola. Tutte le proposte per i volontari del Varesotto

Sul territorio varesino sono diversi i progetti per i giovani approvati dall’Ufficio Nazionale per il Servizio Civile. Il Comune di Varese offre ben quattro possibilità di servizio civile volontario per il II semestre 2004: oltre ai già collaudati ambiti assistenziali ed educativi, già attivi dal 2002, propone ambiti più culturali e di tutela del patrimonio verde cittadino. I progetti in questione sono: “Incontra l’altro”, interventi su anziani, adulti e giovani disabili; “Compagni di scuola, compagni di vita”, assistenza a bambini e ragazzi in situazione di handicap; “Biblioattiva”, far conoscere la biblioteca e promuovere la lettura; “Varese, un ambiente da vivere”, promozione della conoscenza e del rispetto del territorio comunale. Tra le novità proposte ai giovani tra i 18 e i 26 anni, interessante è il progetto nell’ambito del commercio equo e solidale proposto dalla cooperativa “Lo stesso cielo” di Varese, che cerca due ragazzi per la sede di Varese e due per la bottega di Castellanza. Gli interessati possono rivolgersi alla cooperativa di via S. Imerio 10 o telefonare al numero 0332.242580 o inviare una mail a vamos@lostessocielo.it Dodici mesi nei vigili del fuoco, in “supporto operativo”. Da oggi è possibile per chi intende aderire al servizio civile volontario. 200 posti per giovani, che chiedono di aderire al progetto “Supporto alle sale operative distaccate del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco”, con una procedura selettiva e per soli titoli, e che saranno impiegati per un anno come supporto al personale professionista addetto alle linee di soccorso “115” e collaboreranno alla gestione delle attrezzature tecniche. Per informazioni telefonare al numero 0332285513 interno 208. Il bando è visibile alla pagina www.vigilfuoco.it/info/concorsi/servizio_civile/bando.asp. Nell’ambito dell’assistenza ai disabili, si ripropone l’associazione Sos Malnate, che cerca 4 volontari/e, che, dopo un corso di formazione, serviranno per potenziare il servizio di trasporto disabili, migliorare i servizi di centralino, telesoccorso e teleassistenza. Inserimento a Malnate e Viggiù. Gli interessati possono inviare il proprio curriculum a Sos Malnate (c.a. Marco Sarti) via I Maggio 10 Malnate - info@sosmalnate.it - www.sosmalnate.it La prossima scadenza per presentare le domande di partecipazione è il 21 ottobre.
 

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 (1 ottobre 2004)

 

Aperto il bando per il servizio civile, mentre dal 4 ottobre inizia il corso di primo soccorso
Nuova ambulanza per l'Sos Malnate, ora si cercano volontari

Una nuova ambulanza, un corso di primo soccorso e 4 posti per volontari di servizio civile nazionale. Sono le ultime novità dell'attivo gruppo di volontari dell'Sos Malnate che, oltre a ricercare volontari, ha inaugurato in questi giorni la nuova ambulanza Delta (nella foto), entrata subito in servizio. La vettura di soccorso è stata donata dalla "Cooperativa edile costruttori diretti" di Malnate. «Ci teniamo a ringraziare nuovamente il  Presidente  Raffaele Bernasconi e tutto il Consiglio della Cooperativa per la sensibilità dimostrata» spiegano i responsabili dell'Sos Malnate. 

Lunedì 4 ottobre, inizia invece il corso di primo soccorso alle ore 21 presso Aula Didattica nella sede Sos Malnate Via I Maggio, 10. Al termine del corso verrà rilasciata una certificazione di qualificazione che permetterà, ai volontari che lo desiderano, di diventare SOCCORRITORE - ESECUTORE 118 (120 ore di corso) .
E' prevista, inoltre, la possibilità di effettuare solo una parte del corso (40 ore) per chi desidera ottenere il diploma che permette di operare sulle ambulanze non in urgenza (servizi di trasporto secondari). I corsi sono gratuiti. Per ulteriori chiarimenti: 0332-428555
info@sosmalnate.it  www.sosmalnate.it

Ma l'Sos Malnate è anche alla ricerca di volontari per il servizio civile volontario. Ci sono a disposizione 4 posti e le domande, corredate di curriculum vitae, devono pervenire entro e non oltre il 21 ottobre. «L'obiettivo del progetto è quello di potenziare il sistema di trasporto disabili già in essere - spiegano dall'associazione -. Migliorare i servizi di centralino e teleassistenza. Collaborare con gli infermieri e con il personale dell’ente durante le fasi di assistenza. Fornire alle persone in stato di bisogno i servizi richiesti sia di carattere sanitario che assistenziale. Il personale volontario impiegato, una volta superato il corso di formazione,  dovrà effettuare i servizi di trasporto disabili con i mezzi di soccorso dell’Associazione. Verrà inoltre inserito nei turni del servizio di teleassistenza. Verranno infatti istruiti per mantenere delle conversazioni telefoniche con le persone sole e anziane che si rivolgono al nostro servizio. Infine i volontari collaboreranno con gli infermieri e con il personale di SOS MALNATE nei servizi di assistenza e prelievi ematici»

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              (27 giugno 2004)

 

Nonni osservati speciali. La calura non fa paura
Il caldo eccezionale dell’anno scorso, con tutti i disagi e le situazioni di crisi che si sono verificati fra la popolazione anziana, ha fatto scattare una serie di attenzioni da parte delle istituzioni e delle associazioni locali. L’ospedale segnala i consigli per non lasciarsi sorprendere dal caldo e dall’afa: bere molto più del solito, tenere controllata la pressione e comunicare spesso col medico. Molte le iniziative del Centro anziani di via Maspero per non restare soli durante l’estate a far niente

 Gli anziani e l’estate: una categoria sociale “a rischio” in un periodo dell’anno decisamente caldo, che favorisce il fuggi-fuggi dalla città, per raggiungere località di villeggiatura. Anche se per il momento gli effetti della canicola non si sono fatti particolarmente sentire, è bene predisporsi per fronteggiare potenziali emergenze, vista la gravità della situazione che si è verificata l’anno scorso. Come si sono preparate le istituzioni del Varesotto? Cominciamo con l’ospedale di Circolo, dal quale giungono raccomandazioni preziose: «È bene evitare di esporsi al sole nelle ore più calde della giornata – dice il direttore medico, il dottor Andrea Larghi – di bere alcolici e di osservare una corretta alimentazione, bevendo molta acqua e preferendo il pesce alla carne». Come si possono tutelare in particolare gli anziani per non correre troppi rischi? «Semplicemente attenendosi a queste prescrizioni ancor più scrupolosamente degli altri individui: bevendo molto anche se non sentono lo stimolo, controllando la pressione, specialmente se alta, e mantenendo un filo diretto con il proprio medico». Non sono previsti servizi “ad hoc”: «Il grado di assistenza attuale è sufficiente – continua Larghi – l’ospedale non ha problemi di disponibilità e comunque deve essere un punto di arrivo». Chi è interessato potrà consultare un opuscolo informativo sul caldo prodotto dalla Regione Lombardia in distribuzione in tutte le Asl. Sul lato delle associazioni di assistenza, invece, da rimarcare è l’intensa attività dell’Sos Malnate: «Siamo sempre attivi con il nostro servizio di Telesoccorso e Teleassistenza - afferma il direttore dei servizi Marco Sarti -. Gli anziani convenzionati possono rivolgersi a noi in caso di bisogno premendo un semplice pulsante; inoltre telefoniamo loro una volta alla settimana, così da mantenere un rapporto costante». Nell’ambito dell’”ordinaria amministrazione” anche l’azione della Cooperativa Soleluna, come dice il presidente Alberto Borghi: «Continuiamo, semplicemente con un livello di attenzione particolare, ad offrire i nostri servizi, che vanno dall’assistenza domiciliare ai trasporti assistiti. Il nostro obiettivo è che l’anziano non sia mai da solo». Del resto non è proprio il caso di creare inutili allarmismi: «Il caldo rappresenta un’esigenza normale – sottolinea Sarti – e anche l’anno scorso non ci sono state molte situazioni di disagio in più». Tuttavia estate non vuol dire solo “caldo” ma, purtroppo, per molti anziani anche solitudine e tristezza: come fare per risolvere questo problema? Il Comune di Varese è attivo attraverso il Centro diurno integrato di via Maspero: «Il Centro sarà aperto tutta l’estate – spiega William Malnati, assessore ai Servizi sociali – con proposte di vario genere: dalla ginnastica dolce al tiro con l’arco, dai lavori manuali al ballo». Il tutto in un ambiente climatizzato, grazie all’impianto appena installato con l’aiuto dell’Ava (Associazione Volontariato Anziani). Inoltre Palazzo Estense sarà a disposizione del cittadino dal lunedì al sabato con l’assistenza a domicilio. Molto interessante sul resto del territorio l’iniziativa del Comune di Venegono Inferiore, attraverso il Centro anziani “Villa Molina”, dove opera l’associazione Laav. I volontari, nell’ambito del progetto “Estate insieme”, garantiranno i seguenti servizi: spesa e pasti a domicilio, consegna farmaci, trasporto in taxi e bus, prestito libri, oltre alle attività ricreative in programma il mercoledì pomeriggio (informazioni allo 0331/856031). Basta poco dunque per non fare dell’estate una stagione problematica e malinconica: una maggiore accortezza da parte degli anziani e un pizzico di disponibilità in più da parte di chi convive con loro.
 

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                   (9 maggio 2004)

SOLE D’ORO Consegnati ieri mattina al “De Filippi” i riconoscimenti del Cesvov ai volontari

Dieci  campioni  della solidarietà 

“Prendi un raggio di sole, fallo volare là dove regna la notte”. Il verso, tratto dalla poesia “Scopri l’amore” di Gandhi, calza a pennello  con la quinta edizione de “Il Sole d’oro” , riconoscimento del Centro di servizi per il volontariato della provincia di Varese (Cesvov). Il premio e stato conferito ieri mattina presso il Collegio de Filippi a dieci volontari segnalati dalle rispettivi associazione per essersi distinti in quanto a impegno e costanza nell’ambito delle iniziative di solidarietà: giovani, pensionati e cittadini comuni che da diversi anni portano raggi di sole ad altre persone meno fortunate.

Eccoli dunque i “soli d’oro” 2004: Alessandro Scantaburlo di Gornate Olona da circa nove anni è accanto a bimbi disabili per l’Arca, gruppo del area del Seprio. Sempre vicino ai più piccoli si impegna Mariella Colombo Bolla Aliverti dell’associazione Scuola aperta di Gallarete: volontaria storica, del 1978 segue ragazzi con difficoltà di apprendimento e offrendo corsi di inglese ai giovani provenienti da famiglie disagiate. Ben due le segnalazioni per Giuliana Gamberoni Bornstein, candidata dell’Avulss di Luino e Somma Lombardo in qui si distingue per l’intraprendenza in diversi iniziative. Sono tre invece i premiati que provengono dalle attività del Sos: Luciano Lolli da ventidue anni si occupa delle pratiche amministrative della sezione di Malnate, Bruno Madella della Valbossa è presidente pro tempore dell’Anpas, dove opera dal 1977; Giovanni Guerini, segnalato dall’Unitalsi è barelliere durante i pellegrinaggi a Lourdes e Loreto, ma anche impegnato nell’assistenza domiciliare degli ammalati. Nino Villa è invece stato premiato per la collaborazione, fin dalla sua fondazione, con l’associazione Paolo Maruti di Saronno, in qui a maturato un curriculum di rilievo soprattutto nell’ambito dell’insegnamento. 

Il momento più commovente si è toccato con la premiazione di Esterina Gumiero.Al suo posto cera la nipote, la cui nonna è  deceduta solo qualche mese fa. Esterina aveva 81 anni e per mezzo secolo ha dedicato il suo tempo ai detenuti e ai loro cari, con dedizione e spirito de servizio. Da 46 anni Italo Zanon è invece protagonista della sezione Avis di Carnago, premiato per impegno e competenza. Infine, per l’attività di doposcuola a sostegno di ragazzi in difficoltà, ha ricevuto il Sole d’oro Dina Lia Catelli della società San Vicenzo de Paoli di Varese. 

E proprio la scuola è stata la protagonista della cerimonia: per la prima volta erano infatti presenti le scolaresche coinvolte dalle associazione di appartenenza dei premiati, fra cui una delegazione di ragazzi dello sportello provinciale scuola- volontariato, che a presentato alcune concrete in iniziative di solidarietà. Ad intrattenere i giovani volontari erano ospite il dottor Sorriso e la sua assistente della Fondazione Garavaglia, che da anni portano un po’ di allegria nei reparti di pediatria degli ospedali. Lo stesso sorriso che i dieci premiati e gli otto volontari che hanno ottenuto le menzione d’onore dalle mani del presidente del Cesvov, Vincenzo Saturni, riescono a regalare a persone che ne hanno bisogno.        

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(8 maggio 2004)    

 

Varese – Luciano Lolli è stato segnalato dall'SOS di Malnate. A suo vantaggio, non solo una militanza nel volontariato, ma anche la sua opera in campo amministrativo

«L'uomo non è un'isola» 

Dall’ Sos Malnate è giunta invece la segnalazione di un volontario "particolare" perché dedito a un’attività delicata come quella amministrativa: Luciano Lolli da 22 anni garantisce la sua presenza quotidiana all’associazione della quale è stato tra i fondatori, svolgendo un incarico che richiede tempo e anche capacità di prendere decisioni delicate e importanti per la vita dell’associazione. Il suo pregio? L’aver fatto tutto ciò riuscendo a farsi voler bene da tutti i volontari.
«Lavoro in questo campo da 40'anni. È una passione. Ho iniziato in Unitalsi, per star vicino a chi soffriva. Poi ho voluto salire in ambulanza, perchè mi rendevo conto che potevo dare ogni giorno della settimana: stare vicino a chi è nel dolore, portare conforto, condividere tragedie e speranze. Il rapporto con le persone è una gratificazione inimmaginabile. Essere d'aiuto al prossimo ti riempie la vita in modo inaspettato. In questi anni ho verificato che l'uomo ha necessità di aprirsi agli altri. Noi non siamo isole, non possiamo sopravvivere chiudendoci in noi stessi, nel nostro lavoro o nella famiglia. Abbiamo la necessità di ampliare gli orizzonti, entrare in contatto con persone diverse: in questo modo cresciamo e ci arricchiamo. Non capisco chi non sente l'esigenza di aprirsi. Basterebbe provare una sola volta, e si capirebbero tante cose».

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(8 maggio 2004)        

Varese – Infermiere di professione, Giovanni Guerini è stato segnalato dall'Unitalsi per il suo impegno al fianco dei disabili nei pellegrinaggi.

«Oggi la vita è più difficile e c'è meno spazio per gli altri» 

Si avvicinò al mondo del volontariato dopo un ricovero in ospedale che gli rivelò l'importanza dell'amore. 
Segnalato dall'Unitalsi sottosezione di Varese, il malnatese Giovanni Guerini, infermiere professionale e barelliere durante i pellegrinaggi a Lourdes e Loreto, viene premiato per la sua lunga militanza al fianco dei disabili: «Ho scoperto per caso che avevo una predisposizione verso i disabili. Ho sempre partecipato con entusiasmo ai pellegrinaggi accompagnando persone con gravi handicap. Ho sopportato tante delusioni dovute soprattutto a "quei normodotati" che gestiscono le associazioni. Ma mi è sempre bastato un sorriso di una persona sofferente per dimenticare ogni cosa e andare avanti. Ho potuto fare ciò che ho fatto perchè ho avuto al mio fianco una famiglia stupenda che mi ha sempre sostenuto e incoraggiato».

Oggi Giovanni ha 57 anni, è anche un infermiere di Sos Malnate,  e qualche acciacco di troppo: sente che la sua tenuta non durerà a lungo ma non vuole pensarci: «Ora non programmo più, ma quando mi sento in forma non esito ad andare. L'impegno è pesante: a volte le disabilità sono molto gravi e richiedono grande forza fisica. Ritengo che oggi come oggi a limitare l'impegno dei giovani siano soprattutto le difficili condizioni economiche che non ci permettono più di ritagliare tanti spazi per dedicarci agli altri. C'è però anche molta meno tolleranza e ciò è pericoloso.  Mancano i momenti di aggregazione: ogni viaggio rimane sempre un'esperienza a sè e quei giovani che vogliono seguirci poi si dileguano perchè non si riesce a trattenerli».

«Io non cambierei una virgola della mia vita: ho ricevuto tantissimo, ho vicino persone meravigliose. Sì, sono proprio felice»

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    (n.1 marzo 2004)

 

Azienda Speciale Municipalizzata Farmacia comunale e Servizi socio-sanitari

Per Aspem Farmacia il 2004 è iniziato

Ha avuto inizio, a partire dal gennaio di quest'anno, il servizio trasporto disabili e consegna pasti a domicilio gestito direttamente dalla Azienda Speciale Municipalizzata Farmacia Comunale e Servizi Socio-Sanitari. Come sta andando il servizio? A distanza di pochi mesi lo chiediamo al Presidente di A.SPE.M. Farmacia Gianfranco Colombo: "Credo di poter dire che il sevizio sia iniziato nel migliore dei modi, anche se per la nostra azienda non sono mancati i problemi che hanno riguardato principalmente aspetti burocratici e amministrativi legati al passaggio delle consegne dal Comune a noi. In ogni caso gli utenti non hanno subito alcun disagio e hanno potuto registrare lo stesso livello quantitativo e qualitativo precedentemente assicurato dal Comune." Come avete organizzato materialmente il servizio? "Abbiamo provveduto all'acquisto dell'automezzo di proprietà del Comune e proceduto all'assunzione di due collaboratori uno dei quali trasferito dal Comune, inoltre abbiamo stipulato con SOS Malnate una convenzione della durata di due anni che ci permette, con reciproca soddisfazione, di assicurarci la collaborazione di questo importante Ente che, da anni, opera in modo egregio nella nostra Città. Abbiamo volutamente puntato sulla diversificazione organizzativa in modo da assicurarci una efficiente gestione sia in caso di eventuali emergenze sia per far fronte a possibili incrementi delle utenze. Tuttavia il carico di lavoro che grava sul personale della farmacia è sensibilmente aumentato e per questo desidero ringraziare tutti i dipendenti che con grande disponibilità hanno accettato questa nuova sfida." Oltre a queste avete in programma altre iniziative per il 2004? "Il nostro statuto ci permette di intervenire in attività di informazione ed educazione in campo sociosanitario; poichè crediamo molto nella funzione sociale che una azienda come la nostra deve avere, abbiamo deciso di proseguire, anche per l'anno in corso, la collaborazione con "Malnate Scuole in Rete" per la realizzazione del progetto "Educazione alla salute" finalizzato al miglioramento della qualità della vita con particolare riferimento alle fasce che necessitano di maggiore protezione.

La Farmacia Comunale si sta dando una nuova immagine; contate anche in questo modo di ottenere un risultato che si concretizzi con un tangibile ritorno commerciale? "L'Amministrazione comunale ha come obiettivo primario quello di costruire una Azienda Multiservizi che abbia una forte caratterizzazione sociale e che, di conseguenza, utilizzi in questo settore le sue risorse. Pertanto non abbiamo mai pensato a "campagne" finalizzate esclusivamente al ritorno commerciale.Tuttavia è innegabile che contiamo, anche attraverso questa nuova immagine,  su un sensibile incremento della nostra clientela con l'unica finalità di avere sempre maggiori risorse da destinare ai cittadini meno fortunati.

Serata di gala per un nuovo ecografo

Venerdì 26 marzo 2004, Sos Malnate organizza una serata di gala presso il ristorante “La Madonnina” di Cantello, per una raccolta fondi finalizzata all’acquisto di un ecografo per l’ambulatorio Sos. Grazie all’ausilio di questo strumento incrementeremo notevolmente l’attività del nostro poliambulatorio e miglioreremo il servizio offerto alla cittadinanza di Malnate, di Varese e dei paesi limitrofi. L’ecografo sarà molto utile per la prevenzione e la cura di patologie altrimenti non diagnosticabili e valutabili in maniera appropriata e sarà utilizzato dai nostri medici specialisti. Ricordiamo che Sos Malnate non ha alcuna finalità di lucro: gli associati, i volontari e i dirigenti non percepiscono alcun rimborso e le risorse vengono reinvestite nelle attività dell’associazione. Il programma della serata prevede una cena e un concerto del complesso “L’orchestrina del Suonatore Jones”. Il contributo per la cena-concerto è di 50 euro. Per informazioni e prenotazioni rivolgersi a Ontario Viaggi (0332 429 469) oppure in sede allo 0332 428 555. Un ringraziamento alle aziende che hanno reso possibile la realizzazione della serata: Alby, Banca popolare di Bergamo Credito varesino, Felmoka, Fermac sas, Ontario Viaggi.

 

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(16 novembre 2003)

Volontariato. Ecco dove fare il nuovo servizio civile

Volontari in servizio civile cercansi a Varese e dintorni. Fino al primo dicembre prossimo sarà possibile per i ragazzi esonerati dal servizio militare e per le ragazze di età tra i 18 e i 26 anni, presentare la propria candidatura per prendere parte a progetti relativi al servizio civile volontario. Un’opportunità che significa poter lavorare a un progetto specifico per dodici mesi con una retribuzione mensile pari a 433 euro al mese ed un percorso formativo ad hoc. A proporre i loro progetti sono stati, nelle scorse settimane, oltre al Comune di Varese anche molte associazioni locali come l’Sos Malnate, “Amici della Terra” di Varese e il Villaggio Sos di Morosolo. In particolare a Malnate, presso l’Sos, viene proposto il progetto “Solidarietà e handicap” che prevede l’inserimento di cinque giovani all’inizio del 2004. Lo scopo principale è quello di potenziare il sistema di trasporto disabili, oltre a migliorare i servizi di centralino, telesoccorso e teleassistenza. Chi fosse interessato a presentare la propria candidatura potrà farlo indirizzando la sua domanda e un curriculum vitae all’Sos di Malnate, all’attenzione del direttore Marco Sarti. Si rifà invece al celebre motto di don Milani il titolo scelto per il progetto messo in campo dal Villaggio Sos di Morosolo: “I Care, i giovani imparano a prendersi cura della propria comunità”. Grazie ad esso la comunità per minori che sorge alle porte di Varese potrà accogliere in tutto quattro giovani. Sono previste mansioni di ausilio nei diversi ambiti di operatività del centro che, oltre alla comunità per minori, ospita anche un centro diurno pomeridiano con doposcuola e laboratori e una casa per mamme e bimbi. L’inserimento prevede un corso di formazione e dà la possibilità di usufruire di crediti formativi. Chi fosse interessato a conoscere maggiori dettagli o a presentare il proprio curriculum potrà rivolgersi a Davide Vassallo direttamente al Villaggio Sos di Morosolo (0332-826009). Infine l’associazione “Amici della Terra” di Varese apre le sue porte per otto ragazzi o ragazze da inserire in due progetti: “Attuazione del piano strategico dell’area varesina” e “Creazione di un ecomuseo in provincia di Varese”. Il primo dei due progetti riguarda in particolare lo sviluppo di relazioni tra attori pubblici e privati per quanto riguarda il piano strategico dell’area varesina, mentre il secondo si riferisce alla creazione di una biblioteca ad hoc finalizzata alla realizzazione di un museo naturale che potrebbe trovar casa nel nord della provincia. I giovani interessati possono consultare i bandi tutti i giorni dalle 7 alle 13 presso la Torre civica di piazza Monte Grappa o chiedere informazioni allo 0332.231783.
 

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(4 novembre 2003)

Malnate – Aperte anche le iscrizioni del corso "Un mondo insieme"

Servizio civile , l'Sos cerca cinque volontari

 La parola d'ordine per l'inserimento nel mondo del lavoro fa rima sempre più spesso con servizio civile volontario. La mancanza di "reclute" che tra qualche anno dissanguerà le varie associazioni attive nel campo sociale e in compiti utili alla collettività sta facendosi sentire già oggi e molte associazioni stanno cercando di inserire nei loro ranghi personale preparato e retribuito. Un'opportunità per i giovani tra i 18 e i 26 anni dichiarati abili alla leva, e naturalmente anche alle ragazze, con uno stipendio di poco più di 400 euro. La figura cercata dall'Sos di Malnate verrà inserita nel progetto denominato "Solidarietà ed Handicap" ha come scopo principale quello di potenziare il sistema di trasporto disabili, oltre a migliorare i servizi di centralino, telesoccorso e teleassistenza. Quattro volontarie saranno inserite negli equipaggi presso la sede di Malnate e una volontaria presso il Centro Prelievi di Viggiù.
L'obiettivo è quello di potenziare il progetto già in essere a sostegno dei disabili oltre a migliorare i servizi di centralino e teleassistenza. Collaborare con gli infermieri e con il personale dell’ente durante le fasi di assistenza. Fornire alle persone in stato di bisogno i servizi richiesti sia di carattere sanitario che assistenziale. Il personale volontario impiegato, una volta superato il corso di formazione, dovrà effettuare i servizi di trasporto disabili con i mezzi di soccorso dell’Associazione e verrà inserito nei turni del servizio di teleassistenza; il corso preparerà per mantenere delle conversazioni telefoniche con le persone sole e anziane che si rivolgono a questo tipo di servizio. Infine i volontari collaboreranno con gli infermieri e con il personale di Sos Malnate nei servizi di assistenza e prelievi ematici.

Sono inoltre aperte le iscrizioni alla seconda edizione del corso “un Mondo Insieme”, il corso di formazione che rappresenta un appuntamento approfondito su argomenti quali l'empatia, la comunicazione non verbale, la collaborazione e il senso di appartenenza ad una organizzazione, la valorizzazione delle risorse di ognuno. Il metodo usato sarà esperienziale e teorico alle tematiche delle dinamiche in un gruppo che affronta la relazione d'aiuto. 
Date degli incontri: 
giovedì 27 novembre 2003, giovedì 4 dicembre 2003,giovedì 11 dicembre 2003, giovedì 18 dicembre 2003, giovedì 8 gennaio 2004, giovedì 15 gennaio 2004 Relatori del corso: Dott.ssa Chiara Achini, Sig. Giosuè Regazzoni. Per informazioniI: Segreteria Organizzativa presso “La Finestra”: tel. 0332-428604, fax 0332-424672. Oppure: info@sosmalnate.it www.sosmalnate.it 
Iscrizioni entro il 26 novembre 2003

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             (22 settembre 2003)

Basket - Patrocinato da Comune e Provincia di Varese, l'incontro (Palaignis, domenica 28) servirà per l'acquisto di una autoambulanza per il SOS di Malnate

Varese-Cantù anni 70. I campioni di un tempo insieme per solidarietà

Un incontro di basket tra Varese e Cantù in nome della solidarietà. È quanto annunciato oggi dall'assessore allo sport del comune di Varese Marco Caccianiga e dall'assessore al marketing territoriale della Provincia Giangiacomo Longoni. Ma, attenzione: non sarà un antipasto del campionato, bensì uno scontro tra titani. Si, i titani di un tempo quando Varese e Cantù erano le regine, o almeno tra le regine, di tutto il basket europeo. Grandi nomi, mai dimenticati, mai passati di moda, a dispetto degli anni; ne bastino due o tre: Meneghin Dino, Pierluigi Marzorati, le due bandiere per eccellenza delle due squadre; e che dire di Charlie Recalcati, altro monumento del basket canturino, diventato ironia della sorte l'uomo della provvidenza e del decimo scudetto, quello della stella. 
Ma il parterre, anzi il parquet, sarà allietato da altri stelle del firmamento lombardo anni settanta: da una parte Bariviera e Della Fiori, dall'altra parte alcuni giocatori dell'Ignis o della Mobilgirgi dei sogni: l'ascensore nero Charlie Yelverton, Ossola, Zanatta, e ancor più "vecchie" come Flaborea. Un totale di 30' giocatori da una parte e dall'altra hanno risposto all'appello lanciato per la prima edizione di "Cuori alle stesse: campioni per la vita", questo lo slogan scelto per un match dalle finalità solidali: i proventi dell'incasso (i biglietti, ahinoi, non hanno proprio prezzi modici, 25 € parterre, 15 € gradinate e curva) andranno alla SOS Malnate, l'associazione di primo intervento da anni attiva capillarmente sul territorio un cui mezzo di soccorso è rimasto recentemente vittima di un incidente. 
A parte i danni subiti da due volontari, l'ambulanza è andata distrutta. Da qui la necessità di colmare la lacuna. 
L'appuntamento è per domenica 28 settembre alle ora 18

I biglietti sono già disponibili in  prevendita presso: Ipermercato Varese (0332-345778), Teatro di Varese (0332-284224), o al botteghino del PalaIgnis la sera della partita.

Chi fosse interessato a contribuzioni personali può effettuare versamenti presso: presso BANCA INTESA Filiale di Malnate
c/c n. 89101/05 ABI 03069 CAB 50411
intestati a: S.O.S. MALNATE Onlus. Causale "S.O.S. con il BASKET"

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         (21 ottobre 2003)

Malnate – L'associazione Sos Malnate ha vinto il meeting del soccorritore. mentre il premio della bontà 2003 è andato a Felice Cò, volontario dell'associazione

Il volontario più buono della provincia è a Malnate

Felice Cò, volontario dell'Sps Malnate è stato insignito del "Premio alla bontà anno 2003" promosso dalla fondazione De Grandi - Bolchini di Varese. La Cerimonia di consegna del premio avverrà sabato 21 giugno 2003 alle ore 9.45 nel salone estense del comune di Varese alla presenza del sindaco Aldo Fumagalli. 
Ma non finiscono qui i successi dell'associazione. L'Sos Malnate è stata infatti regina del 5° Meeting del Soccorritore di Cles a Trento. La squadra, composta da Alessandra Bertolè, Luigi Busnardo, Massimo Pedrazzini ed Elena Monetti si è classificata al primo posto dopo quattro prove di soccorso e una di guida, che si sono svolte, come ogni anno all'incontro organizzato a Cles dal Corpo Volontari della Val di Non. 
«La vittoria è un orgoglio per l'Associazione, conseguita dalla squadra a nome di tutti i volontari e il personale di SOS - ha commentato Massimiliano Pavanello, presidente di SOS - la nostra associazione deterrà il trofeo della manifestazione per tutto l'anno e dovrà rimetterlo in palio durante la manifestazione 2004».
Il meeting è una manifestazione che vuole rappresentare un'occasione di incontro, confronto e amicizia tra le diverse realtà nazionali ed estere che operano nel settore socio-sanitario e nella Protezione civile, un confronto ma anche e soprattutto un modo per scambiarsi opinioni ed aumentare la conoscenza reciproca, nell'ottica di migliorare sempre più il servizio che quotidianamente, come volontari, offriamo alla collettività

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      (13 settembre 2003)

La nuova ambulanza di Sos sarà dedicata alla cittadinanza

MALNATE — Una nuova ambulanza a rimpiazzare quella andata distrutta lo scorso mese di aprile. Sarà presentata domani a Malnate, dopo la messa delle 10 celebrata in occasione dei 20 anni dell'associazione Onlus, il nuovo mezzo che Sos Malnate ha acquistato, grazie ai numerosi contributi giunti in sede in questi ultimi mesi. Una autoambulanza era infatti stata coinvolta in un incidente a Castiglione Olona nella primavera scorsa, ed è stato così necessario raccogliere fondi per l'acquisto di un nuovo mezzo di soccorso. All'acquisto hanno contribuito i cittadini di Malnate e di vari paesi limitrofi, amministrazioni comunali (tra cui Malnate), varie associazioni locali, scuole e aziende, ma anche gli stessi volontari di Sos Malnate. «Grazie alla generosità di tanti benefattori - dice il presidente di Sos Malnate, Massimiliano Pavanello - è stato possibile sostituire in così poco tempo il mezzo incidentato. La nuova ambulanza diverrà a breve operativa e sarà dedicata "Alla cittadinanza", a significare il profondo legame tra l'associazione e la gente: legame storico, nato 20 anni fa e mai venuto meno». Ma saranno presentati anche altri 2 mezzi: il furgone trasporto disabili e l'automobile per la consegna dei prelievi ematici.
A.L.

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          (10 settembre 2003)

Malnate – Durante la festa sociale di Sos saranno presentati anche altri due automezzi

Sos Malnate ha la nuova ambulanza grazie alla solidarietà 

(10 settembre 2003) Venti anni di attività e tanta solidarietà da festeggiare. Si svolge sabato 20 e domenica 21 settembre la festa sociale di Sos Malnate, l'associazione dei volontari del soccorso nata nel 1983. Sarà anche l'occasione per presentare alla popolazione la nuova ambulanza acquistata con il contributo dei cittadini di Malnate e dei paesi limitrofi, dei simpatizzanti, delle associazioni locali, delle scuole, delle aziende (in particolar modo l’Iper di Varese), del comune di Malnate e di alcune amministrazioni locali, ma anche dei volontari di Sos. Questa nuova ambulanza andrà a sostituire quella incidentata nel mese di aprile.
«Grazie alla generosità di tanti benefattori è stato possibile sostituire in così poco tempo il mezzo incidentato - ha dichiarato Massimiliano Pavanello, presidente Sos Malnate - la nuova ambulanza diverrà a breve operativa e sarà proprio dedicata alla cittadinanza, a significare il profondo legame che lega la nostra associazione alla nostra gente: legame storico, nato venti anni fa e mai venuto meno. Durante la festa verranno presentati anche altri due automezzi: il furgone per il trasporto dei disabili e l’automobile per la consegna dei prelievi ematici, entrati in servizio nei mesi precedenti e che hanno sostituito due mezzi già operativi ma ormai datati».

Programma della festa sociale
SABATO 20 SETTEMBRE: ore 21 esibizione del coro "ANA – Campo dei Fiori" di Varese. Nell’intermezzo intrattenimento con recita di poesie dialettali. Presso il Parco di Villa Braghenti e Malnate.
DOMENICA 21 SETTEMBRE: ore 9 ritrovo presso la sede "P. Malnati" di via I Maggio, 10
Ore 10 S. Messa nella Chiesa Parrocchiale di San Martino e a seguire benedizione dei nuovi automezzi.
Ore 13 Pranzo sociale
Nel pomeriggio: intrattenimento musicale e iniziative varie.

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         (4 giugno 2003)

Varese - Sabato 7 e domenica 15 i volontari dell'SOS Malnate distribuiranno gli elenchi delle farmacie di turno e materiale illustrativo di un'importante iniziativa


"Farmaco a casa tua": due giorni per conoscere il servizio

Sabato 7 e domenica 15 giugno i volontari delle associazioni che si occupano dei "Farmaci a domicilio" distribuiranno il calendario dei turni delle farmacie della provincia di Varese. Un documento utilissimo, che anche il nostro giornale fornisce on line, e che verrà distribuito insieme al materiale informativo dell'iniziativa "Farmaco a casa tua", l'iniziativa  avviata nel 1998 dalla Federfarma di Varese (l’Associazione dei titolari della Farmacie della Provincia) in collaborazione con il Tribunale per i Diritti del Malato, il Sindacato di Tutela dei Diritti del Malato e l’A.N.P.A.S. (un gruppo di associazioni di volontariato) e che vede in prima fila i volontari dell'SOS Malnate. 
Il servizio è attivo dalle 20.00 alle 8.00 (gli orari di chiusura delle farmacie) e ogni giorno festivo dalle 8.00 alle 20.00. Chi ne avesse bisogno, deve contattare il numero 0332 428488 ed essere in possesso di ricetta medica.

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(11 maggio 2003)  

Volontari si autotassano per comprare l’ambulanza nuova

 Sessantamila ore di servizio svolte in un anno, 166milla chilometri precorsi dai mezzi del sodalizio, 6.597 servizi svolti con un incremento rispetto al 2001 di 335 unità. Sta in questi numeri l’identikt dell’Sos Manate tracciato dal suo presidente nell’ultima assemblea dei soci volontari. E in questa occasione si provveduto al rinnovo delle cariche sociali. Pochi giornali dopo, si è riunita la prima seduta del Consiglio di amministrazione rinnovato che ha riconfermato Massimiliano Pavanello presidente per il prossimo biennio.

Ecco l’elenco completo delle cariche sociali. Membri del Cda Massimiliano Pavanello (presidente e legale rappresentante), Massimo Pedrazzini (vicepresidente vicario), Andrea Girardello (vicepresidente), Stefania Mattiolo (amministratore), Cristina Nelba (segretaria), Riva Monetti Giuliana, Bianchi Roberto, Villa Giorgio, Meroni Alessandro, Croci Luca, Fornoni Isidoro e Villa Michele (consiglieri). Sergio Contu responsabile corpo volontari. L’assemblea ha tributato inoltre un applauso di ringraziamento a Luciano Lolli ed Enzo Marazzi, che per vent’anni hanno retto l’amministrazione dell’associazione, il primo come tesoriere e il secondo come revisore dei conti, che da quest’anno hanno ceduto ad altri le loro mansioni pur continuando la lori attività di volontariato in Sos. Uno dei temi fondamentali toccati durante l’assemblea dei soci è stato la sostituzione dell’autoambulanza distrutta nel mese di aprile. A questo proposito i volontari di Malnate hanno ritenuto doveroso contribuire in prima persona all’acquisto del nuovo mezzo, deliberando di autotassarsi e di aprire in questo modo un fondo destinato a questo importante acquisto. Nel frattempo la “macchina della solidarietà” si sta muovendo e sta dando importanti frutti: numerose associazioni marnatesi e singoli cittadini hanno già devoluto un contributo e alcune amministrazioni comunali, tra cui Malnate, hanno già espresso il loro desiderio di dare un segno tangibile; inoltre, si stanno avendo importanti contatti con alcune società della zona per sensibilizzarle in tal senso. La raccolta dei fondi continua. Sottolinea il riconfermato presidente Pavanello: “Sos malnate non può e non deve sottrarsi alla sfida dei cambiamenti: quando è nata vant’anni fa era all’avanguardia perché ha saputo cogliere un’esigenza reale come il scorso sanitario dei concittadini in stato di bisogno, nel corso della sua esistenza si è posta come punto di riferimento delle pubbliche assistenze grazie alla capacità di cogliere le problematiche e di sapervi dare risposte tangibili e durante nel tempo. Nei prossimi venti anni Sos Malnate dovrà dare prova di saper proseguire in questo ruolo che si è creato nel tempo perché venire meno avrebbe l’effetto di deludere le aspettative che la società si è creata nei confronti della nostra organizzazione”.  

Ecco il sito Internet 

Il sito internet di Sos Malnate (www.sosmalnate.it) è stato interamante rinnovato. Si presenta con una nuova grafica e con nuovi contenuti, che lo rendono uno strumento facile e accessibile. All’interno del sito sarà possibile trovare tutte le informazioni su Sos Malnate: dall’organigramma dell’associazione ai servizi offerti, dal nuovo poliambulatorio “Rino Croci” alle possibilità di svolgere il servizio civile, dalla ricerca di volontari alla ricerca di fondi. “Essere presenti sul web – dicono i volontari del gruppo – oramai non è una scelta dettata dalle mode, ma rappresenta uno strumento efficace per presentare le attività dell’associazione, oltre che a rappresentare un canale privilegiato per la ricerca di fondi e di nuovi volontari”. Per la realizzazione del sito Sos si affidata alla società NR Idea di Nicoletti & Cattaneo (www.nridea.com) che ha rinnovato, gratuitamente, la veste grafica del sito di Sos Malnate e ha offerto la disponibilità del suo personale. E ancora: “In questo momento delicato per l’associazione, dove tutti gli sforzi sono incanalati all’acquisto dell’ambulanza, è doveroso osservare come ciò rappresenti un gesto di grandissimo valore: anche attraverso il sito, infine, si potranno trovare gli estremi per sostenere la raccolta <<Aiutaci a comprare una nuova ambulanza>>.”

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              (2 aprile 2003)

Malnate - Shock per l'accaduto ma anche determinazione nel ripartire nell'importante opera svolta da parte dei volontari dell'associazione di volontariato

L'ambulanza è distrutta, l'Sos chiede aiuto alla cittadinanza

Riceviamo e pubblichiamo

Con la presente intendiamo comunicare le informazioni in nostro possesso circa l'incidente stradale avvenuto questa mattina, verso le ore 10, sulla SS Varesina, all'altezza della Chiesetta di Castiglione Olona e che ha coinvolto un nostro mezzo di soccorso. La nostra ambulanza Delta, in missione d'urgenza con i dispositivi acustici e luminosi accesi, mentre attraversava l'incrocio, è stata urtata da un'automobile che non si è arrestata andandosi a scontrare frontalmente con un camion nei pressi dell'incrocio semaforico di Castiglione Olona. L'ambulanza coinvolta nell'incidente è andata distrutta. La nostra associazione ha subito un forte shock per l'accaduto: 3 soccorritori coinvolti (di cui 2 ancora ricoverati in Ospedale). Non sappiamo le condizioni delle altre persone coinvolte nell'incidente.

Il danno umano e patrimoniale è enorme, con due dipendenti in infortunio e un'ambulanza da ricomprare al più presto. Sarà necessario richiedere un aiuto straordinario da parte di tutta la cittadinanza: non solo di quella malnatese, ma di tutti i paesi che insieme a Malnate usufruiscono dei servizi di SOS Malnate.

Ringraziamo tutte le persone che già dai primi minuti ci hanno dato la loro disponibilità per superare questa difficile situazione (in particolar modo le associazioni consorelle, l'ANPAS e la Croce Rossa) e ci auguriamo di contare sull'impegno di tutti per superare nel più breve tempo possibile questo momento.

Tutto il personale di SOS MALNATE è vicino ai propri colleghi che al momento sono ricoverati in Ospedale e augura una veloce guarigione a tutte le persone coinvolte nell'incidente.

Anche in questo momento di forte disagio la nostra associazione continuerà il proprio servizio di "emergenza/urgenza" contando su l'impiego di personale volontario.

Il presidente 
Massimiliano Pavanello

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(16 febbraio 2003)

 

Sos Malnate: maggiori servizi e nuovi poliambulatori
In campo anche Gavirate, Viggiù, Azzate e Besozzo

 L’Sos Malnate ha firmato la convenzione con l’Ospedale di Circolo – Fondazione Macchi di Varese per la gestione dei punti prelievo aziendali di Gavirate, Viggiù, Azzate e Besozzo, utilizzando i locali messi a disposizione dall’azienda ospedaliera, oltre al punto già attivo a Malnate, all’ambulatorio gestito dall’associazione. Il sodalizio guidato da Massimiliano Pavanello assicurerà le attività con proprio personale infermieristico e, per i punti di malnate e di Viggiù, anche con proprio personale amministrativo. Nelle prossime settimane, quindi, l’Sos si farà carico progressivamente di questi centri. Il punto prelievo di malnate, che rimarrà il nucleo delle attività già è da diversi anni, durante il sabato mattina. A partire dalla scorsa estate era stato ampliato il servizio in concomitanza della chiusura dell’attività di presivelo del distretto Asl locale (piazza Libertà). A partire da domani, lunedì 17 febbraio, l’Sos di Malnate potenzierà anche il servizio nella cittadina, garantendo i presiveli anche il lunedì mattina, servizio quest’ultimo che si andrà ad aggiungere alle attività di presivelo del martedì, giovedì e sabato.

Sempre domani si avrà la possibilità di accedere direttamente al servizio, senza la prenotazione, grazie al collegamento diretto can la rete dell’azienda ospedaliera, che eviterà cosi inutili code per il pagamento del bollettino postale, attività questa che aveva creato alcuni problemi gestionali per l’evidente disagio delle persone di doversi recare in posta per pagare il ticket e quindi ritirare il proprio referto. Da domani dunque non ci daranno più di questi problemi perché le persone potranno direttamente pagare il ticket sanitario all’Sos al momento del prelievo.

Si legge in un comunicato del sodalizio: “L’apliamento del servizio implica anche un aumento del personale qualificato in forza all’Sos, che è alla ricerca di infermieri professionali da inquadrare nel proprio organico (a tal proposito è possibile inviare proprio curriculum vitae presto la sede dell’associazione in via Primo Maggio 10 a malnate)”. In questo modo l’Sos malnatese si conferma ulteriormente come un punto di riferimento non solo di Malnate ma anche dell’intero territorio.

 

Il lunedì mattina potere aperte nei locali del “Rino Croci” 

Si ampliano dunque i servizi offerti dall’Sos Malnate. L’importante istituzione locale può contare su un efficiente poliambulatorio – il “Rino Croci”-, che non è solamente punto presiveli. Infatti sono presenti anche medici specialisti in cardiologia, chirurgia, ginecologia, ortopedia, radiologia, urologia, omeopatia e medicina estetica, agopuntura, otorinolaringoiatria, dermatologia, psicologia. Questa, in ogni caso, una “sintesi” dei servizi erogati all’poliambulatorio malnatese di via Primo Maggio. Punto prelievi: lunedì, martedì, giovedì e sabato dalle 8 alle 9, senza prenotazione; i pazienti devono essere di impegnativa dal medico, tessera sanitaria e codice fiscale. Negli stessi giorni, dalle 10 alle 11 e dalle 17 alle 19, ritiro dei referti con pagamento diretto del ticket. Servizi infermeresti: iniezioni, medicazioni, misurazione della pressione, test la glicemia, lavaggio auricolare dal lunedì al venerdì dalle 18 alle 19 e sabato mattina dalle 9.30 alle 10.30.

L’Sos Malnate può contare su più di 300 volontari, dodici obiettori di coscienza e dodici dipendenti. Presidente dell’associazione è Massimiliano Pavanello; vicepresidenti Elena Monetti e Massimo Pederazzini; direttore dei servizi Marco Sarti; direttore sanitario Marco Marchiò, direttore sanitario ambulatori Alberto Taras.

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         (19 gennaio 2003)

Trasmissione radiofonica "Senza Fine di Lucro" di Radio 24.

Servizio civile: una scelta che cambia la vita

Servizio civile: una scelta che cambia la vita. In questi giorni in televisione, per radio, sui tram ci imbattiamo di frequente in questo slogan. Ma perché il servizio civile cambia davvero la vita? Lo chiediamo oggi a Massimo Palombi, direttore dell'ufficio nazionale per il servizio civile della Presidenza del consiglio; Licio Palazzini, presidente nazionale di Arci servizio civile; Franco Marzocchi, presidente di Federsolidarietà; Carlo Giovanardi, ministro per i rapporti con il Parlamento, con delega sul servizio civile; Cristina Nespoli, presidente della Cnesc, Conferenza nazionale enti servizio civile; Marco Sarti, direttore dei servizi di SOS Malnate Onlus; Michele Gorini, 19 anni, sta facendo il servizio civile presso una cooperativa sociale in provincia di Forlì.

Ascolta il file audio della trasmissione radiofonica "Senza Fine di Lucro" su Radio 24 del 19 gennaio 2003. Clicca qui.

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                (08 dicembre 2002)

Terremoto - Sos Malnate Il difficile impegno di ridare la normalità

È ormai trascorso più di un mese da quel terribile 31 ottobre. 30 giorni di sofferenze e paure hanno accompagnato le genti del Molise, devastato dalla furia del sisma. Ma ora che le tivù sono andate via, e così i curiosi, inizia il lavoro di ricostruzione, materiale, in primis, e poi morale, psicologica di uomini, donne e bambini che hanno visto sgretolare ogni certezza. È con questo intento che lavora il gruppo di psicologi ed educatori dell’Università Cattolica di Milano coadiuvato dall’Sos di Malnate per la parte logistica. Marco Sarti, direttore dell’Sos di Malnate e operatore del team che ha raggiunto le due cittadine di Bonefro e Ripabottoni (Campobasso), assegnate all’assistenza del personale della Regione Lombardia, è appena rientrato dalla missione dove si alternano altri volontari. Come avete trovato le persone e le case del Molise? «Ogni giorno la terra continua a tremare a causa delle scosse di assestamento, provocando il terrore per chi ha vissuto quei giorni terribili. Tutti si bloccano quando avvertono una scossa ma il tremore è più che altro psicologico: molti non vogliono tornare nelle proprie abitazioni anche se sono state dichiarate agibili». Il vostro progetto vuole contenere gli effetti del trauma, far tornare i bambini alla normalità e sostenere le figure educative. Come agite? «Durante la mattina siamo di supporto agli insegnanti del luogo impegnati con oltre 70 alunni delle materne, elementari e medie di Ripabottoni in attività mirate alla ricostruzione dell’accaduto, spiegazione del terremoto, prove di evacuazione, con il fine di accrescere una “cultura della sicurezza”. Nel pomeriggio proponiamo momenti ludici per tutti i ragazzi che si ritrovano in un centro ricreativo, stiamo inoltre creando all’interno della scuola una ludoteca con servizio prestito grazie a tutto il materiale arrivato dall’intero Paese». Il vostro intervento è più difficoltoso con gli adulti o i bambini? «Riportare alla normalità i bambini è abbastanza semplice, non hanno paura del futuro, la difficoltà è soprattutto con gli anziani che si incontrano girando per il paese per parlare con loro. Lo scopo è creare gruppi di mutuo aiuto e sostegno psicologico, perché le incomprensioni, gli screzi all’interno del paese si sono ampliati con il terremoto». Come aiutare ancora? «Aiutare chi aiuta, quindi tutti gli enti che professionalmente operano sul territorio come la Regione Lombardia; da parte nostra saremo sul campo fino a giugno per un impegno a lunga scadenza».
 

michele sasso
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               (17 novembre 2002)

Dall'Sos Malnate uomini e mezzi per gli psicologi dell'emergenza

Anche l’Sos Malnate scende il campo a favore delle popolazioni del Molise. L’associazione ha offerto mezzi e autisti all’Università Cattolica del Sacro Cuore per il progetto “Emergenza Molise”. Sono quindi stati messi a disposizione un pullmino con nove posti e una roulotte, con relativi autisti; inoltre i volontari si alterneranno per oltre un mese per portare soccorso alle popolazioni colpite dal sisma, coordinate da Marco Sarti, direttore dell’Sos e Giampietro Ragazzo, capogruppo della protezione civile dell’associazione. Partenza prevista per questa domenica. Tre gli obiettivi principali dell’intervento degli esperti della Cattolica di Milano, psicologi dell’emergenza, a cui per l’appunto l’Sos offre il supporto logistico, garantendo gli spostamenti attraverso i paesi colpiti dal sisma: contenere gli effetti dei traumi subiti nei primi momenti dell’emergenza; dare ai bambini la possibilità di vivere nel modo più normale possibile e infine dare un sostegno alle figure educative chiamate a rappresentare un punto di riferimento alle nuove generazioni. L’iniziativa è nata dalla facoltà di Scienze della Formazione e Alta scuola di psicologia dell’ateneo milanese che hanno già maturato esperienze in contesti analoghi. Si interverrà su bambini e adolescenti per limitare le sindromi post traumatiche. L’intervento prevede la realizzazione di laboratori di espressività grafico-pittorica e animazione teatrale nelle strutture scolastiche dell’area colpita. Ci saranno poi gruppi di mutuo aiuto e di sostegno psicologico e pedagogico rivolti alle figure educative e si procederà anche alla distribuzione di materiale informatico. Sono inoltre previste operazioni di monitoraggio psicologico e educativo e la verifica di tutti gli interventi. Gli uomini dell’Sos Malnate presteranno servizio per una trentina di giorni ma il programma generale prevede interventi fin al mese di giugno 2003. Per il supporto logistico e l’allestimento dei materiali hanno già dato la loro disponibilità, oltre all’Sos, anche il dipartimento di Psicologia dell’Uc e l’assessorato Educazione all’infanzia di Milano.

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  (Pag.1 - novembre 2002)

 

Con i loro insegnanti, per ricucire lo strappo - In azione gli psicologi della "Cattolica" 

Bonefro, Molise: 1.800 abitanti, prima del 31 ottobre, il giorno del sisma. Oggi 600, tutti alloggiati in tende. Gli altri sene sono andati, prerchè le scosse non sono finite e perché il 70% delle case è dichiarato inagibile. Qui, nella tendopoli degli sfollati, da qualche giorno in un camper vivono alcuni docenti dell’Università Cattolica di Milano e i loro assistenti, giovani laureati iscritti a un master che oggi suona premonitore: “Interventi relazionali in contesti di emergenza”. Per tutto l’anno scolastico, almeno fino a giugno 2003, si daranno il cambio in gruppi di quattro persone, per aiutare la comunità molisana a superare il trauma del terremoto e riprendere il fino della vita. Dal punto in cui quella mattina in un secondo si è spezzato.

“Si tratta di aiutare i bambini a ritrovare la serenità, ma anche di accompagnare il camino di adulti e anziani, perché l’infanzia non è facile in una società in cui grandi sono smarriti – dice Cristiana Castelli, direttore del master e docente di Psicologia dello sviluppo in Cattolica. – I giorni scorsi abbiamo sondato le realtà locali e alla fine abbiamo deciso di stabilirci in due paesi: a Bonefro, dove presto installeremo un prefabbricato-scuola offerto dalla Cattolica, e a Ripabottoni, dove, lavoreremo al fianco degli insegnanti locali in classi sotto le tende.”

Anche Ripabottoni è un paese fantasma: i 673 abitanti sono ospitali nelle tende della Protezione. Tra i due paesi gli esperti della Cattolica si sposteranno con un pulmino offerto da Sos Malnate: “Le strategie sono ancora da stabilire – continua la psicologa - : un conto è la teoria, mo poi è sul campo che analizzeremo i bisogni della gente. Ora per esempio con i bambini che hanno subito il crollo di ogni loro certezza stiamo lavorando sul tema della casa: li facciamo parlare molto, raccontano della casa delle formiche, della casa delle alpi… È molto importante che buttino fuori le loro paure.”

Già, la casa. Gira e rigira è inutile cercare timori inconsci e traumi profondi. La vera paura, per bambini e adulti, è sempre quella: “ La casa che ti crolla addosso.” Lo sa bene Fabio Sbattella, vicedirettore del master e docente di Psicologia del linguaggio e della comunicazione in Cattolica: “Questa mattina la terra qui ha tremato – racconta - : è qualcosa che ti senti nei muscoli, nelle viscere non esagero. Qui si balla davvero e la paura viene ogni sera al momento di andare e dormire: pensi che nel sono non ti puoi difendere”.

In una comunità provata, la relazione è collettiva: “Se i bimbi vedono gli adulti smarriti, vanno nel panico. Aiutare o grandi, gli educatori, significa tirar fuori i piccolo dall’inferno delle paure implicite, tenute dentro da quel giorno”. Gli esperti del master hanno già sperimentato in Kosovo, Honduras e Madagascar, dove hanno preso per mano popoli colpiti da catastrofi. Ora in Molise fronteggiano situazioni molto diverse: “È sempre importante ascoltare la comunità locale, altrimenti il rischio è di far sentire inutili le persone competenti del luogo, un patrimonio assoluto per l’identità culturale. Qui in Molise abbiamo trovato psicologi e pedagogisti del posto di grande competenza - continua lo psicologo -  fin dal primo istante sono stati presenti, non hanno mai lasciato la loro gente. Li abbiamo trovati stanchi, provati, ma combattivi”. Persone da affiancare, non da sostituire. Cosi come gli educatori: “Insegnanti, sacerdoti, catechisti, genitori. Sono loro i primi che devono ricucire lo strappo”. Uno strappo – come ieri diceva una maestra – che li ha lasciato confusi, che ha sfilacciato la trauma di una arazzo bellissimo, forse un po’ noioso, ma che per noi era tutto. La vita che scorreva senza scosse in un paesino del Molise. Come ricucirlo? “Pensare che qui alle elementari di Bonfero avevamo ideato un programma di solidarietà – prova a spiegare una altra maestra - : avevamo adottato un villaggio del Congo per costruire un tetto sulla testa di quei bambini. Ora come potremo aiutare loro se noi siamo messi cosi?”

Ora che il tetto manca anche a loro? Ora che un tetto , un altro tetto, ne ha uccisi ventisette? “Non abbiamo ancora risposte, ci vorrà tempo, per adesso è importante ascoltarli, stare al loro fianco, essere presenti. Per questo viviamo da sfollati, dormiamo nel camper, mangiamo con loro…” Con i bambini, certo, ma anche con gli anziani, i più colpiti: molti di loro erano emigrati in Germania solo poter tornare e costruire la casa. In quei muri hanno messo il sangue…” Forse è la memoria degli anziani il forziere da cui ricominciare.

 

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                  (27 ottobre 2002)

Veronica, quasi 20 anni e un grande desiderio di unire studio e impegno
Abbiamo raccolto l’esperienza di una giovane malnatese che ha presentato domanda per lavorare come volontaria nella realtà dell’emergenza e del disagio

Alla Caritas ambrosiana hanno già preso servizio da circa otto mesi: sono le quattro giovani che sperimentano, forse per prime sul nostro territorio, l’esperienza del servizio civile volontario resa possibile dalla legge del 2001. Sono Valentina, Lucia, Paola e Chiara e a loro, direttamente sul sito della Caritas (www.caritas.it) viene data la parola, per raccontare in che cosa consiste e come nasce questa avventura, e magari incuriosire molte altre amiche spingendole a rispondere al nuovo bando per il servizio che inizierà a fine 2002. Ma, oltre a loro, altre ragazze, anche nel Varesotto, hanno preso in considerazione questa strada. Veronica ha diciannove anni, e ne compirà venti fra pochi mesi, da oltre un anno presta servizio come volontaria presso l’Sos Malnate: la sua è al momento la prima candidatura giunta per il progetto di inserimento di ragazze che prestino servizio civile volontario in associazione. «L’esperienza che ho fatto fino ad ora - dice Veronica Falanga che abita a Malnate e per questo ha sempre conosciuto la struttura di via Primo Maggio, presso la quale vorrebbe prestare nel prossimo anno servizio civile volontario - mi ha consentito di conciliare il tempo dedicato agli altri e quello dedicato ai miei studi». Ora infatti Veronica, dopo la maturità scientifica, si è iscritta al corso universitario di Biologia sanitaria a Busto Arsizio ed ha intenzione di proseguire nei suoi studi. Ma perché la scelta di passare dal volontariato al servizio civile? «Proprio per la mia positiva esperienza all’Sos - continua Veronica -, quando ho visto il bando mi sono subito interessata alla possibilità di poter avere un nuovo ruolo dentro l’associazione a fianco delle persone con le quali ho fino ad ora lavorato, dipendenti, volontari e obiettori di coscienza». E così la ragazza ha consegnato la sua candidatura per i progetti messi in campo dall’associazione varesina (“Solidarietà e handicap” e “Solidarietà ed emergenza”) che riguardano il potenziamento dei servizi in atto e il miglioramento del servizio di centralino, telesoccorso e teleassistenza. «Credo - dice ancora Veronica - che questa possa essere una esperienza molto positiva che mi permetterà di crescere, di imparare nuove cose e nello stesso tempo di essere utile agli altri». La ragazza ha già frequentato, per poter entrare a far parte dei volontari dell’Sos, un corso relativo alle operazioni di soccorso organizzato dell’Anpas (Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze). «Ora - dice Veronica - se presterò servizio civile volontario dovrò frequentare probabilmente un altro corso con nuovi contenuti e approfondimenti che mi interessano molto, soprattutto per la parte che riguarda la teleassistenza e il telesoccorso: un modo per essere veramente in contatto diretto con chi ha bisogno di aiuto». Veronica difende la sua scelta per il prossimo anno indipendentemente da quello che sarà il suo futuro lavorativo e occupazionale. «Per il momento - conclude la ragazza - si tratta di un modo per stare con gli altri, aiutare chi ha bisogno e portare anche a casa qualche soldo che, per chi ancora studia come me, rappresenta sempre un fatto del tutto positivo».

 

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Grazie di cuore

Egregio Direttore,

nei giorni scorsi mi è capitata una brutta avventura di cui ha dato notizia anche il vostro quotidiano. Sono stato punto da una vespa che mi ha provocato una grave shock anafilattico.

Nella disgrazia, però, ho avuto la fortuna di ricevere immediato soccorso dal medico del 118 e dagli operatori dell’ambulanza dell’SOS di Malnate che mi hanno iniettato, prima che fosse troppo tardi, farmaci necessari a consentirmi di respirare di nuovo. Il resto lo ha fatto l’èquipe della riabilitazione del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Circolo di Varese.

Pertanto, vorrei ringraziarli pubblicamente tutti quanti.

Spesso sulla Sanità pubblica si leggono vicende non troppo confortanti. Il mio caso, invece, è la dimostrazione che, anche in questo settore, ci sono migliaia di persone che quotidianamente, in silenzio, compiono il loro dovere con grande professionalità, competenza e spirito di servizio.

Se oggi sono vivo e posso riabbracciare la mia famiglia praticamente lo devo a loro.

Grazie veramente di cuore.

Gianni Favero
Cantello

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(20 marzo 2001)

Un nuovo poliambulatorio per l'SOS di Malnate

L'SOS di Malnate cresce.  Sabato 23 marzo alle 18.00 verranno inaugurai i nuovi ambienti che ospiteranno il poliambulatorio medico. Un servizio in più per tutti i cittadini tesserati.

Nato nel 1982 grazie alla volontà di 15 malnatesi l'SOS partì con due ambulanze e pochi volontari per contare, dopo diciannove anni, oltre 2000 iscritti e più di 250 volontari. Dopo sei mesi di ristrutturazione e risistemazione sono ormai pronte le stanze dove sorgeranno una sala infermieristica e tre ambulatori specializzati. 
La struttura nasce con l'obbiettivo di dare agli aderenti all'SOS Mutuo Soccorso un servizio sempre maggiore garantendo per almeno tra giorni alla settimana la presenza di medici specialisti. 
La realizzazione del progetto è stata possibile grazie i fondi offerti dalla Fondazione Cariplo e dalla famiglia di Rino Croci, benemerito cittadino di Malnate, a cui il poliambulatorio verrà intitolato. 

L'attività dell'SOS, che prevedeva all'inizio solo il trasporto di malati e feriti in ambulanza, negli anni è cresciuta ed oggi contempla una serie di attività diversificate tra cui il trasporto per i portatori di handicap, la collaborazione con i servizi sociali del Comune di Malnate, il servizio di telesoccorso agli anziani, la convenzione con la Provincia di Varese e l'Asl, la costituzione del gruppo di protezione civile ed iniziative umanitarie come l'ospitalità dei bambini di Chernobyl e l'adesione alla missione Arcobaleno.
Proprio lo scorso anno l'Sos Malnate ha stabilito una convenzione per la gestione del sistema di urgenze del 118 di Varese. 

Il lavoro dell'Associazione è svolto sopratutto dai 270 volontari di tutte le età, dai 18 ai 79 anni, che ogni giorno garantiscono un servizio 24 ore su 24. Una disponibilità preziosa e fondamentale che si pone al servizio degli altri. 
Il poliambulatorio avrà sede in via I Maggio 10

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“Contabilità e bilanci delle aziende non profit”

di Franco Colombo

ed. Il Sole 24 Ore spa

Marzo 2001

Dalla premessa di Franco Colombo:

“... vengono presentati alcuni esempi di bilanci e relazioni di associazioni non profit scelti per la rispondenza della loro forma e contenuto con i principi delineati e in quanto ritenuti esempi di trasparenza operativa e di chiarezza espositiva...”

dal capitolo 10, paragrafo 6

“SOS Malnate è un ente che effettua servizi di ambulanza attraverso l’opera dei propri volontari. Gli aspetti critici della sua struttura organizzativa sono quindi riscontrabili nel trattamento del personale volontario, nella capitalizzazione di strumentazioni tecniche particolarmente costose e nei rapporti con soggetti correlati come gli ospedali e gli altri enti che sullo stesso territorio svolgono attività analoga. Le dimensioni dell’ente sono medio-piccole.

Il sistema informativo deve quindi tenere in considerazione questi fattori; in particolare si intende rendere conto delle proprie scelte economiche ai volontari pubblicando una relazione sull’attività svolta nel 1999, contenente i prospetti di stato patrimoniale e conto economico, oltre a una serie di informazioni sull’attività istituzionale, fra le quali viene dato rilievo ad attestati, da parte della comunità, sul merito dell’attività svolta. La gratificazione dei volontari diviene quindi un aspetto preminente dell’informazione.

Da un punto di vista contabile va rilevato che il conto economico classifica proventi e oneri per destinazione, evidenziando i risultati delle diverse gestioni. E’ presente anche un bilancio preventivo per l’anno successivo, importante informazione integrativa che conferma la politica di trasparenza dell’ente. Alcuni passaggi della relazione degli amministratori all’assemblea valorizzano quanto affermato sopra, soprattutto nei riferimenti alle attività istituzionali.

Da notare la presenza nel documento di una pagina riepilogativa sulle diverse forme di agevolazioni fiscali previste dal D.Lgs 460/1997 per il sostegno alle Onlus tramite erogazioni liberali.”

(segue bilancio di SOS Malnate 1999/2000, così come presentato nella brochure della relazione annuale 2000. La relazione viene poi ripresa in versione integrale nel CD Rom allegato al volume).  

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